stampa
invia
Uno sforzo comune. La vaccinazione, racconta l’Organizzazione mondiale
della sanità (Oms), dovrebbe raggiungere tutti i bambini con meno di
cinque anni di età e sono state pianificate tre successive campagne
entro la fine del 2006 (a settembre, novembre e dicembre), la
cui realizzazione tuttavia dipende dalla disponibilità di fondi, al
momento non sufficiente a coprire fino alla fine dell’anno. Lo sforzo
di questa inziativa contro la poliomielite chiama in aiuto capi
religiosi e delle comunità, gruppi di donne, associazioni di giovani,
scuole, organizzazioni governative e non. Il gruppo di persone che
porteranno il vaccino dovrebbe passare di casa in casa, raggiungendo
anche le aree più sperdute, utilizzando mezzi di trasporto quali i
cammelli, i cavalli e gli asini: poco meno di un milione di dosi in
Etiopia, in regioni confinanti con Somalia e parti del Kenya, 1,7
milioni di piccoli da raggiungere lungo il confine somalo e altri
240mila nel nord del Kenya.
Nigeria capolista. Nel mondo, il numero delle infezioni causate dal
virus della poliomielite nel 2006 (fino a metà settembre) ha
superato i 1.200 casi, con una netta predominanza della Nigeria (803
casi), seguita dall’India (283). Molto staccati i restanti 12 Paesi in cui il
poliovirus è ancora segnalato, il primo fra i quali è la Somalia, con
30 casi. La Somalia tuttavia rientra in quelle nazioni in cui la
poliomielite era scomparsa ed è stata nuovamente “importata”: dopo tre
anni di assenza della malattia, lo scorso anno sono stati registrati
nuovi casi di infezioni causati da un virus proveniente dallo Yemen. Da
allora i casi di poliomielite confermati sono stati 215. Discorso
analogo vale per l’Etiopia, dove l’infezione è ricomparsa nel dicembre
del 2004 e da allora vi sono stati 37 casi (14 quest’anno). Diversa la
situazione in Kenya, Paese da 22 anni senza poliomielite, ma confinante
con Somalia ed Etiopia, dove il virus è ritornato.
Valeria Confalonieri