20/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Una serie di 'fatti isolati' ricostruiscono l'immagine di un esercito corrotto e senza scrupoli
scritto per noi da
Simone Bruno

Militari colombiani Quando una bomba, esplosa nel cuore di Bogotà il 10 ottobre del 2005, fece saltare in aria il senatore Vargas Lleras e la sua scorta, il presidente Uribe si affrettò a cercare una telecamera per poter affermare che questo crimine delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia sarebbe stato punito. Fu però proprio l’unico sopravvissuto a fornire una versione differente, secondo la quale ad attentare alla sua vita erano stati settori vicini ai paramilitari impegnati in una negoziazione con il governo e non il gruppo guerrigliero.
Stesso copione poche settimane fa. Eravamo a una settimana dall’insediamento del presidente rieletto Alvaro Uribe. Dato che l’accoglienza al palazzo di Nariño, 4 anni prima, era stata organizzata dalle Farc a colpi di mortaio, si temeva il peggio, che arrivò puntuale: un carro bomba fece saltare un uomo, un senza tetto e molti altri ordigni cominciarono a essere rinvenuti e disattivati da militari ben addestrati. Poi, lo scorso venerdì i colombiani si sono svegliati con la notizia che erano stati proprio i militari a piazzare gli ordigni che avevano poi disattivato con tanta perizia. Stando alle prime indagini, ancora in corso, i militari avevano piazzato le bombe per poi mostrare la propria efficienza nel rintracciarle e disattivarle, polverizzando come effetto collaterale uno di quei barboni sporchi e da buttare via che era nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Come afferma il comandante dell’esercito Mario Montaya e anche il ministro della difesa Juan Manuel Santos, qualora questi fatti venissero provati si tratterebbe di un caso isolato.
 
Alvaro Uribe, presidente della Colombia, con Geroge Bush, presidente UsaMa un altro fatto isolato è avvenuto lo scorso febbraio quando un gruppo di reclute ha scandalizzato il paese raccontando le torture fisiche e sessuali subite da parte dei superiori che li addestravano. E un altro ancora si è verificato a marzo: l’esercito aveva raccattato 70 persone, le aveva mascherate da combattenti delle Farc e poi presentati all’opinione pubblica come “smobilitati”. Ma il tripudio popolare durò poco: il trucco, anche abbastanza grossolano, fu smascherato.
A maggio un battaglione di alta montagna dell’esercito a Jamundì, guidato dal colonnello Bayron Carvajal, ha teso una trappola e giustiziato 10 poliziotti di un corpo speciale, addestrati nella lotta al narcotraffico. Un gruppo molto efficiente che aveva dato tanti problemi a uno dei più pericolosi narcotrafficanti del paese, Diego Montoya. Questo battaglione agiva proprio per conto di Don Diego.
 
A luglio sono stati arrestati 18 militari, tra i quali 4 ufficiali che avevano presentato 30 cadaveri come guerriglieri caduti in combattimento negli ultimi mesi. Non si trattava di guerriglieri però, ma di persone giustiziate dai soldati e poi vestita da ribelli, smascherati dal fatto che spesso apparivano “miracolose” ferite da arma da fuoco che non avevano prodotto fori nelle mimetiche.
Ad agosto un corpo speciale dell’esercito si vantava di aver salvato due sequestrati. Nell’operazione erano morti i sei sequestratori. Indagini successive dimostrarono che i due “salvati” erano noti narcotrafficanti, come del resto anche i 6 cadaveri. Una resa di conti tra balordi, il cui braccio armato era un gruppo di militari dell’esercito colombiano.
 
Guerrigliera delle Farc, foto di Matt ShonfeldMolti casi “isolati”, che mettono assieme un quadro ben preciso: un esercito nazionale composto da una serie di bande di mercenari al soldo di chi offre di più, sotto il comando di gradi intermedi dell’esercito. A Jamundì li pagava un cartello di narcos, negli altri casi a pagare era invece la legge che prevede una ricompensa per ogni guerrigliero fatto fuori. In altri casi ancora l’esercito risponde a ricchi proprietari terrieri che hanno bisogno di far fuori qualche indesiderato, attivista o sindacalista.
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia