14/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Per combattere la povertà, tagli alle spese di governanti e delegazioni, chiuse 4 ambasciate

Presidente del Perù, Alan GarciaIl Perù ha deciso di risparmiare. Il paese è in ginocchio, la povertà è una piaga dilagante e la gente ha bisogno di riforme concrete e di investimenti sostanziosi nel sociale. Il governo del presidente Alan García, eletto nello scorso giugno, è alle strette e decide una manovra inusuale per racimolare soldi da investire in quello che il presidente del Consiglio dei ministri, José Antonio García Belaúnde, ha indicato come la speranza per il futuro, ovvero il “Fondo dell’uguaglianza”: chiudere alcune ambasciate, dimessare i viaggi all’estero, tirare la cinghia ai diplomatici. La scelta è ricaduta su quattro rappresentanze: quella di Ungheria, di Serbia, di Giamaica e di Ucraina. Anche la rappresentanza peruviana all’Unesco sarà cancellata. A farne le veci, quando servirà, sarà uno dei diplomatici che già lavorano all’ambasciata di Parigi. Eliminazione senza sostituzione, invece, per la rappresentanza all’Aviazione civile internazionale di Toronto, in Canada, di cui il Perù ha deciso di poter farne a meno. Il ricavato della manovra ammonterà a circa 7 milioni di dollari Usa, che andranno a gonfiare le casse del fondo destinato alla battaglia contro la povertà nelle aree più degradate del paese.

indigeni peruvianiAl minimo indispensabile. García Belaúnde nell’annunciare la decisione ha specificato anche che le ambasciate in Turchia e Vietnam, promesse dall’ex presidente Alejandro Toledo in chiusura del suo mandato, non saranno inaugurate. “Probabilmente il Perù aprirà nuovi consolati all’estero – ha spiegato il primo ministro -, valutandone l’opportunità in base alla presenza di cittadini peruviani. Il nostro intento è garantire ai connazionali nuovi servizi”. Ma le priorità sono altre. A cominciare, appunto, dal risparmio. Tempi magri anche per i funzionari: meno viaggi all’estero, solo gli indispensabili, a cominciare dallo stesso primo ministro. “Ridurremo le spese al minino indispensabile”, ha spiegato al quotidiano nazionale La Repubblica. Si tratta dunque di una visione politica dettata dal presidente García, il cui motto sembra essere “austerità”.
 
quartiere povero della campagna peruviana40 percento. A modo suo, dunque, il Perù ha dato il via alla lotta alla fame e alla povertà. Con un decreto d’urgenza il presidente ha creato il Fondo dell’uguaglianza, un programma che mira ad abbassare la soglia di povertà che affligge metà dei peruviani. La manovra è complessa, ma l’ottimismo non manca. Il ministro dell’Economia, Luis Carranza, ha dichiarato di voler ridurre del 40 percento la povertà e di ottenere dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) il riconoscimento di essere un paese che attrae investimenti. Ha assicurato che il Governo lavorerà per diminuire il debito estero.
 

Stella Spinelli

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