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"UN restricted". I 15mila soldati che lavoreranno sotto la bandiera
dell'Onu, e che ancora non si sa da dove arriveranno, non avranno il compito di
cercare attivamente i membri di Hezbollah,
né quello di schierarsi nel caso di una ripresa dei combattimenti.
"UN confidential". Ma i dettami Onu non si esauriscono qui. Esiste un altro
documento, intitolato "Concetto dell'operazione", anch’esso
provvisorio e siglato questa volta "UN confidential", che stabilisce
chiaramente che spetta alle forze armate libanesi "prendere il
controllo" della zona-tampone e "disarmare Hezbollah". L'Onu
potrà svolgere "operazioni d'informazione efficaci a bloccare la
propaganda degli Hezbollah". "Noi non andremo attivamente alla
ricerca delle armi degli Hezbollah - spiega a Le Monde un alto responsabile
delle Nazioni Unite - ma se, durante un pattugliamento, ci imbattiamo in un
carico, il nostro mandato prevede di sequestrare queste armi". L'Unifil
dovrà inoltre stabilire dei posti di blocco fissi e mobili. "Se un camion
passa con armi a bordo, lo fermiamo", spiega questo responsabile militare
Onu, specificando che anche in questo caso sarà chiamata a intervenire l'armata
libanese. "Solo se il veicolo tenta di passare con la forza, noi
utilizzeremo la forza letale", aggiunge.
Filo diretto New York-Libano del sud. Giorno per giorno i caschi blu dovranno, secondo questa
fonte riportata da Le Monde, "pattugliare le vie, di giorno come di notte,
mostrare la loro presenza, essere a conoscenza di quanto accade nella
regione". Se un soldato Unifil vedesse gli uomini di Hezbollah che stanno per
lanciare
razzi su Israele, dovrà chiamare l'esercito libanese, e non usare la
forza, nonostante una rigorosa interpretazione del suo mandato lo
prevedrebbe. Lo stesso nel caso di raid israeliani in Libano e di eventuali
rivendicazioni libanesi. L'Unifil si manterrà “al di fuori”. “Noi non ci
interporremo, cercheremo di fermarli con altri mezzi”, sottolinea il
funzionario interpellato da Le Monde. "Ma se Israele mirasse a colpire dei
civili, noi dovremmo trovare contromisure, bloccando le vie d'accesso o
mettendo sul posto degli osservatori, nonostante l'estremo pericolo", afferma.
Stella Spinelli