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Donny Gorge. Molti dei manufatti
più antichi della storia dell’uomo erano custoditi nel museo di Baghdad. A tre
anni di distanza alcuni sono stati restituiti e altri recuperati in operazioni
di polizia, ma anche quelli resi al museo, vengono tenuti sotto chiave o
addirittura murati per
evitare nuove razzie. Per tentare di dare un resoconto
della vastità del tesoro perduto, il museo di Baghdad preparò una guida
virtuale in cui si trovano le immagini del museo prima dei saccheggi.
La
prefazione la scrisse l’allora direttore Donny George, che oggi, si è
trasferito in Siria con la famiglia, e per spiegare i motivo della
sua scelta ha citato i saccheggi, le distruzioni delle forze della
Coalizione,
ma anche la mancanza di fondi per pagare i militari messi a guardia dei
siti.
Archeologia islamica. La novità
nelle denunce di Donny George sta nelle accuse che l’archeologo indirizza al
ministero delle Antichità iracheno, che sarebbe sempre più influenzato dai
sostenitori del religioso sciita Moqtada Sadr, nella cui orbita agiscono le
squadre della morte sciite, responsabili da oltre un anno di eccidi quotidiani.
L’influenza degli islamisti sul ministero -sostiene George - ha portato
all’assunzione di personale interessato solo alla conservazione dei siti
storici islamici, risalenti al massimo all’800 d.C. a discapito di quelli
pre-islamici, che risalgono fino a ottomila anni fa. “I seguaci di al Sadr
hanno reso la situazione intollerabile -ha dichiarato in un'intervista -. Non
posso più lavorare con le persone arrivate col nuovo ministro: non sanno nulla
di archeologia o di antichità. Si interessano solo alla storia
islamica”. Rimuovere la storia pre-islamica dell’Iraq significa dimenticare le
civiltà che hanno inventato le città-stato, la scrittura cuneiforme e gli
Zigurrat. Accantonare Sumeri, Accadi, Ittiti e Assiri, le gesta di
Nabucodonosor, Alessandro Magno o Ciro il Grande. La Mesopotamia è stata la
culla della civiltà e, in Iraq, sono oltre 10 mila i siti archeologici che
potrebbero raccontarci cose che ancora ignoriamo di quell’epoca, anche perché
gli scavi archeologici ‘aperti’ sono stati solo 1500. “La nostra peggiore paura
–dichiarava a gennaio lo stesso George – è che 10 mila anni di storia dell’uomo
vengano cancellati, una catastrofe che non verrà avvertita a meno che i governi
di Usa e Gran Bretagna riconoscano il danno provocato e se ne prendano la
responsabilità.”
Tombaroli e trafficanti. Oltre alle
distruzioni dei militari, altri siti sono stati distrutti dai tombaroli
iracheni che hanno approfittato della mancata protezione degli stessi per
effettuare scavi selvaggi. È successo
alle rovine della città stato sumera di Uruk, e anche a quelle di Umma, vicino
a Nassiriya, oggi letteralmente devastata dai contrabbandieri. 5 mila anni fa
la città sumera di Uruk, oggi Warka, in provincia di Diwaniyah, era la città
più grande del mondo. Oggi l’area degli scavi di Uruk, circa 400 ettari, è
stata depredata di tutto, dalle sculture alle tavolette scritte in caratteri
cuneiformi che si affermarono a quell’epoca. Naoki Tomasini