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Divieto di filmare per cinque anni. La scusa addotta dai censori in mancanza di altre scuse (e la deliberata intenzione
di non commentare il contenuto del film stesso) celava l'intento di bloccare la
diffusione di due eventi potenzialmente destabilizzanti per il governo cinese:
il sesso e Tien An Men. La conferma che si trattava di un mero - e goffo - pretesto
è arrivata ieri, quando sul regista del film, Lou Ye, che pur non avendo ricevuto
il visto aveva presentato comunque 'Summer Palace' a Cannes, è caduta come una
scure una nuova sanzione del censore: il ribelle Ye non potrà più'girare' per
cinque anni, il film verrà confiscato e ai produttori verrà elevata una multa
che va dalle 5 alle 10 volte l'importo degli incassi. Un aspetto poco chiaro,
quest'ultimo, dato che nessun cinese vedrà il film nella sua versione legale,
in quanto sottoposto a censura dal momento della sua uscita. Molti, invece, come
accade da anni a migliaia di film cinesi vietati, lo vedranno in versione piratata
(siamo in Cina, ricordiamolo).
Filmato inedito. Vedendolo, assisteranno a ciò che mai prima era stato mostrato in un lungometraggio:
scene di sesso gioiose e disinibite (a corollario di un grande amore, però) sullo
sfondo di una piazza Tien An Men in tumulto. Il film narra appunto della love
story tra Yu Hong e Zhou Wei, due studenti che incrociano i loro destini a quelli
di centinaia di giovani che tra l'aprile e il giugno dell'89 si riversarono in
piazza al grido di 'Democrazia, diritti, libertà'. E' evidentemente questo l'oggetto
della censura, volta a colpire quanto di sovversivo, ribelle e insolente è contenuto
nelle pulsioni sessuali dei due amanti. Sconvolgente non meno delle scene di una
Tien An Men altrettanto infiammata: in un filmato documentario inedito di appena
un minuto, e contenuto nel film, i volti sorridenti dei giovani ammassati sui
camion, l'arrivo nella piazza, le manganellate e gli spari ricordano troppo da
vicino il '68 europeo per non spaventare a morte i dinosauri della burocrazia
pechinese.
L'illusione della libertà. "E' stata la prima volta - spiegava il regista a Cannes nel maggio scorso - in
cui la Cina si è aperta al mondo esterno, in cui i giovani condividevano tutta
una serie di idee nuove, e tutte insieme. Un periodo in cui gli studenti pensavano
di essere più liberi dei loro predecessori, in cui pensavano che avrebbero potuto
fare tutto ciò che desideravano. Oggi sappiamo che quelle erano povere illusioni".
Forse, qualcuno ha suggerito, l'obiettivo della partecipazione a Cannes di 'Summer
Palace', che i critici hanno definito pellicola mediocre, non era altro che quello
di esportare quelle poche immagini inedite di giovani studenti idealisti, e di
mostrarle al mondo sfidando qualsiasi censura.Luca Galassi