23/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In Europa si muore ancora troppo per patologie che è possibile prevenire
Ancora una volta i numeri parlano chiaro: secondo le stime riportate dall’ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’80 percento dei casi di malattie cardiache, ictus, diabete mellito di tipo 2 e il 40 percento dei cancri possono essere evitati eliminando dallo stile di vita fattori noti che ne aumentano il rischio. Ne consegue la richiesta di un intervento nei diversi campi e nei sistemi sanitari, per evitare un numero così alto di morti per malattie che sarebbe possibile prevenire.
 
Misurazione della pressione arteriosa.Una questione mondiale. Di questi argomenti si è parlato in un incontro a metà settembre in Danimarca, a Cophenaghen, fra i 53 stati membri del settore europeo dell’Oms (Oms-Europa). Già a ottobre del 2005, l’Oms della sanità, riferendosi all’intero pianeta, aveva sottolineato l’importanza di un intervento in questo ambito, tanto da proporre un nuovo Obiettivo di sviluppo del millennio: ridurre ogni anno del 2 percento il numero di morti per malattie croniche. Il calcolo riferito alla situazione mondiale riportava 17 milioni di morti premature l’anno; raggiungere la meta proposta entro il 2015 salverebbe la vita a 36 milioni di persone, di cui la metà con meno di 70 anni.

Una dieta povera in frutta e verdura viene indicata fra i fattori di rischio per le malattie croniche. Luci sull’Europa. Ora il tema viene riproposto dal settore dell’Oms concentrato sul vecchio continente. In generale, le malattie croniche, sono alla base dell’86 percento dei morti e del 77 percento dei malati
nelle aree che fanno parte dell’Oms-Europa. Si tratta di malattie cardiovascolari, cancro e diabete mellito, citati prima, ma anche disturbi mentali, malattie respiratorie croniche, patologie muscolari. I fattori di rischio indicati come principali dall’Oms-Europa sono sette: pressione alta, tabacco, alcol, livelli alti di colesterolo nel sangue, sovrappeso, dieta povera in frutta e verdura, inattività fisica. Accanto agli effetti sulla salute, si contano poi le conseguenze sull’economia dei Paesi, il costo rappresentato dalle malattie croniche per la società. E’ stato calcolato, per esempio, che in Danimarca coprano il 70-80 percento delle spese per cure sanitarie, mentre in Gran Bretagna rappresentano 8 delle 11 principali cause di ricovero.

Il tabacco rappresenta uno dei fattori di rischio indicati per le malattie croniche. Giovani e anziani. Oltre ai costi collegati all’assistenza sanitaria, vi è poi il calcolo dei costi indiretti (per la perdita di giornate di lavoro, la mancata o minore produttività delle persone malate), che si considera siano pari o superiori alle spese sanitarie stesse. Fra l’altro, l’età dei pazienti che muoiono per queste patologie è decisamente inferiore nei Paesi dell’Europa centrale e orientale rispetto a quelli occidentali. L’Oms-Europa sottolinea inoltre come, a seguito del progressivo invecchiamento della popolazione europea, si calcoli che nel 2050 un quarto della popolazione avrà superato i 65 anni. Considerato che oltre un terzo degli ultrasessantenni è già portatore di due o più malattie croniche, il quadro che i sistemi sanitari si potrebbero trovare davanti nel futuro è presto dipinto. Infine, viene riportato che chi vive in condizioni socioeconomiche disagiate ha un rischio raddoppiato di malattie gravi e morte rispetto a chi ha maggiori disponibilità.

 

Valeria Confalonieri

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