22/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un giudice australiano assegna agli aborigeni la 'proprietà tradizionale' di Perth
Espropriati pian piano dai nuovi arrivati europei, dopo una permanenza nell’isola-continente di migliaia di anni, per gli aborigeni d’Australia quella di ieri è stata una giornata storica. La Corte federale australiana ha riconosciuto alla popolazione Nyoongar la “proprietà tradizionale” di 6.000 chilometri quadrati di terra nel sud-ovest, che comprendono anche la città di Perth, con i suoi 1,4 milioni di abitanti. Una decisione per larghi tratti simbolica, ma che ha subito animato il dibattito politico australiano.
 
Una veduta di PerthIl verdetto. Per rivendicare la proprietà originaria, bisogna dimostrare l’esistenza di un legame continuo e ininterrotto con il territorio in questione. Un fatto più facile da provare per aree rurali, più difficile per le zone densamente popolate. Non a caso, in passato ogni tentativo in tal senso era stato rigettato dai giudici. A Perth è stato diverso, anche se in pratica la sentenza non cambierà granché, specialmente dal punto di vista della proprietà dei beni privati. Non è che gli abitanti di Perth di origine europea verranno sfrattati dalle loro case, per dire. La questione riguarda più il diritto di cacciare e pescare nell’area oggetto del verdetto. Ma è la prima volta che viene accolta in tribunale una rivendicazione territoriale degli aborigeni su una grande città australiana. E il successo ottenuto potrebbe spingere le associazioni per i diritti delle popolazioni native a inoltrare richieste simili sulle grandi metropoli del sud-est, Sydney e Melbourne.
 
Le reazioni. Per il giudice Murray Wilcox, che ha emesso la sentenza, la decisione “non è né una cassa d’oro per gli indigeni né un disastro per il resto della comunità, come alcuni la interpretano”. Per Noel Pearson, un leader aborigeno, si tratta di una decisione “assolutamente straordinaria”. Ma alcuni esponenti conservatori sono già partiti all’attacco: per il procuratore federale Philip Ruddock, il verdetto potrebbe comportare l’esclusione degli australiani non aborigeni dalle aree pubbliche come i parchi nazionali o altri grandi spazi urbani. “In una grande città come Perth, con parchi, spiagge, aree costiere, una proprietà aborigena potrebbe portare i ‘proprietari’ a impedire l’accesso a queste aree alle altre persone”, ha detto Ruddock.
 
Ma chi la pensa così dovrebbe andare a farsi curare, ha ribattuto Warren Mundine, un leader aborigeno che è anche presidente dei laburisti: “Nessuno deve preoccuparsi per la sua proprietà”, ha detto. “Chi sostiene che gli spazi pubblici e privati anche delle altre città saranno influenzati da questa decisione, ha bisogno di farsi vedere da uno psicologo”. Ma la faccenda, nonostante le rassicurazioni della comunità aborigena, non sembra finita qui. Il primo ministro John Howard ha detto che la sua prima reazione è stata di “preoccupazione”. E il governo australiano sta anche considerando di accodarsi al probabile ricorso del governo del Western Australia, lo stato di cui Perth è capitale. 

Alessandro Ursic

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