27/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Si insedia Shinzo Abe, nuovo Premier conservatore e nazionalista
Scritto per noi da
Fabio Ghelli
 
Osaka, 26 settembre 2006. Lo stuolo di fotografi e giornalisti pronto ad accogliere il primo passo ufficiale del governo Abe ha dovuto attendere ieri alcuni minuti prima che il nuovo premier giapponese rompesse gli indugi e prendesse posto sul podio per dare avvio al suo discorso di insediamento. L'impressione - ha chiosato di sfuggita un commentatore della rete nazionale Nhk - è che il cinquantaduenne Abe (ad oggi il più giovane capo di gabinetto giapponese) fosse trattenuto da una vaga apprensione, piuttosto che dal desiderio di infrangere i cliché dell'etichetta nipponica.
 
Abe, già leader del partito LiberaldemocraticoLa 'forza' del Sol Levante. Le prime battute del discorso di Abe tradivano di fatto un'emozione contenuta, che s'è andata tuttavia dissolvendo nel corso dell'intervento. Il nuovo premier ha fatto il possibile per apparire tanto inflessibile nelle sue linee di politica interna quanto affabile sul piano internazionale; d'obbligo il riferimento al cammino "Verso il paese della bellezza", tratteggiato nel volume che Abe ha pubblicato nel luglio di quest'anno (Utsukushii kuni he), una bellezza che si configura come una fusione di armonia sociale e forte profilo internazionale. In uno dei passaggi introduttivi, il neo-premier ha infatti indugiato sul tema della "forza" che il Giappone è in grado di mostrare sul palcoscenico globale. Il fulcro dell'intervento è apparso tuttavia vertere sulla necessità di "innovazione" che caratterizza il Giappone contemporaneo, una sfida già raccolta dal premier uscente Koizumi, ma che Abe intende rivestire di significati nuovi, puntando ad una maggiore "apertura" nei confronti dei mercati internazionali.
 
Koizumi esce di scenaSacrifici necessari. L'innovazione - sottolinea Abe - non può avvenire se non a prezzo di sacrifici, la cui natura traspare dalla volontà del neo-premier di tagliare del 30 per cento il proprio stipendio e del 10 quello dei suoi colleghi di gabinetto. E' solo con una minuziosa preparazione che il discorso si addentra nei temi di politica internazionale: "Il Giappone", sottolinea Abe, "deve anzitutto confrontarsi con i propri vicini asiatici", un tributo, pare, a chi lo accusa di sciovinismo nelle relazioni trans-pacifiche. Corea, Cina e Russia sono dunque i referenti fondamentali nel suo piano di politica estera, il quale è tuttavia improntato su rigorosi distinguo: "Vi sono paesi", aggiunge, "in cui, come in Giappone, la libertà e i diritti umani sono una priorità dello Stato. La Corea è tra questi. La Cina ha invece di fronte a sé un auspicabile cammino di riforme". Il suo interesse, conclude quindi il nuovo capo di governo, si estende ad un orizzonte di relazioni internazionali più ampio, capace di abbracciare l'India come il continente australiano. Bruciando le tappe, il neo-premier ha già presentato la squadra di ministri che andrà a costituire il suo gabinetto: resta confermato agli Esteri lo sfidante alla presidenza ed esponente della fazione conservatrice Taro Aso. Nel cruciale settore dell'Economia e Innovazione, Abe ha invece ritenuto di collocare le uniche due donne della lista: Sanae Takaichi e Hiroko Oota. Tanto tempismo, vociferano alcuni membri dell'opposizione, sarebbe dovuto alla precaria posizione di Abe nei quadri del Partito Liberal Democratico: lungi dal riscuotere il plebiscito che sancì l'avvio dell'era Koizumi, il giovane premier si trova infatti a dover lottare contro una fitta schiera di avversari interni. Membro della stessa fazione che ha prodotto il suo predecessore, Abe dovrà compiere ogni possibile sforzo per smarcarsi dall'ingombrante ombra del più popolare e carismatico politico nipponico dai tempi di Yasuhiro Nakasone.
 
Discorso di insediamentoRivedere la Costituzione. Pur essendo stato propagandato come l'alba d'un "nuovo" Giappone, il suo progetto di riforme sembra infatti ricalcare da presso il processo avviato da Koizumi, senza tuttavia essere supportato dalla vasta popolarità dell'ex premier. L'opinione pubblica sembra aver salutato la nomina come un equo compromesso tra la deriva nazionalista auspicata da Aso e il progetto "moderato" dell'ex ministro delle Finanze Sadakazu Tanigaki, a conferma del binomio "fedeltà e conservazione" che costituisce l'ossatura ideologica del Partito Liberal Democratico. Abe ha tuttavia fama di essere a favore di un ruolo più "aggressivo" per il Giappone del nuovo millennio, orientamento riscontrabile nella sua dichiarata intenzione di rivedere la Costituzione onde permettere la formazione di un esercito regolare. I suoi critici lo definiscono un "falco", le cui tendenze conservatrici non potranno che far compiere al paese un radicale passo indietro rispetto alle pur discutibili riforme apportate da Koizumi.
Categoria: Politica
Luogo: Giappone