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Ddt, zanzariere, farmaci. Un bilancio tragico, quello della malaria (un
milione di morti l’anno), che si accanisce soprattutto sui più piccoli,
uccidendone, secondo alcuni calcoli, uno ogni 30 secondi. Per
contrastare questa strage, l’Oms promuove tre interventi principali: il
Ddt, le zanzariere trattate con insetticida di lunga durata e le
terapie combinate con artemisinina. Di quest’ultima si parla già da
tempo, come pure delle zanzariere che non richiedono di essere impregnate
ogni sei mesi, bensì dopo oltre cinque anni. Risonanza diversa ha avuto
la nuova posizione sul Ddt. “Il comunicato è il risultato di un lungo
dibattito”, spiega a PeaceReporter Giancarlo Majori, dell’Istituto
superiore di sanità, collaboratore del Centro sul controllo delle
malattie tropicali dell’Oms. “La malaria in Italia è stata eliminata
nel giro di un anno con il solo uso del Ddt. Ovviamente un composto stabile rimane
nell'ambiente per lungo tempo. Quindi le controindicazioni riguardano
il suo uso in agricoltura, che ha rappresentato il 90-95 percento della
produzione mondiale di Ddt, con conseguenze negative in fatto
d'inquinamento”.
Salute e ambiente. La tossicità del Ddt per gli animali e il suo
accumulo nella catena alimentare e nell’ambiente aveva portato negli
anni settanta a una sua messa al bando per l’utilizzo in agricoltura.
Nel 2004, la Convenzione di Stoccolma, con lo scopo di proteggere la
salute dell’uomo e dell’ambiente dagli inquinanti, lo aveva vietato con
l’eccezione dell’uso in ambienti chiusi al fine di proteggere la salute
pubblica. La odierna posizione dell’Oms ha sollevato obiezioni. Paul
Saoke, direttore in Kenya dell’organizzazione Physicians for Social
Responsability, ha affermato: “E’ tempo che la comunità internazionale
si concentri nel combattere la malaria, ma questo approccio ci porta
esattamente nella direzione sbagliata. Il Ddt è una risposta poco
lungimirante con conseguenze a lungo termine, e l’Oms dovrebbe aiutare
i Paesi a combattere la malaria con alternative più efficaci e più
sicure”. Il direttore per Programma globale sulla malaria dell’Oms,
Arata Kochi, afferma: “Uno degli strumenti migliori contro la
malaria è l’indoor residual spraying. E delle decine di insetticidi che
l’Oms ha approvato come sicuri da utilizzare nelle case, il più
efficace è il Ddt”.
Aspettando l’alternativa. Agricoltura e protezione delle case su piani
differenti dunque: “Con l'insorgenza e ampia diffusione della
resistenza al Ddt da parte degli infestanti delle colture, la proposta
di bandirlo in agricoltura era più che giustificata” spiega ancora
Majori. “Non andava fatto di tutta l'erba un fascio, ma gli interessi
per insetticidi alternativi, più costosi e ‘più ecologici’, hanno fatto
il resto. Per l'Occidente in senso lato, questa decisione poteva essere
accettabile, ma per i Paesi poveri il discorso è diverso. L'Oms si è
ora dichiarata a favore del suo impiego, in attesa di avere una valida
alternativa (come efficacia e costo)”. Secondo quanto riportato
dall’Oms, l’uso corretto dell’indoor residual spraying può ridurre di
oltre il 90 percento la trasmissione della malaria e nel passato
l’India, con questo tipo di utilizzo del Ddt, ha potuto ridurre
drasticamente il numero di casi e morti per malaria. Il Sudafrica, dal
canto suo, dopo una sospensione nell’uso del Ddt, lo ha reintrodotto
per controllare la diffusione della malattia e cercare di eradicarla
dal Paese. Dieci dei 14 Paesi dell’Africa Subsahariana che stanno
usando l’indoor residual spraying, si avvalgono del Ddt.
Valeria Confalonieri