29/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La Siria accoglie ogni anno migliaia di pellegrini iraniani in visita ai santuari
Scritto per noi da
 Ilaria Addeo 
 
Gli sciiti in Siria sono solo una piccola minoranza, il 70 percento della popolazione è di religione sunnita. Tuttavia, il paese ospita due importanti santuari sciiti: la moschea Sayyida Ruqayya, una santa sciita, figlia del martire Hussein di Kerbala, situata all’interno della città vecchia di Damasco e la moschea Sayyida Zainab, appena a 10 chilometri dalla capitale, considerata una delle moschee più importanti per gli sciiti. Zainab è infatti la nipote del Profeta Mohammad. Il mese prossimo è la Ashura, l’anniversario della morte di Hussein ed è giorno di lutto e di osservanza religiosa per gli sciiti: a Damasco sono attesi migliaia di pellegrini. Ma le due moschee sono visitate da centinaia di persone ogni giorno.
 
Turismo religioso. Gli sciiti non si differenziano molto dai sunniti. I 'cinque pilastri' (professione di fede, preghiera, elemosina, digiuno e pellegrinaggio) sono ugualmente riconosciuti  come “obblighi di fede”. La preghiera, in persiano "namaaz", viene praticata cinque volte al giorno come per i sunniti. Il modo in cui viene effettuata è però diverso, gli sciiti sono soliti pregare toccando con la fronte su una pietra (hağra) che pongono davanti alle ginocchia. 2700 iraniani ogni settimana si recano in Siria per quello che viene definito turismo religioso, come precisa Sabah, la guida irachena che ho incontrato un pomeriggio mentre accompagnava i gruppi di pellegrini iraniani. Mi spiega: “Vengono qui a Damasco in visita alle due moschee e non in pellegrinaggio (hajj) che invece si fa alla Mecca, come per tutti i musulmani. Vengono per motivi religiosi, ma nello stesso tempo per vacanza, cercano anche un po’ di pausa dalla vita quotidiana”. Fino al 1980 erano soliti andare in Iraq, dove ci sono le tombe di 6 dei dodici imam in cui credono gli sciiti. Ma in seguito agli eventi drammatici che stanno attraversando l’Iraq gli iraniani preferiscono altre mete. Partono dall’Iran in aereo. Agenzie di viaggio iraniane offrono pacchetti completi per una intera settimana a 350 dollari, comprensivo di viaggio aereo, alloggio in hotel e visto di ingresso in Siria. Arrivano in aereo il sabato a Damasco e ripartono il sabato successivo. Hanno un programma ben stabilito che prevede la visita ad alcuni luoghi sacri per gli sciiti, nonché i classici luoghi turistici di Damasco. Ben quattro volte durante la settimana, al mattino presto visitano la moschea di Sayyida Zainab. Il programma prevede inoltre la visita alla tomba di Bilal al Habashi, figlio del cugino del Profeta Mohammad e la tomba di Abdullah in Bab al Sagrir (la Porta Piccola), una delle otto porte che circondano la città vecchia di Damasco.
 
Un mondo a parte. Nella notte tra il giovedì e il venerdì si recano in visita alla moschea di Sayyida Ruqayya per la preghiera dell’alba. Una notte camminando per caso lungo la strada che fiancheggia la Sayyida Ruqayya, mi imbatto in un fiume di gente che viene verso la moschea. Provo a rivolgere loro qualche domanda ma nessuno parla arabo o inglese. Sono le tre del mattino. Mentre tutta la città è in silenzio, la strada Sharia Malik al Faisal si riempie di autobus. Uomini, donne, bambini e anziani. Provengono dall’Iran, si riversano nella stradina di Bab al Faradis (Porta del Paradiso), nella città vecchia di Damasco, che conduce alla moschea di Sayyda Ruqayya. Riempiono la strada, come un lungo tappeto e attendono davanti alla moschea in attesa che si aprano le porte per la preghiera della notte. Intanto i venditori ambulanti sistemano i loro carretti e i negozietti cominciano ad alzare le saracinesche e ad offrire i loro prodotti: biancheria intima da donna, top con paillette, che donne -come sagome vaganti nei loro lunghi mantelli neri- contrattano con forza. A vederle così coperte nei loro abiti tradizionali, è facile chiedersi in quali occasioni useranno mai vestiti del genere. Alcuni comprano le pietre che usano per la preghiera, rosari e souvenir vari. I commercianti del suq intorno alla moschea commerciano in moneta iraniana per facilitare gli acquisti. Ma, come mi dice Sabah, i commercianti di Damasco non sono molto soddisfatti dei turisti iraniani: “Spendono poco. Pagano il loro pacchetto organizzato e non vogliono spendere soldi per altri extra”.  In effetti, gran parte di queste persone è gente semplice che spesso fa sacrifici per poter permettersi un viaggio del genere. In estate sono molte di più le persone che decidono di effettuare questo viaggio. Al mattino riprendono gli autobus per completare il loro giro turistico della città e l’indomani ritornano ai loro paesi.
 
Categoria: Popoli, Religione
Luogo: Siria