30/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



"Abbiamo risolto il caso degli attentati dell’11 luglio scorso. L’attacco è stato pianificato dall’Isi, i servizi segreti pakistani"
 
“Abbiamo risolto il caso degli attentati dell’11 luglio scorso. L’attacco è stato pianificato dall’Isi, i servizi segreti pakistani. Gli attentati sono stati poi eseguiti dal gruppo terrorista Lashkar-e-Toiba, che in Pakistan ha la sua base, ma che opera in India”.
Questo è quanto ha dichiarato oggi A.N. Roy, il capo della polizia di Mumbai, la capitale economica dell’India.

11 luglio: si raccolgono i cadaveriI treni della morte. L’accusa pesa come un macigno: l’11 luglio scorso, con 7 esplosioni a distanza di 15 minuti l’una dall’altra, venne colpita una delle arterie principali del paese, la ferrovia dei pendolari che ogni giorno si recano al lavoro a Mumbai (la vecchia Bombay), cuore pulsante dell’economia indiana.
Le esplosioni costarono la vita a 189 persone. “L’attacco è stato agevolato dallo Students' Islamic Movement”, ha aggiunto Roy, “che hanno offerto supporto logistico in India. Le indagini hanno portato all’arresto di 15 persone, e molte di loro sono state addestrate in Pakistan”.
“Stiamo ancora studiando il testo delle dichiarazioni indiane, ma sembra l’ennesimo tentativo del governo indiano di calunniare il Pakistan. Non esiste alcuna prove del legame tra gli attentati di Mumbai e il nostro paese, ne tanto meno di un coinvolgimento dei servizi segreti pakistani”. Così ha risposto Tariq Azim Khan, ministro dell’Informazione pakistana, alle accuse indiane.

11 luglio, sui treni fermi aspettando notizieMusharraf soffia sul fuoco. Ma la tensione è destinata ad aumentare. E la questione diventa ancora più spinosa per la comunità internazionale considerati i pessimi rapporti tra i due paesi e il fatto che entrambi, da tempo, sono dotati di un arsenale nucleare. “Sia il nostro Presidente che il nostro Primo ministro hanno immediatamente condannato gli attentati”, ha continuato Khan, “l’India farebbe bene a guardare in casa sua per trovare i responsabili degli attentati”.
Nonostante il tentativo di apparire seccati ma indifferenti, le accuse indiane non ci volevano per il governo d’Islamabad. E’ infatti in corso il vertice a tre, negli Stati Uniti, tra Afghanistan, Pakistan e Usa. Il presidente afgano Karzai, durante tutti gli incontri ufficiali, ha continuamente accusato il Pakistan di essere la retrovia logistica dei Taliban che mettono a ferro e a fuoco il suo paese.

Negoziati addio? Il regime di Musharraf, il generale che governa il Pakistan dal 1999, è sotto scacco, accusato da più parti di non fare nulla per combattere il fondamentalismo islamico che dal Pakistan si espande ai paesi limitrofi. In molti puntano il dito contro l’Isi, il servizio segreto, accusato di essere infiltrato e colluso con al-Qaeda e i Taliban.
Una brutta gatta da pelare insomma, anche perché il governo indiano aveva rinviato i colloqui di pace con Islamabad, in riferimento alla crisi del Kashmir, la regione contesa tra India e Pakistan, che contrappone in un conflitto sanguinoso i due paesi fin dal 1948. Le accuse della polizia di Mumbai non sembrano il viatico migliore alla ripresa di un negoziato.

red

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