27/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Sale internet gratis e sempre aperte, dedicate ai bambini di strada argentini. Per cercare di far breccia nel loro mondo
ragazzo di strada, addormentato per terraNasce in uno dei quartieri più poveri della città, nel barrio de Boedo. Ha per adesso una quindicina di computer attrezzati per divertire ragazzi di un’età compresa fra i 12 e i 18 anni, che già sono entrati nel programma del ministero dei Diritti umani della capitale argentina. Ed è la prima di una lunga serie: entro l’anno ne saranno inaugurate almeno altre quattro. Si tratta di una sala giochi con accesso a internet, gratuita e aperta 24 ore su 24, per i bambini di strada di Buenos Aires. È l’iniziativa che l’amministrazione cittadina ha lanciato ieri, all’interno di un programma assistenziale molto complesso che ha il fine di avvicinare e recuperare i minorenni costretti alla vita randagia. Si trova all’interno di un centro destinato ai ragazzi con particolari problemi di inserimento nella società ed è stato creato come una sorta di esca per attirare i giovani difficili e iniziare a comunicare con loro, partendo da quello che naturalmente più amano: i giochi elettronici.
 
Febbre da gioco. La coordinatrice generale Infanzia e Adolescenza di Buenos Aires, Marisa Graham, la definisce una “breccia digitale” nell’ostico mondo dei niños de la calle, un’opportunità per capirli e per conoscerli, tramite domande, questionari, test. Fra un gioco e l’altro.
L’idea è arrivata in seguito a uno studio eseguito dall’Università Nazionale “Tre Febbraio”, che ha precisato come i bambini di strada spendano perlomeno il 60 percento di quello che hanno in giochi elettronici.
“Non si può parlare di un problema di bambini di strada in maniera generica – ha dichiarato il governatore di Buenos Aires, Jorge Telerman, durante la cerimonia inaugurale del centro – occorre risolvere caso per caso, in modo speciale e particolare. Sappiamo però che molti di questi ragazzi sono attirati da internet e vogliamo dunque rendere questi luoghi il più amichevoli possibile”.
 
Bambino di strada che dorme in un rifugio occasionaleAlternativa di vita. Lucas, venti anni, di cui 4 passati in strada, racconta al quotidiano argentino Pagina 12 come passasse intere nottate a giocare ai videogiochi assieme al branco. Chi ha lanciato il progetto è, infatti, spinto dalla volontà di diventare la loro alternativa preferita su come trascorrere le nottate.
L’approccio al bambino sarà effettuato da un assistente sociale che gli proporrà la novità, come parte integrante di un programma approntato ormai da tempo dalla Rete dei servizi di attenzione integrale alle bambine, ai bambini e agli adolescenti. Quindi definirà una strategia di intervento per lui e per la sua famiglia, quando ne ha una.
 
Il parere. Eduinho ha invece 16 anni. A Pagina 12 ha raccontato che scappò di casa 4 anni fa per non essere più picchiato dal patrigno. È stato due anni per strada. Poi conobbe una ragazza, “la mia madrina”, che gli offrì un tetto. Adesso, assieme a Lucas, vive nell’associazione Amanecer e frequenterà il centro polivalente appena inaugurato. “Mi hanno proposto di venire qui a conoscere questo luogo e mi è sembrata un’ottima idea”, racconta mentre non stacca gli occhi dal videogioco. 
 
Bambino di strada pulisce le scarpe a un passanteNon solo gioco. Buenos Aires ha appena censito seicento bambini di strada. Di questi, 340 sono ormai entrati negli appositi programmi e quindi potranno cominciare a bazzicare la sala giochi. E non solo: si tratta di uno spazio polivalente in cui frequentare corsi di informatica, assistere ad angoli di lettura e partecipare a giochi di gruppo. E per coloro che vorranno fermarsi a dormire, sono state allestite otto camere da letto. Quindi saranno approntate pure delle stanze di ascolto in cui parlare dei problemi familiari e di tossicodipendenza, e altre in cui saranno istituiti corsi professionali e di appoggio scolare.
 

Stella Spinelli

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