27/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Scomparso il testimone chiave di un processo a un repressore della dittatura. L'Argentina si mobilita
marcia di protesta Una marcia in Plaza de Mayo, per reclamare la vita e la sicurezza di Julio Lopez, sparito da una settimana. È quanto hanno organizzato ieri pomeriggio il governo e le Nonne della piazza di Maggio, associazione-simbolo della lotta al fenomeno della desaparicion, la tragedia che ha inghiottito migliaia di persone durante gli anni della dittatura argentina. 
Jorge Julio Lopez è stato un testimone chiave nel processo al repressore Miguel Etchecolatz. Dopo che il 19 settembre, grazie ai racconti di Lopez, il tribunale federale ha condannato l'ex capo della sicurezza pubblica all’ergastolo per sequestri, torture e assassini, di lui non si hanno più notizie.
 
Un affare di stato. Da quando le leggi che garantivano l’impunità ai “mostri” del regime sono state abolite, Etchecolatz, 77 anni, è il primo ex comandante delle forze di sicurezza a essere stato processato per i delitti commessi nella 'guerra sporca' contro gli oppositori politici. Il tribunale, per la prima volta, ha accettato l'accusa di 'genocidio' e ha creato così un importante precedente, che fa paura a tanti. È su questa linea che si stanno muovendo, infatti, gli inquirenti impegnati nelle ricerche di quello che, ogni giorno che passa, sembra destinato a diventare il primo desaparecido della democrazia argentina. Rovistare fra i settori di estrema destra legati alle forze dell’ordine è il primo passo per cercare di risolvere il mistero. Il sospetto che sia un atto intimidatorio per scoraggiare futuri testimoni a seguirne l’esempio, e l’unica maniera per tappare definitivamente la bocca a colui che ha osato incastrare “uno di loro”, serpeggia fra le alte sfere. Tanto che la scomparsa di Lopez è diventata ormai un affare di stato.
 
Etcholatz, durante il processoNonne in testa. Con l’intento di sensibilizzare l’intera società, il governo ha convertito la ricerca di Lopez in un caso nazionale, convocando una quarantina fra organizzazioni civili, sociali, imprenditoriali e sindacali e invitandole a una mobilitazione di massa, dal palazzo del Congresso alla simbolica Plaza de Mayo. Un appello a cui ha aderito tutta la società, con le Nonne in testa. Che precisano: “Oltre a indagare su quanto sta accadendo, vogliamo che il governo identifichi i responsabili di ogni violazione dei diritti umani che continua a verificarsi nel paese”.
Perfino i cartoneros del Tren Blanco, i tassisti, i conducenti di autobus e gli strilloni sono accorsi all’appuntamento con il governatore della provincia bonaerense Felipe Solá, il quale mantiene un filo diretto con il presidente Nestor Kirchner, e che li ha convocati in quanto categorie che “sanno quanto accade per strada, molto di più di un uomo qualunque”.
 
Per la prima volta. “La sua condizione di testimone fondamentale nel caso Etcholatz, uno dei più emblematici assassini del regime genocida  – ha precisato Solá – fa supporre che Lopez sia stato sequestrato per intimidire futuri testimoni e per impedire la sua partecipazione come teste in altri processi”. Solá ha insistito nel dire che Lopez “è il primo desaparecido dopo la fine del terrorismo di stato” e ha sostenuto questa ipotesi, riferendosi a un elemento fondamentale: dopo una settimana, e addirittura alla presenza di una ricca ricompensa per chiunque fornisca indizi plausibili, si sono racimolate scarsissime informazioni. Una cosa mai avvenuta prima in casi di scomparsa. “Se non è protetto e aiutato da qualcuno, né sequestrato, non è possibile che non appaia in una settimana”, ha aggiunto. “Questa non è una scomparsa qualunque, è una desaparicion, e vogliamo che tutto il popolo argentino ci aiuti nella ricerca”.
 
nonne di plaza di mayoSenza scampo. Il ministro per la Sicurezza della provincia bonaerense, Leon Arslanian, ha aggiunto altri elementi a sostegno dell’ipotesi della scomparsa: Etcholaz, appena pronunciata la sentenza definitiva, lo ha minacciato davanti a tutti: “Non è questo tribunale che mi condanna, siete voi che lo fate”. Da subito, l’ergastolano è stato messo sotto sorveglianza e controllato a vista, assieme a tutti coloro che gli hanno e gli faranno visita nel carcere Marcos Paz. Nel mirino anche tutte le persone denunciate da Lopez, per le quali scatterà molto presto un processo.
 

Stella Spinelli

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