Dopo il catastrofico sisma del 26 dicembre scorso, che probabilmente ha provocato
più di 30mila vittime e lasciato senza casa oltre 100mila persone, la popolazione
vive nella tendopoli allestita dalle organizzazioni internazionali. L’emergenza
continua e vanno presi provvedimenti urgenti per l’arrivo della stagione calda
che renderà presto intollerabile la vita in questi alloggi di fortuna

L’amore di Maryam è più forte del terremoto. Bam è tutta la sua vita. Ha trascorso
tutti i suoi 40 anni qui, senza mai allontanarsi. A Bam ha giocato per la strada
con altri bambini, è cresciuta e diventata donna. A Bam ha trovato l’amore della
sua vita, suo marito, che le ha dato la gioia di undici figli. Maryam il 26 dicembre
ha perso tutto. Ha perso il marito e quattro dei suoi figli nel devastante terremoto
che ha colpito la città del sudest iraniano.
La Mezzaluna Rossa Iraniana (Ircs) le ha dato una tenda per dare riparo a quel
che resta della sua famiglia, ma è piccola e non ci stanno tutti. Così i quattro
figli più grandi sopravvissuti sono andati a vivere dal nonno, poco fuori città.
Maryam ha piantato la tenda nel punto esatto dove sorgeva la sua casa, dove la
sua famiglia povera ha passato tanti momenti importanti.
Bam le ha dato tutto e tutto le ha portato via, ma lei non vuole lasciarla.
Forse sentirebbe di tradire quella grande città, antica e orgogliosa, che ora
è in ginocchio. Forse vuole soltanto tenere unita la famiglia nonostante tutto.
Mujgan, il vicino di Maryam, è stato molto più fortunato.
E’ vivo e nessuno dei suoi familiari ha perso la vita quella notte, perché non
stavano dormendo a casa. Erano rimasti da alcuni parenti dove festeggiavano con
tutta la famiglia. Dopo una ricca cena era stanco. Non voleva rimettersi al volante.
Il caso ha salvato la vita a lui, alla moglie e ai loro figli.
Hanno perso tutto quello che avevano quando la loro casa è crollata e si è ridotta
in un cumulo di polverose macerie. Anche la sua famiglia vive nella tendopoli
della Ircs. Si affretta verso il suo alloggio temporaneo con un paio di coperte
ottenute dai soccorritori per tenere la sua famiglia al caldo la notte, quando
la temperatura scende, arrivando anche sotto lo zero. E’ancora il vicino di casa
di Maryam.
Maryam è sola con tre bambini e il suo uomo non c’è più. Ogni volta che gli è
possibile Mujgan aiuta lei e i piccoli. Come si fa tra buoni vicini.
Il Centro di coordinamento delle Nazioni unite a Bam ha affermato che, secondo
i dati ufficiali, la popolazione colpita ha ricevuto circa 90.000 tende. "A questo
punto, la popolazione ha ricevuto un numero adeguato di tende e di coperte", ha
dichiarato martedì all'IRIN Abdul Haq Amiri, responsabile della squadra delle
Nazioni Unite a Bam, "ma il caldo arriverà presto e, entro un mese, la temperatura
raggiungerà i 40 gradi”. Bam infatti è in una zona desertica. L’emergenza non
finisce mai e, dopo aver fatto uno sforzo immane per sopravvivere alle temperature
sotto lo zero, gli sfollati si troveranno tra poco ad affrontare il caldo.
La prima fase del soccorso, quella per riparare i senzatetto dal freddo, è ancora
in corso con tutta la drammaticità del caso e già bisogna cominciare ad agire
per combattere il caldo. Mentre molta gente aspetta ancora viveri, medicine e
coperte per vivere dignitosamente nella tendopoli, bisogna pensare a rifugi diversi.
Il governo iraniano sembra intenzionato a installare alloggi temporanei per tutti
i senzatetto entro la fine di aprile. "Tuttavia non c'è ancora un progetto specifico
o standard," ha ammesso Amiri, sottolineando che “sono stati proposti numerosi
tipi di alloggi semipermanenti per affrontare questa estesa emergenza”. Secondo
le stime ufficiali saranno necessari circa 10mila alloggi prefabbricati. Bisogna
scegliere in fretta.
"Quando il tempo cambierà, gli alloggi dovranno essere migliorati," ha constatato
Amiri. Il funzionario dell'Onu ha sottolineato la necessità di una sistemazione
adeguata che possa offrire protezione contro il caldo torrido, facendo notare
come gli sforzi per ottenere questo risultato siano già in atto. "È assolutamente
impossibile vivere d'estate sotto le tende che gli abitanti di Bam hanno ricevuto,"
ha affermato.
Brunson McKinley, direttore generale dell'International Organization for Migration
(Iom), ha dichiarato all'IRIN a Bam che l'agenzia era presente nella città del
sudest iraniano per valutare la necessità di alloggi semipermanenti. "L'idea è
essenzialmente quella di sostituire le tende in cui ora vivono molte persone con
qualcosa che sia in grado si sopportare meglio il vento e il caldo e di farlo
in fretta," ha spiegato McKinley. Lo Iom intende poi occuparsi della costruzione
di abitazioni antisismiche a partire da materiali locali, per circa 12 mesi.
Tutti gli sforzi per salvare la popolazione sopravvissuta al terremoto rischiano
di rivelarsi inutili se non si agisce in fretta e bene.
Maryam e Mujgan lotteranno ancora e si aiuteranno a vicenda. Perché proteggono
i loro piccoli e amano la loro città ferita. In fondo sono vicini di casa.