22/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ancora tensione nella capitale congolese, scontri fra i sostenitori dei candidati
scritto per noi da
Angela Zanella 
 
Kinshasa è sottosopra per il terzo giorno consecutivo. Da quando, domenica scorsa, l'annuncio dei risultati delle elezioni del 30 luglio ha risvegliato i rancori rimasti sopiti nelle ultime tre settimane mentre si procedeva al conteggio.
 
Proteste per i presunti brogli elettorali La situazione è tanto tesa che l'Eufor (European Union Force), l'esercito internazionale sotto la supervisione del Consiglio europeo, ha schierato ieri 150 soldati spagnoli e 10 auto blindate: è la prima volta che l'Eufor interviene militarmente in Congo. 
Domenica sera i Caschi blu della Monuc, la missione Onu nel paese, e le truppe dell'Eufor hanno fatto evacuare 14 diplomatici occidentali dalla residenza di Bemba, bersagliata per circa mezz'ora da colpi di artiglieria.
 
manifesto elettorale per BambaGli ambasciatori fanno parte della Ciat, la commissione internazionale incaricata di vigilare sulla transizione del Congo verso la democrazia. Stavano incontrando Bemba e il responsabile Monuc, William Swing, per organizzare un appuntamento tra i due candidati al ballottaggio, quando l'abitazione del vice-presidente è stata attaccata. Le forze europee, unite alle truppe dell'Onu, hanno liberato dopo alcune ore i rappresentanti della Ciat, che comprende membri da Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Stati Uniti, Angola, Belgio, Canada, Gabon, Sud Africa e Zambia, oltre a membri della Monuc, dell'Unione europea e di quella africana. A sferrare l'attacco sarebbero stati soldati vicini a Kabila, anche se il ministro dell'Informazione congolese, Henri Mova Sakanyi, accusa i sostenitori di Bemba di istigare alla violenza.
 
Il presidente Kabila Per i diplomatici, invece, sono gli esponenti di entrambe le fazioni ad agire al di fuori del controllo dei due leader politici.  Questo spiegherebbe l'attacco delle guardie presidenziali alla residenza di Bemba, azione che fonti delle Nazioni Unite hanno definito un  "suicidio politico". L'attuale presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, ha ottenuto il 44,81 percento dei voti, mentre il vice-presidente Jean-Pierre Bemba si è piazzato al secondo posto con il 20,03 percento delle preferenze, concentrate soprattutto nella capitale. La seconda tornata elettorale è prevista per il 29 ottobre.
 
L'abitazione di Bemba era già stata teatro di tensioni domenica sera e ora è circondata da 20 veicoli blindati delle Nazioni Unite. La situazione sembrava essersi calmata nella notte, con il ritiro di entrambe le parti in causa e dei carri armati congolesi, ma stamane si sono verificati nuovi attacchi: l'Unione europea ha inviato oggi altri 400 soldati olandesi e tedeschi, trasferendoli in Congo da una missione di peacekeeping nel vicino Gabon. Il reponsabile Monuc, Wiiliam Swing, si dice intenzionato a garantire un cessate il fuoco, condizione indispensabile per sanare la situazione e perchè il processo di pace, e le elezioni, non siano solo una bolla di sapone.

Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Rep. Dem. Congo