06/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In Sudafrica, una forma di tubercolosi ha ucciso quasi tutti i malati
Tubercolosi con resistenza ai farmaci estrema, in sigla XDR-TB (Extensive Drug Resistant TB o Extreme Drug Resistance): questa la definzione dell’infezione che ha seminato morte nella popolazione di Kwazulu-Natal, in Sudafrica. Non c’è stato niente da fare per 52 pazienti su 53 con questa diagnosi.

Un dispensario di farmaci in Asia (India). Copyright - Who/P. Virot Segnalata in tutto il mondo. Le forme di tubercolosi resistenti alle terapie non sono una novità. Si riscontrano nelle popolazioni ove il trattamento non viene seguito correttamente, per ragioni che possono variare da una scorretta prescrizione della terapia, a una scarsa qualità dei farmaci utilizzati o a una loro fornitura irregolare, o ancora a una assunzione non adeguata da parte dei malati rispetto agli schemi da seguire. Si parla di MDR-TB (Multidrug Resistant TB) per le forme che non rispondono ad almeno due dei principali antitubercolari cosiddetti di prima linea (che si utilizzano cioè in prima battuta), ma si parla di XDR-TB, resistenza estrema appunto, quando sono inefficaci anche tre o più dei trattamenti di seconda linea, utilizzati nelle forme che non guariscono con i comuni schemi terapeutici. Quest’ultima definizione è stata usata per la prima volta all’inizio del 2006 e, secondo dati riportati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dai Centri di controllo e prevenzione della malattia (Centers for Disease Control and Prevention, CDC) statunitensi sul periodo 2000-2004, vi sono casi in tutto il mondo, ma in maggior misura nei paesi dell’ex Unione sovietica e in Asia. Se negli Stati Uniti il 4 percento delle tubercolosi multiresistenti è classificabile come forma con resistenza estrema, in Lettonia, paese che conta il maggior numero di infezioni multiresistenti, la percentuale di XDR-TB raggiunge il 19 percento.

Cartellone che illustra la strategia DOTS contro la tubercolosi. Copyright - Who/P. Virot Farmaci inefficaci, mortalità alta. L’elemento di novità della recente epidemia in Sudafrica, che porta allarme rispetto a quanto già noto, è la mortalità molto alta collegata a questo ceppo di bacillo tubercolare. Nella popolazione di Kwazulu-Natla, su 544 pazienti considerati, poco meno della metà (221) aveva una forma multiresistente (MDR-TB) e fra questi, 53 casi rientravano nei criteri definiti per le forme con resistenza ai farmaci estrema (XDR-TB); nel gruppo XDR-TB, erano sieropositivi tutti i 44 casi che erano stati valutati per il virus dell'Aids. In media, nell’arco di 25 giorni dall’esame che ha determinato la forma di tubercolosi con resistenza estrema, ne sono morti 52, anche quelli che stavano assumento i farmaci antiretrovirali (per l'Hiv).

  Agire subito. “La scarsità di dati disponibili sulla resistenza ai farmaci in Africa indica che mentre la prevalenza della popolazione con tubercolosi resistente ai farmaci è inferiore rispetto all’Europa dell’Est e all’Asia, la farmaco resistenza nella regiore è in salita” scrive in un comunicato l’Oms. “Data la presenza epidemica dell’Hiv, la tubercolosi resistente ai farmaci potrebbe avere un impatto grave sulla mortalità in Africa e richiede un’azione di prevenzione urgente”. Urgente, tanto da essere tema di un incontro tra l’Oms ed esperti di tubercolosi in Sudafrica il 7 e 8 settembre 2006.


 

Valeria Confalonieri

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