Per il ‘Quotidiano del Popolo’ non ci sono dubbi: la quarta guerra mondiale è già iniziata

Alcuni giorni fa, il politologo americano Bernard Lewis ha
scritto un articolo affermando che “il nostro pianeta è sull’orlo di una nuova
guerra mondiale” e che essa “avrà inizio il 22 Agosto in Medio Oriente.” Noto come l’autorità americana sullo studio
dell’Islam, Lewis è lo storico preferito dal Presidente George W. Bush. La
profezia ha avuto un effetto esplosivo ed ha causato un tumulto in tutto il mondo.
Il 22 Agosto è passato. Sembra che i timori di Lewis fossero infondati e il suo
avvertimento sull’imminente guerra mondiale solo volto a far colpo.
Gli americani parlano in continuazione di una guerra
mondiale imminente. Infatti, Bernard Lewis non è la prima persona a diffondere
teorie su una nuova guerra mondiale.
Negli Usa si parla
tanto di guerra mondiale. Già nell’ottobre 2004, Michael Ledeen,
consigliere del Pentagono e titolare della Freedom Chair dell’American
Enterprise Institute, aveva detto che colpire l’Iran avrebbe portato a una
guerra su scala mondiale. In seguito, R. James Woolsey, ex direttore della Cia,
che sostiene che la guerra fredda fu in effetti la terza guerra mondiale, ha
pubblicato un articolo intitolato: “La quarta guerra mondiale: Perché
combattiamo? Per chi stiamo combattendo? Come dovremo combattere?”
Anche il neo-conservatore Norman Podhoretz ha scritto sulla
“quarta guerra mondiale” e ha dichiarato una volta che i paesi del Medio
Oriente sono stati messi insieme artificialmente dopo il declino dell’Impero
Ottomano. “Alcuni paesi creati durante la prima guerra mondiale possono essere
smantellati nella quarta guerra mondiale.”
All’inizio di agosto, Newt Gingrich, ex presidente della
Camera dei Rappresentanti, ha detto: “A me sembra che siamo coinvolti nelle
fasi iniziali di una nuova guerra mondiale.”
Ben presto, David Bosco, caposervizio della nota rivista
americana ‘Foreign Policy’, ha contribuito alla discussione, scrivendo:
“Potrebbe essere questa la vigilia di una nuova guerra mondiale?”
Dagli studiosi agli ufficiali, la discussione sulla guerra mondiale
continua, acquistando slancio dal senso di crisi diffuso negli Stati Uniti.
Tuttavia, esso sembra frutto dell’immaginazione americana.
Le tante battaglie della
terza guerra mondiale contro l’Urss. Per più di mezzo secolo gli Stati
Uniti sembrano essersi preparati allo scoppio di una guerra mondiale. Dopo la
conclusione
della seconda guerra mondiale, il Generale americano George Barton chiamò il
Maresciallo sovietico Georgi Zhukov “figlio di puttana” dopo che i loro
eserciti avevano unito le loro forze sul fiume Elba. Questa affermazione fu
quasi causa di una grave guerra. Cinque anni più tardi, gli Stati Uniti furono
coinvolti in una guerra civile in Corea del Nord. Il Generale Douglas MacArthur
dichiarò anche che gli Stati Uniti avrebbero scatenato la terza guerra
mondiale. Sebbene non ci sia mai stata una guerra nello stile della prima o
seconda guerra mondiale, soprattutto a causa del deterrente nucleare, emerge un
nuovo tipo di guerra. Gli Usa hanno sviluppato un proprio metodo “cerca e
distruggi” , eliminando e sconfiggendo gli stati uno ad uno. Dalla fine della
seconda guerra mondiale, gli Usa ed i loro alleati sono stati impegnati in
guerra; Corea del Nord (1951), Vietnam (1961), Grenada (1983), seguiti da
Libia, Panama, Guerra del Golfo, Kosovo, Afghanistan ed Iraq.
Oggi puntano il mirino contro Iran e Corea del Nord. Le
fiamme della guerra accesa dagli Stati Uniti si estendo a tutto il mondo.
E adesso la quarta
guerra per la conquista del mondo. Lo studioso britannico Vassilis Fouska, in
un suo libro intitolato “Nuovo imperialismo americano”, dichiara: “La guerra di
Bush al terrorismo e il sangue versato per il petrolio hanno causato grande
preoccupazione in Europa e negli stessi Usa. I nuovi imperialisti americani
usano la retorica della pace, della democrazia e della libertà per mascherare
i
loro intenti”. Gli Stati Uniti hanno acquisito una posizione di dominio
giocando in politica estera il ruolo di “salvatori del mondo” sin dal 1945. Ora
gli Usa hanno sostituito la ‘guerra al comunismo’ con la ‘guerra al terrorismo’
come pretesto valido in ogni occasione per un’espansione militare e politica
globale. E’ un vecchio trucco americano quello di montare una campagna
pubblicitaria su una nuova guerra mondiale. Stanno solo entrando in un nuovo
stadio della guerra mondiale nella quale sono impegnati da anni.
La nuova guerra mondiale riflette le inadeguatezze strategiche
degli Stati Uniti.
Storicamente, ogni qualvolta gli Usa sono stati in
difficoltà sul campo di battaglia, ci sono stati gruppi di persone convinte che
la risposta fosse proprio espandere la guerra. Questo sembra essere diventato
parte della cultura strategica degli Usa. Gli Stati Uniti hanno valutato
l’utilizzo di armi nucleari diverse volte durante le guerre in Corea e in
Vietnam. Ora si concentrano sul Medio Oriente.
Una potenza forte ma immorale
e ingiusta non può vincere. Oggi, gli americani si considerano altamente
qualificati per parlare di guerre mondiali. Solo gli americani sono
sufficientemente coraggiosi da scatenare una guerra mondiale. Gli Stati Uniti
hanno vinto due guerre mondiali e la guerra fredda. L’esercito statunitense può
mobilitarsi in qualsiasi parte del mondo. Con quasi un migliaio di basi
militari nel mondo, l’esercito Usa ha una capacità di combattimento senza
precedenti.
Ma agli Usa manca una certa consapevolezza di sé e la
capacità di esaminarsi oggettivamente. Se gli Stati Uniti con tutta la loro
potenza militare non riescono a smantellare un’organizzazione slegata che non
ha il supporto di un'entità politica nazionale (come Al Qaeda), come possono
credere che la risposta sia una nuova guerra mondiale?
Gli Usa hanno vinto tutte le precedenti guerre mondiali.
Però, queste erano guerre di un mondo contro un altro mondo. Ora gli Stati
Uniti vogliono conquistare il mondo intero. Ma senza la moralità o la giustizia
dalla loro parte, gli Usa non sono così potenti come credono. In più, non sono
in grado di capire con chiarezza il ‘mondo’ del nemico.