Scomparso il testimone chiave di un processo a un repressore della dittatura. L'Argentina si mobilita

Una marcia in Plaza de Mayo, per reclamare la vita e la
sicurezza di Julio Lopez, sparito da una settimana. È quanto hanno organizzato
ieri pomeriggio il governo e le Nonne della piazza di Maggio,
associazione-simbolo della lotta al fenomeno della
desaparicion, la
tragedia che ha inghiottito migliaia di persone durante gli anni della
dittatura argentina.
Jorge Julio Lopez è stato un testimone chiave nel processo
al repressore Miguel Etchecolatz. Dopo che il 19 settembre, grazie ai racconti
di Lopez, il tribunale federale ha condannato l'ex capo della sicurezza
pubblica all’ergastolo per sequestri, torture e assassini, di lui non si hanno
più notizie.
Un affare di stato. Da quando le leggi che garantivano l’impunità ai “mostri”
del regime sono state abolite, Etchecolatz, 77 anni, è il primo ex comandante
delle forze di sicurezza a essere stato processato per i delitti commessi nella
'guerra sporca' contro gli oppositori politici. Il tribunale, per la prima
volta, ha accettato l'accusa di 'genocidio' e ha creato così un importante
precedente, che fa paura a tanti. È su questa linea che si stanno muovendo,
infatti, gli inquirenti impegnati nelle ricerche di quello che, ogni giorno che
passa, sembra destinato a diventare il primo desaparecido della
democrazia argentina. Rovistare fra i settori di estrema destra legati alle
forze dell’ordine è il primo passo per cercare di risolvere il mistero. Il
sospetto che sia un atto intimidatorio per scoraggiare futuri testimoni a
seguirne l’esempio, e l’unica maniera per tappare definitivamente la bocca a
colui che ha osato incastrare “uno di loro”, serpeggia fra le alte sfere. Tanto
che la scomparsa di Lopez è diventata ormai un affare di stato.
Nonne in testa. Con l’intento di sensibilizzare l’intera società, il governo
ha convertito la ricerca di Lopez in un caso nazionale, convocando una
quarantina fra organizzazioni civili, sociali, imprenditoriali e sindacali e
invitandole a una mobilitazione di massa, dal palazzo del Congresso alla
simbolica Plaza de Mayo. Un appello a cui ha aderito tutta la società, con le
Nonne in testa. Che precisano: “Oltre a indagare su quanto sta accadendo,
vogliamo che il governo identifichi i responsabili di ogni violazione dei
diritti umani che continua a verificarsi nel paese”.
Perfino i cartoneros del Tren Blanco, i
tassisti, i conducenti di autobus e gli strilloni sono accorsi all’appuntamento
con il governatore della provincia bonaerense Felipe Solá, il quale mantiene un
filo diretto con il presidente Nestor Kirchner, e che li ha convocati in quanto
categorie che “sanno quanto accade per strada, molto di più di un uomo
qualunque”.
Per la prima volta. “La sua condizione di testimone fondamentale nel caso
Etcholatz, uno dei più emblematici assassini del regime genocida – ha precisato Solá – fa supporre che Lopez
sia stato sequestrato per intimidire futuri testimoni e per impedire la sua
partecipazione come teste in altri processi”. Solá ha insistito nel dire che
Lopez “è il primo desaparecido dopo la fine del terrorismo di stato” e
ha sostenuto questa ipotesi, riferendosi a un elemento fondamentale: dopo una
settimana, e addirittura alla presenza di una ricca ricompensa per chiunque
fornisca indizi plausibili, si sono racimolate scarsissime informazioni. Una
cosa mai avvenuta prima in casi di scomparsa. “Se non è protetto e aiutato da
qualcuno, né sequestrato, non è possibile che non appaia in una settimana”, ha
aggiunto. “Questa non è una scomparsa qualunque, è una desaparicion, e
vogliamo che tutto il popolo argentino ci aiuti nella ricerca”.
Senza scampo. Il ministro per la Sicurezza della provincia bonaerense,
Leon Arslanian, ha aggiunto altri elementi a sostegno dell’ipotesi della
scomparsa: Etcholaz, appena pronunciata la sentenza definitiva, lo ha
minacciato davanti a tutti: “Non è questo tribunale che mi condanna, siete voi
che lo fate”. Da subito, l’ergastolano è stato messo sotto sorveglianza e
controllato a vista, assieme a tutti coloro che gli hanno e gli faranno visita
nel carcere Marcos Paz. Nel mirino anche tutte le persone denunciate da Lopez,
per le quali scatterà molto presto un processo.