Le armi hanno lasciato il posto alla diplomazia, ma l'incontro tra i due rivali si fa attendere
Scritto per noi
da Giusy Baioni
Le armi hanno lasciato il posto alla
diplomazia: a Kinshasa negli ultimi giorni si sono susseguiti a ritmo
frenetico incontri ai più alti livelli per trovare una
soluzione politica che scongiuri il rischio di altre crisi.
Diplomazia al lavoro. William Lacy Swing, rappresentante di
Kofi Annan per la regione dei Grandi Laghi, ha incontrato i delegati
del Pprd (Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia e
dell'Mlc (Movimento per la Liberazione del Congo), i partiti del
presidente Joseph Kabila e del vice-presidente Jean-Pierre Bemba, che
alle presidenziali del 30 luglio hanno ottenuto, rispettivamente, il
44 e il 20 percento dei voti: si è decisa la creazione di una
commissione mista e due sottocommissioni, incaricate una di far luce
sugli
avvenimenti del 20-22 agosto, l'altra di definire le regole di
condotta per la campagna elettorale in vista del
secondo turno delle
presidenziali e per il periodo post-elettorale.
Incontro sospirato. Tarda ancora,
però, l'atteso incontro Bemba-Kabila: il primo si rifiuta di
incontrare il presidente nella residenza presidenziale e chiede che
siano presenti i membri della Ciat, la la commissione internazionale
incaricata di vigilare sulla transizione del Congo verso la
democrazia, il secondo rifiuta un incontro presso la Monuc, la
missione di
peacekeeping
delle Nazioni Unite.
Mercoledì 30 agosto Antoine
Gizenga, anziano politico congolese del Palu (Partito Unificato
Lubumbista), ha incontrato Kabila e Bemba: non si conoscono i
contenuti dei due meeting, ma di certo il terzo candidato, col suo 13
percento di voti, fa gola a entrambi i candidati al secondo turno.
Intanto, venerdì 1 settembre
dovrebbero riprendere a trasmettere le quattro tv oscurate da
settimana scorsa, tre delle quali appartengono proprio a Jean-Pierre
Bemba: sono state accusate di incitare all'odio e alla violenza, ma
l'Alta Autorità per i media - d'accordo sulla scelta - ha
deplorato che il governo abbia preso la decisione senza consultarla.
Strane voci. Negli ultimi giorni è circolata
a Kinshasa una versione interessante sugli avvenimenti del 20-22
agosto scorso: si tratta della versione ufficiale del Ppprd, il
partito del presidente Joseph Kabila.
il 20 agosto era il giorno atteso per
la proclamazione del risultato delle presidenziali: tutto il paese
era incollato davanti alla tv nazionale o alla radio, che alle 20
avrebbero annunciato il vincitore. All'ora prevista, però, la
trasmissione non iniziava: la Rtnc, la radiotelevisione nazionale
congolese, trametteva immagini di repertorio; documentari e altro,
mentre in sovrimpressione passava una scritta che annunciava come
imminente la proclamazione dei risultati. Solo alle 23 l'abbé
Malu Malu compariva finalmente in video e annunciava i vincitori.
Un tale ritardo era sembrato strano, ma
non se ne era parlato. Fino a qualche giorno fa, quando il Ppprd ha
diffuso ufficialmente l'informazione che poco prima delle 20 il
palazzo della Cei, la commissione elettorale indipendente, in cui si
trovava Malu Malu, sarebbe stato circondato dalle milizie di Jen
Pièrre Bemba, che intendevano impedire in tutti i modi la
proclamazione di un risultato che vedeva il loro leader
clamorosamente in svantaggio rispetto all'avversario. Solo
l'intervento della Monuc - secondo questa versione - avrebbe
"liberato" Malu Malu, trasportandolo in un altro luogo da
cui l'abbé poteva infine annunciare alla nazione i risultati
delle elezioni presidenziali.
Questo, stando al Pprd, sarebbe il
grave fatto all'origine delle violenze scatenatesi a Kinshasa.
L'inquietante versione non è
stata né confermata né smentita dalla Cei e dall'Mlc,
il partito di Jean Pièrre Bemba.
Trattare, trattare, trattare. Nel frattempo, proseguono le trattative
a livello diplomatico; l'altro ieri, il "patriarca" Antoin
Gizenga ha incontrato separatamente i due sfidanti: non sono noti i
contenuti reali dei due meeting, ufficialmente voluti dall'anziano
leader del Palu (partito lumumbista che raggruppa gli antichi
oppositori a Mobutu) per congratularsi coi vincitori, ma si sa che il
13 percento di voti ottenuto da Gizenga, terzo classificato, fa gola
ai due sfidanti per il secondo turno. Pare molto probabile che i suoi
voti vengano orientati verso il presidente uscente Kabila, perché
la ricca famiglia Bemba era notoriamente coinvolta nel regime di
Mobutu.
In tal modo, la già probabile
vittoria di Kabila sarebbe assicurata.
Verso un normale ballottaggio? I messaggi che si susseguono in questi
giorni sono comunque tutti inviti alla distensione e ad un proficuo
lavoro in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali.
Anche Vital Kamerhe, segretario
generale del Pprd, è comparso in video inviando all'Mlc un
messaggio propositivo: "Il Pprd condidera gli altri partiti come
avversari politici e non come nemici e invita l'Mlc a lanciare un
messaggio di pace". Da parte di quest'ultimo e del suo leader,
tuttavia, persiste il silenzio: Bemba è apparso in pubblico
solo una volta, dopo gli scontri, e ha rifiutato di parlare.
Tanto resta ancora da chiarire sui
fatti appena conclusi, ma la situazione pare davvero essersi
stabilizzata e si comincia a lavorare per preparare al meglio il voto
del 29 ottobre prossimo.