30/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un'esplosione al ministero degli Interni: almeno 10 morti, decine di feriti
Un'esplosione ha colpito questa mattina il ministero degli Interni, nel pieno centro della capitale afgana Kabul. Il bilancio è ancora provvisorio, ma secondo un portavoce del ministero ci sarebbero almeno 12 morti e 42 feriti, quasi tutti civili.

il luogo dell'attentato a Kabul Bomba o kamikaze? La deflagrazione è avvenuta alle 8 ora locale. Secondo il portavoce del ministero degli Interni, Zmari Bashari, a provocare l'esplosione è stato un attentatore suicida, che si è fatto saltare in aria quando un poliziotto afgano gli ha puntato contro una pistola. Un portavoce dei talebani, Mohammed Hanif, ha rivendicato la paternità dell'attentato ma ha smentito che fosse opera di un kamikaze: secondo Hanif la bomba sarebbe stata controllata a distanza, e avrebbe causato molte vittime fra i poliziotti. L'ultimo attentato suicida a Kabul è avvenuto meno di un mese fa: l'otto settembre un kamikaze a bordo di un'auto si è fatto esplodere contro un convoglio di truppe statunitensi, nei pressi dell'ambasciata Usa, provocando 16 vittime, tra cui due soldati statunitensi.

Il bilancio. Questa mattina al centro chirurgico della Ong italiana Emergency a Kabul sono arrivati sei morti e un altro paziente, gravissimo, è deceduto in sala operatoria. Dieci i feriti, cinque dei quali sono stati ricoverati mentre altri cinque, che avevano riportato ferite superficiali, sono stati medicati e già dimessi. Un morto è stato portato all'ospedale Jamuriat, che si trova a poca distanza dal luogo dell'attentato, e altri due feriti lievi sono stati ricoverati all'ospedale Wazir Akbar Khan.
 
truppe tedesche Nato - Isaf in AfghanistanNato e Usa verso il comando unificato.  Nel frattempo i rappresentanti delle nazioni che partecipano alla missione Nato – Isaf, riuniti in Slovenia, hanno dato il via libera alla “Fase 4” della missione. Le truppe Nato saranno dispiegate nella zona orientale dell'Afghanistan, finora appannaggio delle truppe di Enduring Freedom e dell'esercito afgano, impegnati nell'operazione “Furia di montagna”. Una zona ad altissimo rischio, dove gli attacchi talebani sono all'ordine del giorno. In Slovenia è stato stabilito che 12mila soldati Usa, già presenti nella regione, passeranno sotto comando Nato nelle prossime settimane, agli ordini del generale britannico David Richards. Ma dal febbraio 2007, sarà il generale statunitense Dan McNeil ad assumere il comando sia delle forze Nato – Isaf che delle forze Usa in Afghanistan: un comando unificato che, di fatto, porterà tutte le truppe straniere presenti nel Paese a combattere una missione di guerra, agli ordini del Pentagono. Anche l'Italia, quindi, eludendo perciò la “Mozione in materia di missioni italiane all'estero” presentata il 14 luglio scorso, alla vigilia del voto sul rifinanziamento, secondo cui “In territorio afgano l'Italia non è più in alcun modo impegnata militarmente nell'ambito della missione Enduring Freedom”. Alla riunione in Slovenia il portavoce di Isaf, James Appathurai, ha dichiarato che “La Nato ha dimostrato, nel sud dell'Afghanistan, che può combattere e vincere”. I numeri delle vittime, però, suggeriscono il contrario.
 

Cecilia Strada

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