31/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



George W. Bush viene assassinato in un film-documentario britannico che promette polemiche
Se tra un mese sarete in Gran Bretagna e accenderete la tv, potrà capitarvi di vedere un cecchino che spara a George W. Bush, uccidendolo. Ma, a meno di clamorosi sviluppi, sarà solo la scena clou di un documentario chiamato “Death of a President”, morte di un presidente. Che sarà presentato a settembre al festival cinematografico di Toronto e verrà trasmesso il 9 ottobre dalla tv britannica More4, un canale satellitare del gruppo Channel 4. Ma che intanto, dopo essere stato presentato, promette di scatenare polemiche.
 
Il presidente George W. Bush mentre si appresta a salire sull'aereo Air Force OneLa trama. Il film dura 90 minuti ed è costruito sul modello di un “documentario retroattivo”: come se fosse un film sull’uccisione di John Fitzgerald Kennedy, per dire. Con attori a interpretare agenti dei servizi segreti, per ricostruire gli eventi che hanno portato all’assassinio di Bush, nell’ottobre 2007. Nel documentario, il presidente viene ucciso da un cecchino subito dopo aver tenuto un discorso davanti a importanti uomini d’affari, a Chicago. Dalla folla di oppositori contrari alla guerra che lo contesta, un sicario prende la mira e lo uccide. Le indagini porteranno all’arresto di un siriano.
 
Lo scopo è di far riflettere. Secondo Peter Dale, responsabile di More4, il film rappresenta una “critica che vuole stimolare il pensiero” alla società statunitense di oggi, caratterizzata dalla guerra al terrorismo. “Si tratta di un’opera incredibilmente appassionante, un film costruito come un documentario che ripercorre l’assassinio di Bush come punto di partenza per un’intrigante detective story”, ha detto Dale. Per il manager, “il film non intende fare sensazione, vuole far riflettere. Spero che la gente capisca che l’idea a monte è buona”. Altri documentari sull’attualità in programma questo autunno su More4 comprendono titoli come “La tribù di Saddam” e “Il processo a Tony Blair”.

Alessandro Ursic

Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità