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Attivisti di Greenpeace incatenati agli ormeggi. Qualche giorno fa, dal porto di Paldiski in Estonia, dove la nave si trova attualmente,
le autorità competenti avevano fatto sapere di aver accordato il loro beneplacito
affinché la Probo-Koala potesse prendere il largo. La decisione ha scatenato la
protesta dell'organizzazione ambientalista Greenpeace, secondo cui sarebbero necessari
ulteriori controlli. Martedì gli attivisti avevano bloccato le vie d'uscita del
porto piazzando la loro nave Arctic Sunrise a 100 metri dalla terraferma, mentre
ieri due membri dell'associazione che si batte per la tutela dell'ambiente si
sono incatenati agli ormeggi per impedire che la Probo-Koala possa prendere il
largo. I due sono stati arrestati dalle forze dell'ordine.
Natante sotto indagine. Alle manifestazioni di protesta, hanno fatto seguito le richieste ufficiali
da parte della Costa d'Avorio. Fatou Diakite, il giudice a capo della commissione
investigativa di governo, ha inviato ieri una lettera all'Estonia chiedendo di
prendere "tutte le misure possibili per immobilizzare la Probo-Koala." "L'obiettivo
è quello di avere a nostra disposizione l'imbarcazione e l'equipaggio perchè pensiamo
ci possano fornire le informazioni di cui necessitiamo per l'indagine," ha dichiarato
Diakite all'agenzia stampa Reuters. La risposta del Paese baltico è arrivata oggi,
quando le forze di polizia estoni hanno confiscato la petroliera, mentre il Procuratore
di stato Piret Seeman ha fatto sapere che la nave è sotto indagine. Anche la Francia
si è mossa per trovare una soluzione alla questione, inviando esperti in materia
per contribuire allo smaltimento dei rifiuti ancora presenti ad Abidjan. L'ambasciata
del Paese transalpino ha, inoltre, comunicato che il carico di scorie tossiche
verrà inviato il mese prossimo ad un impianto di smaltimento specialistico a New
Orleans, in Francia.
Cosa contiene realmente? Il contenuto dell'imbarcazione rimane dubbio, e Greenpeace preme perché le indagini
continuino. "E' incredibile che, dopo aver ucciso 7 (poi divenute 8, nda) persone
ed averne avvelenate altre migliaia, questa nave abbia il permesso di continuare
a navigare senza alcun ostacolo da parte delle autorità," ha affermato Helen Pervier,
responsabile internazionale della sezione materiali tossici dell'organizzazione.
Alcuni esperti ritengono che tra i materiali scaricati nella città di Abidjan
ci fosse dell'acido solfidrico, una sostanza maleodorante e velenosa. Al contrario,
la compagnia Trafigura, proprietaria della petroliera, insiste nel dire che i rifiuti erano composti
da una mistura di benzina, soda caustica ed acqua. Nel frattempo, però, il ministero
della Salute ivoriano ha reso noto che altri 2 cittadini ivoriani sono deceduti
per la contaminazione, facendo così salire il bilancio delle vittime a 8. Nell'ultimo
mese più di 80mila persone hanno consultato un medico in merito a possibili problemi
causati dall'esposizione ai rifiuti tossici.