14/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



I dipendenti del petrolio scioperano. Per il diritto alla vita
“Ci siamo anche noi!”. Lo striscione, che campeggia all’esterno di un’installazione petrolifera nei pressi di Port Harcourt, nella Nigeria meridionale, non lascia spazio a dubbi sul significato dell’iniziativa. I lavoratori del settore petrolifero nigeriano hanno indetto uno sciopero di tre giorni per protestare contro la negligenza del governo, che non riesce a proteggerli dai continui attacchi dei miliziani, l’ultimo dei quali avvenuto solo due giorni fa.
 
Lavoratori in un impianto petroliferoAzione. Stanchi di essere gli oggetti della guerra che da anni insanguina la regione, i due sindacati della National Union of Petroleum & Natural Gas Workers e della Petroleum & Natural Gas Senior Staff Association of Nigeria hanno preso l’iniziativa. Le due associazioni avevano lanciato l’allarme già lo scorso gennaio, a séguito dell’ennesimo rapimento di quattro lavoratori organizzato dai miliziani del delta del Niger. Quando la situazione è diventata intollerabile, i due gruppi hanno deciso di passare all’azione.
 
Governo sotto accusa. In un comunicato stampa congiunto, le due associazioni condannano le azioni armate dei miliziani, che impedirebbero solo l’arrivo di investimenti esteri e si ripercuoterebbero sulle condizioni di vita dei locali, i cui diritti i miliziani sostengono di difendere. Ma l’attacco più duro gli scioperanti lo rivolgono allo stato nigeriano, accusato di avere speso milioni di dollari per niente, senza essere in grado di proteggere le vite dei lavoratori. Nupeng e Pengassan si scagliano anche contro la politica economica delle autorità nigeriane che, nonostante ricevano buona parte dei proventi petroliferi, non avrebbero avviato alcuna politica economica a sostegno delle regioni meridionali, creando un esercito di giovani disoccupati che hanno come unica possibilità quella di arruolarsi tra i miliziani o nelle gang armate, specializzate nel contrabbando di petrolio o nella micro-criminalità. 
 
Un miliziano nel delta del NigerEffetti. Che impatto avrà lo sciopero sulla produzione di greggio? Qualche problema lo creerà, se si calcola che le violenze dell’ultimo anno hanno costretto la Nigeria a diminuire del 20 percento la produzione. Sono stati comunque avviati colloqui tra le parti, per tentare di ridurre al minimo i disagi provocati dall’iniziativa. Interessante sarà anche vedere quali politiche adotteranno i due gruppi in futuro, se i rapimenti e le uccisioni dovessero continuare, come sembra probabile. Il gesto dei lavoratori del petrolio ha comunque un valore importante, perché pone sulla scena un gruppo che, finora, nella lotta per il petrolio del delta è stato solamente una vittima. 

Matteo Fagotto

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