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Segnalata in tutto il mondo. Le forme di tubercolosi resistenti alle
terapie non sono una novità. Si riscontrano nelle popolazioni ove il
trattamento non viene seguito correttamente, per ragioni che possono
variare da una scorretta prescrizione della terapia, a una scarsa
qualità dei farmaci utilizzati o a una loro fornitura irregolare, o
ancora a una assunzione non adeguata da parte dei malati rispetto agli
schemi da seguire. Si parla di MDR-TB (Multidrug Resistant TB) per le
forme che non rispondono ad almeno due dei principali antitubercolari
cosiddetti di prima linea (che si utilizzano cioè in prima battuta), ma
si parla di XDR-TB, resistenza estrema appunto, quando sono inefficaci
anche tre o più dei trattamenti di seconda linea, utilizzati nelle
forme che non guariscono con i comuni schemi terapeutici. Quest’ultima
definizione è stata usata per la prima volta all’inizio del 2006 e,
secondo dati riportati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
e dai Centri di controllo e prevenzione della malattia (Centers for
Disease Control and Prevention, CDC) statunitensi sul periodo 2000-2004,
vi sono casi in tutto il mondo, ma in maggior misura nei paesi dell’ex
Unione sovietica e in Asia. Se negli Stati Uniti il 4 percento delle
tubercolosi multiresistenti è classificabile come forma con resistenza
estrema, in Lettonia, paese che conta il maggior numero di infezioni
multiresistenti, la percentuale di XDR-TB raggiunge il 19 percento.
Farmaci inefficaci, mortalità alta. L’elemento di novità della recente
epidemia in Sudafrica, che porta allarme rispetto a quanto già noto, è
la mortalità molto alta collegata a questo ceppo di bacillo
tubercolare. Nella popolazione di Kwazulu-Natla, su 544 pazienti considerati,
poco meno della metà (221) aveva una forma
multiresistente (MDR-TB) e fra questi, 53 casi rientravano nei criteri definiti per le forme con resistenza
ai farmaci estrema (XDR-TB); nel gruppo XDR-TB, erano sieropositivi tutti i
44 casi che erano stati valutati per il virus dell'Aids. In media, nell’arco di
25 giorni
dall’esame che ha determinato la forma di tubercolosi con resistenza
estrema, ne sono morti 52, anche quelli che stavano assumento i farmaci antiretrovirali
(per l'Hiv).
Valeria Confalonieri