In un anno, 80 reclutatori Usa puniti per molestie sessuali su potenziali reclute donne
Oltre 80 reclutatori delle forze armate statunitensi sono stati puniti per cattiva
condotta nel 2005, in relazione a episodi di molestie sessuali o veri e propri
stupri, che hanno coinvolto oltre 100 giovani ragazze interessate ad arruolarsi.
Lo ha scoperto l’Associated Press, con un’inchiesta durata sei mesi.
I dati. I numeri forniti dal dipartimento della Difesa parlano di almeno 35 reclutatori
dell’Esercito, 18 del corpo dei Marines, 18 della Marina e 12 dell’Aeronautica
trovati colpevoli e puniti con sanzioni amministrative, che vanno dalla sospensione
dello stipendio al declassamento. Le vittime sono prevalentemente ragazze dai
16 ai 18 anni, con un interesse più o meno serio a vestire l’uniforme. Gli episodi
di molestie o violenza sono avvenuti quasi tutti nei centri di reclutamento, negli
appartamenti dei reclutatori o nelle loro automobili. In totale, dal 1996 l’Esercito
– quasi metà delle forze armate – conta 722 reclutatori accusati di stupro e di
cattiva condotta sessuale.
I ricatti. Alcune vittime hanno denunciato ricatti espliciti da parte dei reclutatori.
“Se vuoi far parte dei Marines, devi fare sesso con me”, avrebbe detto a una ragazza
17enne, allora vergine, uno dei reclutatori puniti. “Mi ha fatto qualunque cosa
volesse. La gente in uniforme una volta mi dava sicurezza. Ora mi innervosisce”,
ha detto un’altra 17enne. Altri episodi riguardano molestie seguite a un primo
contatto tra il reclutatore e la ragazza interessata ad arruolarsi. In alcuni
casi, molestatore e vittima erano già usciti insieme, e molti dei puniti hanno
citato questa attenuante. Ma un ex reclutatore dei Marines, Ethan Walzer, non
crede che questa possa essere una giustificazione. “Chiunque dica che ‘era consensuale’
è un bugiardo. I reclutatori hanno tutto il potere in mano, in queste situazioni”.
Le disposizioni. Le regole, d’altronde, parlano chiaro: ai reclutatori è proibito andare a letto
con le potenziali reclute. Ma la crescita degli episodi di molestie è in linea
con l’aumento dei casi di cattiva condotta generale da parte dei reclutatori,
saliti da 400 nel 2004 a 630 nel 2005. Un portavoce del Pentagono ha affermato
che il dipartimento alla Difesa sta affrontando la questione “in modo molto serio”,
anche se un altro portavoce dell’Esercito mette in guardia dal fare di tutta l’erba
un fascio. “Avere 53 casi in un anno, sebbene siano 53 casi in più di quanto vorremmo,
non può essere indicativo se si pensa che abbiamo 8.000 reclutatori”, ha detto.
Più informazioni. Ma il problema esiste, e non può che essere in crescita anche perché i reclutatori,
con la legge “No Child Left Behind”, hanno accesso alla lista di tutti gli studenti delle scuole pubbliche, spesso
compresa di numero del telefonino, indirizzo e-mail e altre informazioni personali.
Per non comparire su queste liste bisogna fare una richiesta di cui non tutte
le famiglie sono a conoscenza. E gli istituti non possono rifiutarsi di fornire
gli elenchi, pena la cancellazione dei finanziamenti federali. In uno dei casi
scoperti dai vertici militari, un reclutatore sceglieva le vittime dei suoi ricatti
a sfondo sessuale proprio grazie alle liste fornite dalle scuole, puntando sulle
ragazze senza padre e delle famiglie più povere.
Che fare? Un rimedio potrebbe essere l’istituzione di una politica chiamata “No one alone”, nessuno da solo, come fatto dalla Guardia Nazionale dell’Indiana dopo una
serie di casi simili qualche anno fa. Dal 2005, per i suoi reclutatori è proibito
trovarsi da soli in un luogo chiuso con una potenziale recluta donna. Se vengono
scoperti, rischiano subito un procedimento disciplinare. Un anno dopo l’entrata
in vigore di queste disposizioni, i vertici della Guardia sostengono di aver notato
una diminuzione drastica dei casi di molestie.