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Situazione grave. Gli aggiornamenti delle ultime ore aggravano un
bilancio già negativo: secondo fonti del ministero della Sanità, almeno 3
persone sarebbero morte e 5 mila sarebbero rimaste contaminate. “La situazione
è
estremamente grave”, conferma a PeaceReporter
una fonte sanitaria italiana residente nei pressi di Abidjan, “perché le
autorità stanno dando prova di un’incapacità tecnica e organizzativa
preoccupante. Nessuno qui si era mai trovato di fronte a un problema del
genere, e mentre migliaia di persone affollano gli ospedali mandandoli al
collasso, le autorità hanno chiesto aiuto a tecnici francesi per far fronte al
problema”. Un problema acuito dal fatto che ancora non si ha ancora una versione
ufficiale
sull’entità di queste sostanze tossiche. “Si parla di acido solfidrico”,
prosegue la nostra fonte, “ma non essendoci certezza le autorità non possono
neanche diramare direttive per la profilassi”.
Dimissioni. Si moltiplicano intanto tra la popolazione i sintomi
sospetti, quali difficoltà respiratorie, diarrea, vomito, eruzioni cutanee.
“L’acido solfidrico è estremamente pericoloso”, prosegue Rizzi, “perché è una
sostanza inodore che, oltre a
procurare danni a lungo termine, può rivelarsi mortale, anche in piccole dosi”.
Intanto, lo
scandalo ha portato alle dimissioni del governo. Una mossa, quella del premier
Charles Konan Banny, che ha colto di sorpresa l’opposizione, la quale ha reso
noto che non prenderà parte a un rimpasto e ha accusato il primo ministro di sfruttare
cinicamente l’occasione per “scaricare” qualche elemento scomodo dell’opposizione.
Il nuovo esecutivo dovrebbe essere presentato la prossima settimana, ma intanto
a tenere banco, oltre alle notizie sul fronte sanitario, sono le indagini.
Responsabilità.
Sembra che la nave contenesse residui di
zolfo e rifiuti di raffineria che, una volta scaricati, avrebbero fermentato in
assenza di ossigeno, sprigionando il micidiale acido solfidrico a livello
gassoso. Finora sono state arrestate sei persone, definite
“pesci piccoli” persino dalla stampa governativa. PeaceReporter ha contattato la Prime
Marine Corporation, proprietaria della Probo Koala (la nave incriminata), e la Trafigura
Beheer BV, la compagnia petrolifera olandese che risulta essere affittuaria
dell’imbarcazione. Entrambe hanno risposto tramite comunicati stampa simili. Secondo
la Trafigura,
i presunti rifiuti tossici sarebbero normale materiale di scarto
proveniente dal lavaggio della nave, proveniente da Lagos, in Nigeria,
dove la Probo Koala, che trasportava carburante, aveva lasciato il suo carico. La compagnia sostiene di aver consegnato i materiali
di scarto alla società Tommy,
concessionaria dello smaltimento rifiuti nel porto di Abidjan, e di
aver comunicato alle autorità ivoriane la natura degli scarti in
questione. Cosa ancora più importante, la Trafigura respinge
come false le accuse secondo cui alla nave sarebbe stato rifiutato
l'accesso nei porti di Dakar e Lagos, come sostenuti invece da più
parti. Si attendono sviluppi.
Matteo Fagotto