07/10/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ancora senza tetto 1,8 milioni di sopravvissuti al sisma dell'8 ottobre 2005

Ad un anno dal devastante terremoto che ha causato migliaia di morti, in Pakistan quasi due milioni di persone alloggiano ancora in ripari di fortuna, preparandosi ad affrontare nelle condizioni peggiori un secondo inverno himalayano di neve e gelo.

Case distrutte dal sismaRicostruzione rallentata. Molto è stato fatto dall'8 ottobre scorso, giorno in cui un sisma di grado Richter 7.6, ha sconvolto il Kashmir con epicentro presso Muzaffarabad, circa 100 chilometri a nord-nordest di Islamabad. Tuttavia, secondo quanto rivela un rapporto dell'organizzazione Oxfam international, il passo della ricostruzione è stato rallentato da vari fattori: le dimensioni della catastrofe, le difficili condizioni geografiche, le scarse infrastrutture, le condizioni climatiche estreme. Il risultato è che molti sopravvissuti sono ancora in condizioni critiche, mentre i primi fiocchi di neve cominciano a cadere sul terreno.

Strada crepataStrade bloccate. Secondo le autorità pakistane, solo il 17 per cento delle 450 mila abitazioni colpite sono state ripristinate. L'80 per cento delle famiglie colpite dal terremoto, equivalente a 1.8 milioni di persone, vive ancora in alloggi temporanei. Oltre 40 mila persone sono in tenda, nei campi allestiti dalle agenzie umanitarie o dalle autorità governative, mentre altre migliaia albergano in campi 'non ufficiali' nei pressi delle loro abitazioni distrutte. Un'indagine dell'Oxfam su 17 villaggi pakistani colpiti dal terremoto riporta che tutti gli accampati necessitano ancora di un'adeguata protezione contro il freddo. Oltre 60 mila persone potrebbero essere costrette a trasferirsi negli accampamenti dai paesi montani a causa della rigidità dell'imminente stagione invernale. Molte migliaia vivono in aree rurali a rischio perché l'accesso a cibo, carburante e medicine è bloccato - o sta per essere bloccato - da neve e frane.
 

Panoramica sulla devastazioneFrontiera contesa. Per fronteggiare l'emergenza umanitaria, il governo pakistano ha adottato una strategia tesa a investire i proprietari di responsabilità diretta nella ricostruzione delle loro abitazioni, aiutandoli sia con aiuti economici diretti che con un sostegno tecnico. Oltre 30 mila muratori sono stati addestrati e sovvenzioni per la ricostruzione sono state erogate a oltre 370 mila famiglie. Alle agenzie umanitarie straniere è consentito costruire case per i gruppi sociali più vulnerabili, come le vedove e i disabili. Nei 6 mesi successivi al sisma, la Oxfam ha fornito acqua e servizi igienici a 580 mila persone, distribuito tende e alloggi temporanei a 370 mila persone e aiutato 60 mila persone a ricostruire la loro casa. Il terremoto che lo scorso 8 ottobre ha colpito il Kashmir, la regione himalayana contesa da anni tra Islamabad e Nuova Delhi, e la North West Frontier Province pakistana ha causato la morte di circa 86 mila persone, il ferimento di altre centomila, nonché oltre 2 milioni e mezzo di sfollati.

Luca Galassi

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