28/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Attivisti di Greenpeace impediscono che la Probo Koala prenda nuovamente il largo
Scritto per noi da
Mattia Luchetta 
 
Fa ancora parlare di sé la Probo-Koala, la petroliera al centro dello scandalo rifiuti tossici ad Abidjan, in Costa d'Avorio.
 
La nave di GreenpeaceAttivisti di Greenpeace incatenati agli ormeggi. Qualche giorno fa, dal porto di Paldiski in Estonia, dove la nave si trova attualmente, le autorità competenti avevano fatto sapere di aver accordato il loro beneplacito affinché la Probo-Koala potesse prendere il largo. La decisione ha scatenato la protesta dell'organizzazione ambientalista Greenpeace, secondo cui sarebbero necessari ulteriori controlli. Martedì gli attivisti avevano bloccato le vie d'uscita del porto piazzando la loro nave Arctic Sunrise a 100 metri dalla terraferma, mentre ieri due membri dell'associazione che si batte per la tutela dell'ambiente si sono incatenati agli ormeggi per impedire che la Probo-Koala possa prendere il largo. I due sono stati arrestati dalle forze dell'ordine.
 
Attivisti contro la Probo KoalaNatante sotto indagine. Alle manifestazioni di protesta, hanno fatto seguito le richieste ufficiali da parte della Costa d'Avorio. Fatou Diakite, il giudice a capo della commissione investigativa di governo, ha inviato ieri una lettera all'Estonia chiedendo di prendere "tutte le misure possibili per immobilizzare la Probo-Koala." "L'obiettivo è quello di avere a nostra disposizione l'imbarcazione e l'equipaggio perchè pensiamo ci possano fornire le informazioni di cui necessitiamo per l'indagine," ha dichiarato Diakite all'agenzia stampa Reuters. La risposta del Paese baltico è arrivata oggi, quando le forze di polizia estoni hanno confiscato la petroliera, mentre il Procuratore di stato Piret Seeman ha fatto sapere che la nave è sotto indagine. Anche la Francia si è mossa per trovare una soluzione alla questione, inviando esperti in materia per contribuire allo smaltimento dei rifiuti ancora presenti ad Abidjan. L'ambasciata del Paese transalpino ha, inoltre, comunicato che il carico di scorie tossiche verrà inviato il mese prossimo ad un impianto di smaltimento specialistico a New Orleans, in Francia.

Autorità sanitarie ad AbidjanCosa contiene realmente? Il contenuto dell'imbarcazione rimane dubbio, e Greenpeace preme perché le indagini continuino. "E' incredibile che, dopo aver ucciso 7 (poi divenute 8, nda) persone ed averne avvelenate altre migliaia, questa nave abbia il permesso di continuare a navigare senza alcun ostacolo da parte delle autorità," ha affermato Helen Pervier, responsabile internazionale della sezione materiali tossici dell'organizzazione. Alcuni esperti ritengono che tra i materiali scaricati nella città di Abidjan ci fosse dell'acido solfidrico, una sostanza maleodorante e velenosa. Al contrario, la compagnia Trafigura, proprietaria della petroliera, insiste nel dire che i rifiuti erano composti da una mistura di benzina, soda caustica ed acqua. Nel frattempo, però, il ministero della Salute ivoriano ha reso noto che altri 2 cittadini ivoriani sono deceduti per la contaminazione, facendo così salire il bilancio delle vittime a 8. Nell'ultimo mese più di 80mila persone hanno consultato un medico in merito a possibili problemi causati dall'esposizione ai rifiuti tossici.

Categoria: Ambiente