"Abbiamo risolto il caso degli attentati dell’11 luglio scorso. L’attacco è stato pianificato dall’Isi, i servizi segreti pakistani"
“Abbiamo risolto il caso degli
attentati dell’11 luglio scorso. L’attacco è stato
pianificato dall’Isi, i servizi segreti pakistani. Gli attentati
sono stati poi eseguiti dal gruppo terrorista Lashkar-e-Toiba, che in
Pakistan ha la sua base, ma che opera in India”.
Questo è quanto ha dichiarato
oggi A.N. Roy, il capo della polizia di Mumbai, la capitale economica
dell’India.
I treni della morte. L’accusa pesa come un macigno: l’11
luglio scorso, con 7 esplosioni a distanza di 15 minuti l’una
dall’altra, venne colpita una delle arterie principali del paese,
la ferrovia dei pendolari che ogni giorno si recano al lavoro a
Mumbai (la vecchia Bombay), cuore pulsante dell’economia indiana.
Le esplosioni costarono la vita a 189 persone. “L’attacco è
stato agevolato dallo Students' Islamic Movement”, ha aggiunto Roy,
“che hanno offerto supporto logistico in India. Le indagini hanno
portato all’arresto di 15 persone, e molte di loro sono state
addestrate in Pakistan”.
“Stiamo ancora studiando il testo
delle dichiarazioni indiane, ma sembra l’ennesimo tentativo del
governo indiano di calunniare il Pakistan. Non esiste alcuna prove
del legame tra gli attentati di Mumbai e il nostro paese, ne tanto
meno di un coinvolgimento dei servizi segreti pakistani”. Così
ha risposto Tariq Azim Khan, ministro dell’Informazione pakistana,
alle accuse indiane.
Musharraf soffia sul fuoco. Ma la tensione è destinata ad
aumentare. E la questione diventa ancora più spinosa per la
comunità internazionale considerati i pessimi rapporti tra i
due paesi e il fatto che entrambi, da tempo, sono dotati di un
arsenale nucleare. “Sia il nostro Presidente che il nostro Primo
ministro hanno immediatamente condannato gli attentati”, ha
continuato Khan, “l’India farebbe bene a guardare in casa sua per
trovare i responsabili degli attentati”.
Nonostante il tentativo
di apparire seccati ma indifferenti, le accuse indiane non ci
volevano per il governo d’Islamabad. E’ infatti in corso il
vertice a tre, negli Stati Uniti, tra Afghanistan, Pakistan e Usa. Il
presidente afgano Karzai, durante tutti gli incontri ufficiali, ha
continuamente accusato il Pakistan di essere la retrovia logistica
dei Taliban che mettono a ferro e a fuoco il suo paese.
Negoziati addio? Il regime di Musharraf, il generale che
governa il Pakistan dal 1999, è sotto scacco, accusato da più
parti di non fare nulla per combattere il fondamentalismo islamico
che dal Pakistan si espande ai paesi limitrofi. In molti puntano il
dito contro l’Isi, il servizio segreto, accusato di essere
infiltrato e colluso con al-Qaeda e i Taliban.
Una brutta gatta da pelare insomma,
anche perché il governo indiano aveva rinviato i colloqui di
pace con Islamabad, in riferimento alla crisi del Kashmir, la regione
contesa tra India e Pakistan, che contrappone in un conflitto
sanguinoso i due paesi fin dal 1948. Le accuse della polizia di
Mumbai non sembrano il viatico migliore alla ripresa di un negoziato.