01/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Le armi hanno lasciato il posto alla diplomazia, ma l'incontro tra i due rivali si fa attendere
Scritto per noi
da Giusy Baioni 
 
Le armi hanno lasciato il posto alla diplomazia: a Kinshasa negli ultimi giorni si sono susseguiti a ritmo frenetico incontri ai più alti livelli per trovare una soluzione politica che scongiuri il rischio di altre crisi.
 
Kinshasa, cartelloni elettorali - Foto di Giusy BaioniDiplomazia al lavoro. William Lacy Swing, rappresentante di Kofi Annan per la regione dei Grandi Laghi, ha incontrato i delegati del Pprd (Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia e dell'Mlc (Movimento per la Liberazione del Congo), i partiti del presidente Joseph Kabila e del vice-presidente Jean-Pierre Bemba, che alle presidenziali del 30 luglio hanno ottenuto, rispettivamente, il 44 e il 20 percento dei voti: si è decisa la creazione di una commissione mista e due sottocommissioni, incaricate una di far luce sugli avvenimenti del 20-22 agosto, l'altra di definire le regole di condotta per la campagna elettorale in vista del secondo turno delle presidenziali e per il periodo post-elettorale.
 
Kinshasa: in attesa - foto di Giusy BaioniIncontro sospirato. Tarda ancora, però, l'atteso incontro Bemba-Kabila: il primo si rifiuta di incontrare il presidente nella residenza presidenziale e chiede che siano presenti i membri della Ciat, la la commissione internazionale incaricata di vigilare sulla transizione del Congo verso la democrazia, il secondo rifiuta un incontro presso la Monuc, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite.
Mercoledì 30 agosto Antoine Gizenga, anziano politico congolese del Palu (Partito Unificato Lubumbista), ha incontrato Kabila e Bemba: non si conoscono i contenuti dei due meeting, ma di certo il terzo candidato, col suo 13 percento di voti, fa gola a entrambi i candidati al secondo turno.
Intanto, venerdì 1 settembre dovrebbero riprendere a trasmettere le quattro tv oscurate da settimana scorsa, tre delle quali appartengono proprio a Jean-Pierre Bemba: sono state accusate di incitare all'odio e alla violenza, ma l'Alta Autorità per i media - d'accordo sulla scelta - ha deplorato che il governo abbia preso la decisione senza consultarla.
 
Kinshasa, intervento della polizia - foto di Giusy BaioniStrane voci. Negli ultimi giorni è circolata a Kinshasa una versione interessante sugli avvenimenti del 20-22 agosto scorso: si tratta della versione ufficiale del Ppprd, il partito del presidente Joseph Kabila.
il 20 agosto era il giorno atteso per la proclamazione del risultato delle presidenziali: tutto il paese era incollato davanti alla tv nazionale o alla radio, che alle 20 avrebbero annunciato il vincitore. All'ora prevista, però, la trasmissione non iniziava: la Rtnc, la radiotelevisione nazionale congolese, trametteva immagini di repertorio; documentari e altro, mentre in sovrimpressione passava una scritta che annunciava come imminente la proclamazione dei risultati. Solo alle 23 l'abbé Malu Malu compariva finalmente in video e annunciava i vincitori.
Un tale ritardo era sembrato strano, ma non se ne era parlato. Fino a qualche giorno fa, quando il Ppprd ha diffuso ufficialmente l'informazione che poco prima delle 20 il palazzo della Cei, la commissione elettorale indipendente, in cui si trovava Malu Malu, sarebbe stato circondato dalle milizie di Jen Pièrre Bemba, che intendevano impedire in tutti i modi la proclamazione di un risultato che vedeva il loro leader clamorosamente in svantaggio rispetto all'avversario. Solo l'intervento della Monuc - secondo questa versione - avrebbe "liberato" Malu Malu, trasportandolo in un altro luogo da cui l'abbé poteva infine annunciare alla nazione i risultati delle elezioni presidenziali.
Questo, stando al Pprd, sarebbe il grave fatto all'origine delle violenze scatenatesi a Kinshasa.
L'inquietante versione non è stata né confermata né smentita dalla Cei e dall'Mlc, il partito di Jean Pièrre Bemba.
 
Trattare, trattare, trattare. Nel frattempo, proseguono le trattative a livello diplomatico; l'altro ieri, il "patriarca" Antoin Gizenga ha incontrato separatamente i due sfidanti: non sono noti i contenuti reali dei due meeting, ufficialmente voluti dall'anziano leader del Palu (partito lumumbista che raggruppa gli antichi oppositori a Mobutu) per congratularsi coi vincitori, ma si sa che il 13 percento di voti ottenuto da Gizenga, terzo classificato, fa gola ai due sfidanti per il secondo turno. Pare molto probabile che i suoi voti vengano orientati verso il presidente uscente Kabila, perché la ricca famiglia Bemba era notoriamente coinvolta nel regime di Mobutu.
In tal modo, la già probabile vittoria di Kabila sarebbe assicurata.
 
Verso un normale ballottaggio? I messaggi che si susseguono in questi giorni sono comunque tutti inviti alla distensione e ad un proficuo lavoro in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali.
Anche Vital Kamerhe, segretario generale del Pprd, è comparso in video inviando all'Mlc un messaggio propositivo: "Il Pprd condidera gli altri partiti come avversari politici e non come nemici e invita l'Mlc a lanciare un messaggio di pace". Da parte di quest'ultimo e del suo leader, tuttavia, persiste il silenzio: Bemba è apparso in pubblico solo una volta, dopo gli scontri, e ha rifiutato di parlare.
Tanto resta ancora da chiarire sui fatti appena conclusi, ma la situazione pare davvero essersi stabilizzata e si comincia a lavorare per preparare al meglio il voto del 29 ottobre prossimo.
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Rep. Dem. Congo
Pubblicità