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Un'occasione d'oro. Durante la cerimonia inaugurale, a fare da cicerone è
stato il ministro cubano Felipe Roque - dato che Fidel Castro è in piena
convalescenza. Nel suo discorso d’apertura non ha esplicitamente attaccato gli
Usa o usato parole severe contro Israele, entrambi leit motiv delle
passate edizioni, ma ha enunciato propositi costruttivi e fini ambiziosi.
L’intenzione è di rilanciare il ruolo del Movimento in un momento
particolarmente caldo della situazione internazionale, senza posizionarsi
apertamente “contro” nessun paese, ma ricercando un’identità e un ruolo attivo.
“Anche se alzeremo la voce contro le guerre preventive – ha precisato Roque –
il nostro intento è difendere in generale il diritto internazionale”.
45 anni. Certo è che, se in
occasione dell’inaugurazione del vertice Roque ha evitato di attaccare
direttamente gli Usa, i suoi silenzi l’hanno comunque detta lunga: nessun
accenno all’anniversario dell’attacco alle torri gemelle, nessuna dichiarazione
di cordoglio o solidarietà. Della lotta al terrorismo, però, si parlerà nel
documento finale, quelle 88 pagine che dovranno essere approvate dai paesi
membri, sabato 15, giornata conclusiva del vertice, e che daranno l’impronta al
futuro del Movimento.
Ma il vertice in sé è
una scatola vuota? Al di là di tutto, secondo Carotenuto, è comunque un
esercizio di multilateralismo, l’ennesimo in questo periodo in cui i Paesi
cosiddetti in via di sviluppo stanno agendo indipendentemente dalle linee
occidentali e stringendo accordi commerciali ed energetici gli uni con gli
altri, senza dover passare, come accadeva in passato, sempre e comunque da
Washington. E’ il caso di Chavez, che ha appena compiuto un proficuo giro in
Asia, dove ha siglato alleanze energetiche e rilanciato il ruolo dell’Opec.
Esemplare anche il caso della Cina che ha appena investito 100 miliardi di
dollari in America Latina, dell’India, il cui primo ministro, prima di recarsi
al vertice dei non allineati, è passato da Brasilia dove ha siglato accordi per
la ricerca energetica, contratti con la Petrobras e, un suo rappresentante ha
firmato un contratto con la compagnia petrolifera cubana. Stella Spinelli