25/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Il procuratore Brammertz consegna ad Annan il rapporto Hariri: indiscrezioni
Il 14 febbraio 2005 un’autobomba esplodeva sul lungomare di Beirut uccidendo l’ex Premier libanese Rafiq Hariri. Diciassette mesi e diversi attentati dopo, gli autori dell’omicidio che ha cambiato il destino del Libano hanno dei nomi.
 
Serge BrammertzIl rapporto. Questa mattina a New York, il procuratore Serge Brammertz ha rivelato il contenuto del suo rapporto sull’omicidio dell’ex Premier libanese Rafiq Hariri davanti al segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan. La prima parte del rapporto era stata divulgata a giugno, e in essa si parlava di "potenziali collegamenti " tra gli autori dell’omicidio Hariri e quelli di altri assassinii mirati contro esponenti antisiriani della vita pubblica libanese. Il contenuto della seconda parte del rapporto non è stato reso pubblico, ma secondo alcune indiscrezioni ottenute dal quotidiano saudita Okaz, pare che, per la prima volta, nel rapporto si sostenga la tesi della responsabilità diretta della Siria. Okaz non fa riferimento ai sospetti di coinvolgimento diretto del presidente siriano Bashar El Assad, ma riferisce che la seconda parte del rapporto presenta nuove prove che conducono dritte in Siria.
 
Sulla scena dell'attentato ad HaririIndiscrezioni. Una delle prove a sostegno della responsabilità siriana è una registrazione sulla preparazione dell’attentato -non si sa se audio o video – fornita al procuratore dall’ex ministro dell’Interno Siriano, Ghazi Kanaan, morto suicida lo scorso ottobre. Dalla registrazione si deduce che l’omicidio di Hariri sarebbe stato organizzato dall’ex ministro per l’ambiente libanese, Wiam Wahhab. Sempre dalle indiscrezioni di Okaz, si apprende che  Kanaan si era accordato con il predecessore di Brammertz a capo dell’inchiesta, Detlev Mehlis, per avere, in cambio della registrazione, un salvacondotto per fuggire a Cipro passando per il porto di Tripoli, nel nord del Libano. Brammertz ipotizza che le autorità siriane abbiano scoperto l’accordo e messo in scena il suicidio dell’uomo. La seconda parte del rapporto dell’avvocato belga contiene anche i nomi di diverse altre persone, coinvolte a vario titolo nell’omicidio. Tra queste ci sarebbero il fratello del presidente Assad, Assef Shawkat, e il capo della sicurezza siriana Bahjat Suleiman. Secondo il quotidiano saudita presto verrà reso pubblico anche il nome dell’autore materiale, un iracheno, che stava alla guida della Mitsubishi bianca esplosa nell’attentato.
 
Il lavoro dell’inchiesta non è però ancora concluso: Annan ha prolungato il mandato di Brammertz fino al 15 giugno 2007, su richiesta del governo libanese. Brammertz ha ribadito che tra l’omicidio di Hariri e quelli di altri esponenti antisiriani della vita pubblica libanese ci sono dei collegamenti, e ha auspicato si faccia ogni sforzo perché anche i responsabili di quelle uccisioni siano puniti.
Naoki Tomasini 
 
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Libano