E' stata approvata
sabato dal Senato negli Stati Uniti la costruzione di un altro pezzo
del muro che divide gli Usa dal Messico: una aggiunta di
1226 chilometri, per contrastare l'immigrazione clandestina. L'opera
aveva già incassato il consenso della Camera. Adesso attende solo la
firma di George W. Bush. Il flusso di migranti in cerca di una vita
migliore, però, non si ferma. Ecco le loro storie.
Ci si può forse abituare alle storie dei cittadini centroamericani che tentano, a volte con
successo a volte senza, di arrivare a ricongiungersi con i loro
parenti, magari dopo viaggi rischiosi, oltre il confine degli Stati
Uniti. Molto meno si raccontano le vicende che come protagonisti di
quei viaggi, vedono i bambini. Eppure dagli stati del Centro
America ma anche del Sud America, sono migliaia i ragazzini che
tentano ‘il viaggio’.
Il caso. A volte, però, le loro storie diventano drammatiche. Come nel caso del giovanissimo
Pedro (solo il nome è inventato) che vive in un piccolo villaggio di El Salvador.
Pedro non è stato mai accompagnato dalla fortuna, fin dalla sua
infanzia. La madre è stata costretta dalla fame e dalla povertà a
trasferirsi negli Usa per poter lavorare e mandare dei soldi a casa.
Pedro aveva solo cinque anni quando la madre se ne è andata in Nord
America. Da quel giorno il suo sogno è sempre stato quello di
raggiungerla. Fino a quando, in compagnia di due cugini maggiori, è
salito clandestinamente sul tetto della locomotiva di un treno in
partenza per gli Usa.
Ma la fortuna non l’ha accompagnato. Pedro è caduto sulle rotaie, e ci ha lasciato
le mani e i piedi. Adesso vive in compagnia della nonna, cieca, che deve riuscire
a guadagnare un dollaro al giorno per poter sfamare lei e il giovane nipote.
Viaggi della speranza. Questo è solo un esempio: migliaia di ragazzini centroamericani tentano quotidianamente
di raggiungere la meta prestabilita con viaggi massacranti sopra i tetti dei treni
merci.
Spesso i giovanissimi clandestini riescono ad arrivare negli Usa e a ricongiungersi
con i parenti. Altre volte durante i viaggi, i ragazzini (che in alcuni casi hanno
meno di dieci anni) sono vittime di furti, vengono presi a bastonate e in taluni
casi sono stati scoperti cadaveri che presentavano evidenti segni di violenza
sessuale.
Si calcola che negli ultimi diciotto mesi siano stati almeno duecento i minori
in fuga dalla scarsità di cibo, dalla povertà e dalla miseria che hanno perso
la vita nel tentativo di raggiungere il ‘sogno americano’.
Nel solo 2005 sono
stati oltre 3770 i minorenni centroamericani riportati a casa forzatamente dal
territorio statunitense.
Dati. Non va meglio per i clandestini ‘adulti’.
Secondo un rapporto dell’ufficio investigativo del parlamento
statunitense, il numero dei decessi al confine fra Messico e Usa è
raddoppiato dalla fine degli anni ’90 a oggi.
Nel solo 2005 i decessi nel tentativo di oltrepassare la frontiera sono stati
472. Nel 1999 erano ‘solo’ 241.
Dalla fine dello scorso decennio, secondo uno studio del General Accounting
Office, si è anche registrato un cambiamento nelle rotte che gli stessi clandestini
seguono aiutati dai polleros,
i terribili trafficanti di uomini. Non più , o un po’ meno Texas e
California, oggi sono in rialzo le quotazioni dell’Arizona. Infatti, se
in Texas e California i controlli si sono intensificati notevolmente,
grazie anche all’appoggio dei volontari dei Minutemnan Project, nel
deserto dell’Arizona, dove le condizioni di vita sono al limite, la via
d’accesso alla libertà sembra più facile.
Ma questo deserto nasconde molte insidie: caldo soffocante, serpenti e fanatici
armati pronti a sparare a vista. Nel 2005 questa zona ha visto da sola metà delle
morti dell’intero anno in Usa.