22/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Rese note le regole d'ingaggio provvisorie della Forza Onu in Libano
Sono finalmente noti i passaggi essenziali delle tanto discusse regole d'ingaggio provvisorie della Forza Internazionale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil). Secondo il quotidiano francese Le Monde, che ne ha ottenuto una copia, si tratta di dettami che “autorizzano i caschi blu a aprire il fuoco per difendersi, proteggere i civili, o disarmare quei miliziani che si trovino sulla loro strada”.
 
Immagini della guerra"UN restricted". I 15mila soldati che lavoreranno sotto la bandiera dell'Onu, e che ancora non si sa da dove arriveranno, non avranno il compito di cercare attivamente i membri di Hezbollah, né quello di schierarsi nel caso di una ripresa dei combattimenti.
Il documento siglato “UN restricted”, comprende 21 pagine ed è stato distribuito a tutti i paesi interessati venerdì 18 agosto. Afferma che la Finul , come  viene chiamata la missione Unifil in francia, rafforzata opererà secondo dei principi “di natura principalmente difensiva”, ma autorizza “l’uso di una forza appropriata e credibile (...) se necessario”. Queste regole d'ingaggio preservano senza ambiguità il diritto all'autodifesa dei caschi blu. Inoltre, l'uso della forza è autorizzato in pochi casi: per impedire che la zona-tampone, compresa fra la "linea blu" e il fiume Litani, sia “utilizzata per attività ostili”; per "resistere" a tentativi di ostacolare il mandato della Unifil; e per “proteggere i civili sotto la minaccia imminente di violenze fisiche". L'uso della forza deve essere, ogni volta, "proporzionato". 
 
soldato in Libano"UN confidential". Ma i dettami Onu non si esauriscono qui. Esiste un altro documento, intitolato "Concetto dell'operazione", anch’esso provvisorio e siglato questa volta "UN confidential", che stabilisce chiaramente che spetta alle forze armate libanesi "prendere il controllo" della zona-tampone e "disarmare Hezbollah". L'Onu potrà svolgere "operazioni d'informazione efficaci a bloccare la propaganda degli Hezbollah". "Noi non andremo attivamente alla ricerca delle armi degli Hezbollah - spiega a Le Monde un alto responsabile delle Nazioni Unite - ma se, durante un pattugliamento, ci imbattiamo in un carico, il nostro mandato prevede di sequestrare queste armi". L'Unifil dovrà inoltre stabilire dei posti di blocco fissi e mobili. "Se un camion passa con armi a bordo, lo fermiamo", spiega questo responsabile militare Onu, specificando che anche in questo caso sarà chiamata a intervenire l'armata libanese. "Solo se il veicolo tenta di passare con la forza, noi utilizzeremo la forza letale", aggiunge.
 
missione UnfilFilo diretto New York-Libano del sud. Giorno per giorno i caschi blu dovranno, secondo questa fonte riportata da Le Monde, "pattugliare le vie, di giorno come di notte, mostrare la loro presenza, essere a conoscenza di quanto accade nella regione". Se un soldato Unifil vedesse gli uomini di Hezbollah che stanno per lanciare razzi su Israele, dovrà chiamare l'esercito libanese, e non usare la forza, nonostante una rigorosa interpretazione del suo mandato lo prevedrebbe. Lo stesso nel caso di raid israeliani in Libano e di eventuali rivendicazioni libanesi. L'Unifil si manterrà “al di fuori”. “Noi non ci interporremo, cercheremo di fermarli con altri mezzi”, sottolinea il funzionario interpellato da Le Monde. "Ma se Israele mirasse a colpire dei civili, noi dovremmo trovare contromisure, bloccando le vie d'accesso o mettendo sul posto degli osservatori, nonostante l'estremo pericolo", afferma.
Il comando della forza internazionale farà riferimento direttamente al responsabile per il mantenimento della pace dell'Onu, il francese Jean-Marie Guéhenno, che a sua volta è sotto l’autorità di Kofi Annan. “Il comando della forza ha molta autonomia”, assicura il responsabile Onu, secondo il quale "non è possibile essere seduto a New York e dettare i dettagli di tutte le azioni della missione".
Questo anticipa Le Monde, adesso le trattative proseguono al palazzo di vetro e tra i ministri degli esteri. 

Stella Spinelli

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