21/09/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Tahar Ben Jelloun, Bompiani editore, 2006
Scritto per noi da
Paolo Lezziero
 
Tahar Ben JellounTahar Ben Jelloun, che è nato in Marocco e vive a Parigi, è diventato famoso come romanziere con il volume “Il razzismo spiegato a mia figlia”, edito nel 1998, che ha raggiunto le 40 edizioni.
Il tema non è certo superato, episodi razziali o violenti come a Brescia e in altre città del Nord rientrano sempre nell’ottica della comprensione dell’altro, diverso per origine e credo religioso.
L’autore lo affronta allora facendo parlare, con una corrispondenza per e-mail, la generazione giovane, sempre la figlia Mérième e una adolescente di Bologna, Lidia.
Nasce da qui, da questa idea, il libro “ Non capisco il mondo arabo”, Bompiani editore. Un libro costruito "in due anni di lavoro lento e quotidiano,” scrive nell’introduzione Ben Jelloun, “ redatto come una vera corrispondenza, salvo il fatto che ho inventato il personaggio della ragazza italiana e l’ho contrapposto a Mérième, cui chiedevo regolarmente informazioni e consigli.”
 
Attraverso Lidia lo scrittore pone le domande che molti italiani vorrebbero fare, europei che si sentono aggrediti  dall’arrivo degli immigrati, che hanno paura perché pensano che il terrorismo internazionale un giorno colpirà loro stessa famiglia.
“Il mondo arabo è un’invenzione”, sottolinea l’autore, “perché i mondi arabi sono tanti quanti i paesi arabi. Un mondo arabo è un’utopia …ciò che hanno in comune è la storia, la lingua scritta e l’Islam…che è attraversato da varie correnti. Dopo l’ undici settembre chi è arabo è sospetto. Pesa su di lui un pregiudizio, ovunque egli vada, operaio, intellettuale o uomo politico che sia.”
 
“Cara Mèrième”, scrive Lidia nella prima lettera, “ti conosco grazie al libro sul razzismo che hai fatto con tuo padre. Come molti studenti italiani, l’ho letto a scuola.Io ho avuto la fortuna di leggerlo prima in francese (mia madre è di Marsiglia) e poi in italiano…Non passa giorno che da qualche parte non venga commesso un attentato in cui muoiono persone innocenti. Tu cosa ne pensi? Dobbiamo credere a tutto ciò che ci raccontano? Ti confesso che io faccio parte di quella maggioranza di italiani che non capisce granchè del mondo arabo…”
“Quando mi capita di guardare i telegiornali”, risponde Mérième,” ho l’impressione di ascoltare sempre la stessa storia: innocenti che muoiono, spesso di paesi poveri. Quello che tu dici degli arabi non mi stupisce; è un atteggiamento abbastanza diffuso in Europa, anzi nel mondo…Per questi pregiudizi certo servono tempo e pazienza…”
Tantissimi sono i temi affrontati dalle due protagoniste, uno riguarda un argomento che  proprio in questi mesi ci tocca da vicino, gli sbarchi a Lampedusa: “Tutti i giorni arrivano senza documenti dalla Tunisia, dalla Libia. Che possiamo fare noi? risponde Lidia. “ Hai paura di essere invasa?”, aggiunge Mérième, “fai attenzione, il ministro francese Sarkozy ha chiamato gentaglia i ragazzi in sommossa nelle banlieu di Parigi, nati in Francia ma figli di immigrati.”
 
Poi la legge francese che non prevede il velo nelle scuole. “Fa parte della loro libertà, per le islamiche, indossare il velo”, risponde Mérième, ma mio padre…ha detto che gli integralisti hanno paura della donna se cercano nel Corano i versetti per giustificare il fatto di velarla e impedirle di vivere…anche se mia cugina Fattouma, molto conservatrice, non la pensa come noi.”
La scrittura è fresca e immediata, e riesce a riportare sulla pagina il clima dei “giovani nati negli anni ottanta, costretti a confrontarsi troppo presto con il problema della prima occupazione, del lavoro e della sua ricerca “(e sono stati i giovani francesi ad opporsi alla legge sul primo impiego).
 
“Cosa ne dovrei concludere?” riflette Mérième, alla fine di questo scambio profondo e generalizzato con Lidia sulle loro problematiche esistenziali, “Sono una marocchina occidentalizzata o una francese filo-marocchina? Ti confesso che non ho risposta.”
“Spero comunque che resteremo in contatto, davvero. Sentirci in questi anni mi ha fatto sempre piacere e poi è utile confrontarsi. Tienimi aggiornata sui tuoi amori, soprattutto se ti innamori follemente di un principe del deserto che ti amerà velata dalla testa ai piedi.”
Categoria: Popoli, Religione
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