05/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Raggiunto l'accordo di pace tra talebani waziri e governo pachistano
WaziristanDopo oltre due mesi di negoziati e di tregua nei combattimenti, guerriglieri waziri e governo pachistano hanno raggiunto oggi un accordo sulla cessazione definitiva delle ostilità.
La ‘Gran Jirga della Pace’, composta dai capi tribali, religiosi e militari del Waziristan, ha annunciato che il governo di Islamabad cesserà le operazioni militari nella regione, toglierà i posti di blocco dell’esercito e libererà tutti i prigionieri di guerra catturati durante il conflitto.
In cambio i capi tribù, gli ulema e i comandanti militari waziri dovranno garantire la fine degli attacchi contro forze e obiettivi governativi da parte dei combattenti talebani waziri, la restaurazione dell’autorità governativa nella regione, la chiusura dei campi d’addestramento dei talebani che combattono in Afghanistan, lo stop alle incursioni compiute oltre confine, cioè appunto in Afghanistan, e l’allontanamento di tutti gli stranieri presenti nella regione, ovvero dei militanti di al Qaeda.
 
Villaggio waziro bombardato dalla CiaQuattromila morti in due anni. Se l’accordo reggerà, significherà la fine di una guerra iniziata nel marzo 2004 e costata la vita di almeno tremila waziri e 950 militari governativi.
Una guerra segnata da innumerevoli stragi di civili, uccisi per rappresaglia dall’esercito pachistano (come la strage del bazar di Wana, del settembre 2004) o morti nei raid missilistici della Cia contro i villaggi in cui era segnalata la presenza di esponenti di al Qaeda (come i bombardamenti dello scorso inverno).
Una guerra che il presidente pachistano Pervez Musharraf è stato costretto a fare dagli Stati Uniti, stanchi dell’ambiguità del governo di Islamabad, che da una parte si dichiarava un affidabile alleato nella lotta contro il terrorismo e dall’altra continuava ad ospitare in Waziristan talebani e capi di al Qaeda, fornendo loro non solo rifugio, ma anche sostegno politico (per mezzo dei partiti religiosi filotalebani al potere nelle Agenzie Tribali) e logistico (per mezzo dei settori più radicali dei potentissimi servizi segreti militari dell’Isi).
 
Soldati pachistani in WaziristanUna guerra ordinata da Washington. Per soddisfare le richieste di Washington, il generale Musharraf si è messo contro i settori più fondamentalisti del potere religioso e militare, senza i quali in Pakistan è difficile governare. Anzi, pericoloso. In questi anni, Musharraf ha ricevuto non solo durissime critiche – la più comune: essere un cattivo musulmano che manda l’esercito contro i suoi fratelli invece che contro gli infedeli americani di cui serve gli interessi, offendendo non solo l’Islam ma anche la dignità nazionale – ma anche numerosi attentati.
Per questo Musharraf ha sempre cercato il dialogo con i talebani del Waziristan nella speranza di chiudere il prima possibile questa pericolosa faccenda. E ora pare ci sia riuscito.
 
Anziani waziri e capi talebaniMa i talebani rispetteranno davvero gli accordi? Il rischio è che Musharraf, pur di mettere fine ai combattimenti, abbia accettato un accordo che non verrà mai rispettato dalla controparte, se non per il cessate il fuoco in quanto tale.
I talebani waziri, infatti, potranno fermare gli attacchi contro le forze pachistane. Ma è difficile credere che rinunceranno al loro potere, decretando la fine dello Stato islamico del Waziristan (proclamato lo scorso marzo). E ancor più illusorio pensare che smobiliteranno la retrovia della guerra di resistenza afgana, smettendo di reclutare ragazzi nelle madrasa locali e di addestrarli nei campi allestiti nella regione e cessando le incursioni che dal Waziristan vengono lanciate in territorio afgano. Per non parlare del fatto che caccino via i capi di al Qaeda che trovano rifugio da queste parti (c’è chi dice al Zawahiri, chi addirittura Osama Bin Laden).
Il rischio è quindi che la guerra in Waziristan sia finita – e questa è un’ottima notizia – ma che questa regione non smetterà di essere la roccaforte dei talebani che combattono in Afghanistan e il rifugio di al Qaeda. Se così sarà, Washington non tarderà a chiedere a Musharraf un nuovo intervento armato o a lanciare qualche missile intelligente sui villaggi di pastori waziri.
 

Enrico Piovesana

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