19/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Messico, il governo ombra di Obrador per delegittimare l'elezione di Calderon
 
Che la situazione politica venutasi a creare in Messico fosse piuttosto particolare, se non addirittura strana, era ormai cosa risaputa. Dopo il tormentato conteggio dei voti, i ricorsi, le decisioni del tribunale, da domenica il Paese centroamericano si trova ad avere due presidenti: Felipe Calderon, conservatore e vincitore delle elezioni tenutesi il 2 luglio, e Lopez Obrador, sconfitto nella tornata elettorale ma nominato presidente (anche se la sua elezione non ha alcun valore giuridico e politico) dalla Convenzione Nazionale Democratica (un milione di persone sostenitrici della coalizione di sinistra).
 
Andres Manuel Lopez ObradorIl nuovo presidente.Più di un milione di persone si sono date appuntamento domenica, nella piazza principale di Città del Messico, per partecipare alla Convenzione Nazionale Democratica con lo scopo di proclamare quello che a loro avviso era il ‘legittimo presidente’. E così è stato. Al grido ‘Non sei solo, non sei solo’ i simpatizzanti dei movimenti di sinistra hanno dato il loro totale appoggio alla causa di Obrador.
Adesso, quindi, si apre una nuova fase politica per il Messico. Lopez Obrador ha fatto sapere che creerà un governo parallelo e con questo viaggerà per il Messico cercando un’opposizione dura e costante a tutti gli atti formulati dal governo di Calderon.
E’ stata quindi scartata da Obrador & soci l’ipotesi di formare un coordinamento della resistenza civile (composto da società civile, studenti e sindacati) che avrebbe dovuto agire nelle strade ma che avrebbe potuto causare anche la repressione da parte della forza pubblica.
“Restino pure con le loro istituzioni pirata e un capo di Stato illegale” ha detto ‘l’altro presidente’ Obrador durante il discorso davanti ai suoi sostenitori.
Insieme ai rappresentati del Partito del Lavoro e Convergenza, i sostenitori del Prd, costituiranno il Fronte Ampio Progressista con lo scopo di lavorare insieme per i prossimi anni di opposizione politica. Nel frattempo una piattaforma politica sembra già esistere.
Il movimento/governo ombra di Obrador cercherà di far abrogare la legge sulle comunicazioni e combatterà per far diminuire il prezzo del gas e dell’energia elettrica. La battaglia più importante, forse più simbolica che concreta, sarà quella che vedrà impegnata la coalizione di Obrador nel convincere la popolazione a boicottare tutti i prodotti delle aziende che hanno sostenuto la campagna di Felipe Calderon e del Pan (Partido de Accion Nacional).
 
Il fondatore del Prd, CardenasMalumori a sinistra. Il nuovo movimento seguace di Obrador sembra essere  pieno di energie per portare avanti la lotta ma al suo interno già si iniziano a sentire malumori e perplessità. Il fondatore del Partido Democratico Revolucionario, Cuauhtemoc Cardenas, ha definito un ‘grave errore’ la nomina di Obrador avvenuta per alzata di mano, sostenendo che danneggia l’immagine della sinistra messicana. Non solo. Cardenas ha detto di ritenere Amlo (nomignolo di Obrador) colpevole della sconfitta della coalizione e che il suo entourage ha atteggiamenti ‘dogmatici’. “Questa elezione – ha detto Cardenas -  avrà ripercussioni sul Prd e in particolare su tutto il movimento democratico. Ci saranno momenti di scontro e di turbolenze interne”.
 

Alessandro Grandi

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