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Le due verità. I fatti: un ordigno nascosto in un
cestino della spazzatura, davanti alla stazione degli autobus, esplode
uccidendo 10 persone, tra le quali 7 bambini. Tutti curdi. La polizia turca,
nelle ore successive all’attentato, indica subito nell’indipendentismo curdo la
pista da seguire. “Noi dell’Ihd, assieme ad altre associazioni turche”,
continua la Tascher, “chiediamo un’inchiesta indipendente per stabilire la
verità, ma l’atteggiamento del governo è chiuso, ostile. Il clima è molto teso
e non mancano le provocazioni, anche futili. Tutte le vette attorno a Istanbul
sono state riempite di enormi bandiere turche, illuminate sempre da fari
giganteschi e la Mezzaluna Rossa è stata ribattezzata Mezzaluna Rossa Turca.
Tutto questo nazionalismo, sempre più inquietante, è rivolto provocatoriamente
alla popolazione curda: un messaggio ostile”.
Smentite e indignazione. I curdi hanno subito
smentito qualunque legame con l’attentato. L’agenzia stampa Firat, vicina a
quel che resta del disciolto Pkk (Partito dei Lavoratori curdi), ha sconfessato
l’attacco, indicando nei legami stretti e torbidi tra il potere politico e i
vertici militari in Turchia la matrice dell’attentato. L’indipendentismo curdo peraltro, dopo la
cattura del leader del Pkk Abdullah Ocalan, che dal 1999 sconta l’ergastolo
nell’isola turca di Imrali, si è diviso tra coloro che hanno scelto la via
parlamentare del confronto politico con Istanbul per ottenere riforme che
tutelino la minoranza linguistica curda e i massimalisti della lotta armata. Il
primo gruppo fa capo al partito Dtp che, due giorni dopo l’attentato, ha
portato in strada più di 1500 persone per una manifestazione di estraneità e
condanna della strage. I massimalisti, divisi in una serie di sigle e di gruppi
privi di una guida carismatica, da due anni a questa parte hanno ripreso la
lotta armata, ma scegliendo sempre obiettivi militari oppure civili, però
lontano dalle città curde. “Tutta la ricostruzione del governo non sta in
piedi”, commenta la portavoce dell’Ihd, “ma Ankara vuole coprire gli autori
dell’attentato: i Lupi Grigi”.
Il ritorno della tensione. I Lupi Grigi sono un
movimento estremista nazionalista turco, ritenuto responsabile dell'attentato
a
Giovanni Paolo II nel 1981, di tendenze fasciste e panturche che hanno nelle
minoranze religiose e linguistiche un acerrimo nemico, oltre ai legami con gli
apparati militari che in Turchia rappresentano un solido potere occulto. Il
governo Erdogan, impegnato a traghettare il paese nell’Unione europea, ha
tentato delle aperture per il riconoscimento dei diritti della minoranza curda.
Il clima rasserenato, dopo le 40mila vittime del conflitto tra l’esercito turco
e i guerriglieri curdi del passato, avevano portato a una tregua della lotta
armata e alla rinuncia all’indipendenza da parte dei curdi. Il clima però,
negli ultimi mesi, si è di nuovo avvelenato con alcuni gruppi di guerriglieri
cha hanno ripreso le armi e l’esercito che ha ripreso la sua pressione sulle
città curde.Christian Elia