14/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Circa 85 mila sfollati scappati dalle bombe della Nato. Profughi scomodi che nessuno aiuta
MappaSono ormai circa 85 mila i civili afgani sfollati nelle province meridionali di Kandahar e Helmand. Migliaia di famiglie fuggite dai bombardamenti della Nato in corso sui villaggi dei distretti di Panjwayi e Zhari (provincia di Kandahar) e di Nawzad, Garamser, Sangin e Musa-Qala. Bombardamenti che, secondo fonti locali, avrebbero provocato almeno 500 morti civili dall'inizio di settembre. Oltre 5.000 famiglie (vale a dire circa 35 mila persone, vista la media di componenti delle famiglie afgane) si sono accampate alla periferia di Lashkargah, e 7.500 (circa 50 mila persone) alla periferia di Kandahar.   
 
SfollatiNiente tende, solo sapone. L’assistenza umanitaria fornita agli sfollati appare assolutamente inadeguata. L’ingegner Abdul Kadar, vicedirettore del Dipartimento Sviluppo Rurale della provincia di Helmand, ha riferito che oggi sono stati distribuiti a 3 mila delle 5 mila famiglie sfollate a Lashkargah “generi di aiuto” forniti dal World Food Programme delle Nazioni Unite e dal locale Provincial Reconstruction Team britannico, struttura militare Nato. “Gli aiuti dati sono minimi rispetto alle esigenze di queste persone”, ha detto l’ingegner Kadar.
“Ci hanno dato solo pezzi di sapone”, protesta un profugo. “Ma noi abbiamo bisogno di tende perché non abbiamo un riparo”.
La stessa assistenza è stata fornita nei giorni scorsi agli sfollati di Kandahar.
 
Bombardiere B-1Il governo afgano non aiuta. Pare però che il governo afgano, che su richiesta del comando Isaf-Nato ha ordinato l’evacuazione delle aree interessate dall’offensiva talebana, non abbia intenzione di dare alloggio ai profughi. Alla domanda di alcuni giornalisti sul perché le autorità, dopo aver cacciato la gente dalla proprie case, non provvede a offrire loro una sistemazione, il governatore della provincia di Kandahar, Assadulah Khalid, ha detto: “Non abbiamo bisogno di allestire campi profughi, perché questa gente tornerà presto a casa, visto che le operazioni della Nato finiranno tra poco”.
Nessuno ha chiesto al governatore se ha pensato al fatto che questi sfollati non hanno più una casa in cui tornare, dato che molti villaggi sono stati rasi al suolo dalle bombe da 500 libbre sganciate dai bombardieri Isaf (tra cui addirittura gli enormi B-1, quelli che sganciano le bombe in caduta libera dalla pancia della fusoliera).
 

Enrico Piovesana

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