25/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia di Elisenia, una delle tante vittime della violenza di esercito e gruppi armati in Colombia
di Julia Kendlbacher
 
La disperazione di una donnaSan José de Apartadò è una piccola comunità sulle montagne colombiane. Da molti anni lotta contro la persecuzione, la violenza e l’ingiustizia di tutti i gruppi armati colombiani. Dal 1997, anno in cui si dichiararono Comunità di Pace rifiutando qualsiasi partecipazione alla guerra civile, gli abitanti di San José sono stati vittime di omicidi, minacce, torture e altre forme di violenza. Con l’aiuto internazionale denunciano ogni atto della guerriglia, dei paramilitari e dell’esercito. L’unica legge infranta da questa comunità è la Legge del Silenzio.
 
Quando il 26 dicembre 2005 uccisero Elisenia, lei fu una delle tante tra le 170 vittime della violenza di stato e dei gruppi armati. Un’altra morte avvolta nel silenzio. Non ci furono notizie né indagini ufficiali. La comunità fece le proprie indagini e scoprì il motivo: gli assassini, ancora una volta, erano soldati dell’esercito. Lanciarono una granata nella casa dove dormiva Elisenia insieme a due ragazze e tre ragazzi. Si dice che alcuni degli uomini fossero guerriglieri, la giustificazione a tutta la violenza da parte del governo e dei paramilitari. La parola che permette ogni cosa. Massacri, torture, esecuzioni. Violazioni di tutti i diritti umani. La parola è “guerriglia”. E la società, il pubblico delle notizie si tranquillizza e pensa “Ah, beh, allora…”
 
Allora? “Allora giustifica lanciare una granata a sei ragazzi che dormono? - si chiedono gli abitanti di San José de Apartadó - Legittima uccidere una ragazzina di quindici anni, la madre di un bimbo di tre e una ragazza incinta di 19 anni? Giustifica l’uccisione di ragazzi disarmati?”
 
Una donna nera col figlioletto in braccio scappa dall'esercitoElisenia era una ragazza seria. Le valutazioni dei professori la descrivevano sempre come una studentessa buona, corretta e che s’impegnava. Forse un po’ pessimista. Sognava di diventare una suora e aiutare a difendere i diritti umani. “La gente è molto egoista”, diceva, “tutto ruota intorno alla brama di soldi, mamma. Chi lotta per la pace verrà sempre perseguitato”. Elisenia vinse una menzione d’Onore della scuola. Il certificato, col sigillo dello stato della Repubblica della Colombia, il cui esercito l’avrebbe poi uccisa, afferma che Elisenia “si è distinta per il suo rispetto e la sua cultura”. Un altro certificato conferma la sua partecipazione ad un progetto di aiuto psicosociale per i bambini costretti allo sradicamento forzato. Forse è proprio qui che si può trovare un motivo per il pessimismo di Elisenia a causa di tutte queste esperienze vissute. Le ultime settimane, racconta Brígida, si sentiva ancora più triste, ma non diceva perché.
 
Quando Elisenia andò ad una festa che si svolgeva in un’altra strada, disse a sua mamma: “Quando me ne vado, conserva bene le mie foto, vecchiettina mia”. Brígida le disse: “Ho un presentimento, non voglio che tu vada!”. Elisenia se ne andò il 22 dicembre. La notte del 25 Brígida si svegliò con un dolore allo stomaco. Sentì un freddo terribile. Sapeva che qualcosa sarebbe successo.
 
Anziana donna colombiana stringe in braccio il figlioletto26.12.2005, giorno successivo al Natale, 6 del mattino. Elisenia e altri cinque stanno dormendo. Le ragazze indossavano biancheria intima, come confermò successivamente un soldato. La bomba distrusse i corpi dei giovani, il loro avvenire e i loro sogni. Elisenia non tornò più. Rimangono soltanto le foto. Un altro bambino perse sua mamma. Altre madri persero i loro figli.
 
Brígida mi guarda con gli occhi velati di tristezza e stanchezza. Ma non pensa a darsi per vinta: “Quando distruggono i sogni dei nostri figli, noi adulti dobbiamo lottare con più forza per la giustizia. Hanno ucciso mia figlia, ma non i suoi principi, né la sua dignità. Signor Presidente, è questa la sua idea per la pace in Colombia? E’ così che si costruisce il futuro? Ammazzando i giovani, le madri e i figli? E’ questo ciò che Lei intende per processo democratico? Da chi ha imparato che l’unica risposta a tutte le questioni sociali e politiche è la violenza? Più figli uccisi, più sogni infranti, più bambini orfani, più madri disperate, più comunità distrutte. Allora, è questo?"
 
Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Colombia
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