14/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Amnesty International accusa anche Hezbollah
L’organizzazione non governativa Amnesty International, che da anni si batte per il rispetto dei diritti umani nel mondo, in un report pubblicato ieri, ha chiesto alle Nazioni Unite d’istituire urgentemente una commissione d’inchiesta per indagare sui crimini di guerra commessi durante il recente conflitto fra Israele e Libano.
 
un sostenitore di Hezbollah con un ritratto di NasrallahTutte le parti in causa. L’ong infatti, dopo che nei giorni successivi alla fine delle ostilità in Libano aveva denunciato le colpe dell’esercito israeliano, ieri ha puntato il dito contro il movimento sciita Hezbollah, accusandolo “di aver gravemente violato il diritto umanitario internazionale colpendo, durante i 34 giorni di guerra, i civili israeliani con il lancio di razzi sui centri abitati”.
“Il lancio dei razzi di Hezbollah sulla zona settentrionale di Israele”, sostiene il report, “ha rappresentato un attacco deliberato nei confronti di civili inermi e di obiettivi non militari e questo, come tutti gli attacchi indiscriminati, rappresenta un crimine di guerra secondo le leggi internazionali”. Secondo i dati dell’ong, Hezbollah ha lanciato almeno 900 razzi durante il conflitto, uccidendo 43 civili e costringendo migliaia di persone a cercare rifugio nella zona centrale d’Israele, lontano dalla gittata dei razzi dei guerriglieri sciiti.
Amnesty ritiene che una sostanziale ammissione di responsabilità possa ricavarsi dal testo di un intervento dello sceicco Hassan Nasrallah che, durante il conflitto, sottolineò come “da tempo i nostri nemici, nelle loro aggressioni, non si pongono limiti. Noi faremo lo stesso”.
Per Amnesty però, secondo le parole del segretario generale dell’ong Irene Khan, “le violazioni commesse da Israele non giustificano Hezbollah per la scelta di sparare razzi sui civili, che non devono pagare il prezzo delle reciproche violazioni. Per questo chiediamo una commissione d’inchiesta indipendente per stabilire equi risarcimenti a tutte le vittime innocenti del conflitto, da entrambe le parti”.
 
artiglieria israelianaPar condicio. La denuncia di Amnesty ha già cominciato a suscitare delle polemiche. Per molti si è trattato di una sorta di intervento riparatore, dopo che l’ong aveva denunciato, in un altro rapporto pubblicato il 23 agosto scorso, i crimini commessi dall’esercito israeliano. L’esercito di Tel Aviv veniva accusato di aver distrutto deliberatamente case, ponti, strade e centinaia di altre infrastrutture civili. Amnesty aveva anzi rilevato come, secondo i suoi dati, questa modo di agire facesse parte in modo strutturale della strategia bellica dei vertici militari israeliani. Questo modus operandi è costato la vita a 1000 civili libanesi e, come denunciato anche da altre organizzazioni internazionali indipendenti, l’esercito israeliano ha fatto uso durante il conflitto di armi non convenzionali. Le accuse contro Israele avevano provocato la reazione indignata del governo Olmert e della stampa israeliana, oltre che di una serie di governi che appoggiavano l’intervento militare degli israeliani. Come in altre occasioni, in particolare riguardo al conflitto israelo – palestinese, Amnesty e le associazioni che si occupano di monitorare il rispetto dei diritti umani nel mondo, erano state accusate di essere schierate e faziose, non denunciando mai i torti che Israele subiva.
Questo rapporto, in perfetto stile par condicio, riequilibra la questione.
Nella vicenda c'è un aspetto grottesco, nonostante il contesto tragico. Israele ha sempre indicato Hezbollah come un movimento terrorista, senza alcuna dignità di controparte politica, nonostante alcuni membri dell'organizzazione siano stati regolarmente eletti al Parlamento libanese. E un'organizzazione terroristica, almeno fino a oggi, non è mai stata denunciata per crimini di guerra, in quanto non considerata legittima controparte di uno stato. Israele potrebbe quindi trovarsi nella spinosa posizione di poter incassare un buon risultato mediatico dalla denuncia di Amnesty, ma per farlo dovrebbe finire per riconoscere a Hezbollah il ruolo legittimo di belligerante.

Christian Elia

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