Che la situazione politica venutasi a creare in Messico fosse piuttosto particolare,
se non addirittura strana, era ormai cosa risaputa. Dopo il tormentato conteggio
dei voti, i ricorsi, le decisioni del tribunale, da domenica il Paese centroamericano
si trova ad avere due presidenti: Felipe Calderon, conservatore e vincitore delle
elezioni tenutesi il 2 luglio, e Lopez Obrador, sconfitto nella tornata elettorale
ma nominato presidente (anche se la sua elezione non ha alcun valore giuridico
e politico) dalla Convenzione Nazionale Democratica (un milione di persone sostenitrici
della coalizione di sinistra).
Il nuovo presidente.Più di un milione di persone si sono date appuntamento domenica, nella piazza
principale di Città del Messico, per partecipare alla Convenzione Nazionale Democratica
con lo scopo di proclamare quello che a loro avviso era il ‘legittimo presidente’.
E così è stato. Al grido ‘Non sei solo, non sei solo’ i simpatizzanti dei movimenti
di sinistra hanno dato il loro totale appoggio alla causa di Obrador.
Adesso, quindi, si apre una nuova fase politica per il Messico. Lopez Obrador
ha fatto sapere che creerà un governo parallelo e con questo viaggerà per il Messico
cercando un’opposizione dura e costante a tutti gli atti formulati dal governo
di Calderon.
E’ stata quindi scartata da Obrador & soci l’ipotesi di formare un coordinamento
della resistenza civile (composto da società civile, studenti e sindacati) che
avrebbe dovuto agire nelle strade ma che avrebbe potuto causare anche la repressione
da parte della forza pubblica.
“Restino pure con le loro istituzioni pirata e un capo di Stato illegale” ha
detto ‘l’altro presidente’ Obrador durante il discorso davanti ai suoi sostenitori.
Insieme ai rappresentati del Partito del Lavoro e Convergenza, i sostenitori
del Prd, costituiranno il Fronte Ampio Progressista con lo scopo di lavorare insieme
per i prossimi anni di opposizione politica. Nel frattempo una piattaforma politica
sembra già esistere.
Il movimento/governo ombra di Obrador cercherà di far abrogare la legge sulle
comunicazioni e combatterà per far diminuire il prezzo del gas e dell’energia
elettrica. La battaglia più importante, forse più simbolica che concreta, sarà
quella che vedrà impegnata la coalizione di Obrador nel convincere la popolazione
a boicottare tutti i prodotti delle aziende che hanno sostenuto la campagna di
Felipe Calderon e del Pan (Partido de Accion Nacional).
Malumori a sinistra. Il nuovo movimento seguace di Obrador sembra essere pieno di energie per portare
avanti la lotta ma al suo interno già si iniziano a sentire malumori e perplessità.
Il fondatore del Partido Democratico Revolucionario, Cuauhtemoc Cardenas, ha definito
un ‘grave errore’ la nomina di Obrador avvenuta per alzata di mano, sostenendo
che danneggia l’immagine della sinistra messicana. Non solo. Cardenas ha detto
di ritenere Amlo (nomignolo di Obrador) colpevole della sconfitta della coalizione
e che il suo entourage ha atteggiamenti ‘dogmatici’. “Questa elezione – ha detto
Cardenas - avrà ripercussioni sul Prd e in particolare su tutto il movimento
democratico. Ci saranno momenti di scontro e di turbolenze interne”.