All'inizio del mese il generale Nato David Richards, comandante in
capo delle truppe straniere in Afghanistan, aveva dichiarato che i suoi
soldati devono affrontare in questo Paese "i combattimenti più intensi
e prolungati di qualsiasi altro conflitto negli ultimi cinquant'anni".
Come a dire, la guerra non è finita neanche un po'.
E infatti, dall’inizio del 2006 si
contano almeno 3.500 morti. Solo nell'ultimo fine settimana ci sono
state almeno 90 vittime. Gli scontri più violenti sono avvenuti nel sud
del Paese, quel fronte meridionale di cui l'Isaf - la missione di pace
e stabilizzazione cui partecipa anche l'Italia -
ha assunto il comando
delle operazioni lo scorso 31 luglio, sostituendosi a Enduring Freedom.
Da allora, sono già 14 i soldati Isaf che hanno perso la vita in
Afghanistan. Nella giornata di sabato, militanti talebani hanno
attaccato la città di Panjwayi, nella provincia di Kandahar. In cinque
ore di scontri con la polizia afgana, a cui si sono affiancati
l'esercito afgano e le truppe della missione Nato - Isaf, sono stati
uccisi almeno sessanta combattenti talebani (ma sarebbero almeno
settanta secondo altre fonti), quattro soldati e un poliziotto afgano.
Anche quattro militari statunitensi hanno perso la vita sabato: tre
soldati sono rimasti uccisi in un agguato nella provincia orientale di
Kunar, mentre un altro soldato Usa e un militare dell'esercito afgano
sono stati uccisi in combattimento nella provincia di Uruzgan. Un
portavoce dei talebani ha rivendicato l'esplosione di un ordigno, in
cui hanno perso la vita otto poliziotti afgani, domenica, nella
provincia di Khost.
Guerra anche nella provincia di Helmand, già a luglio teatro di sanguinosi scontri e di
un'avanzata dei talebani
che li ha portati a 20 chilometri dal capoluogo Lashkargah. Domenica è
morto in combattimento un soldato Isaf britannico vicino a Sangin,
nella provincia meridionale di Helmand. Nella mattinata miliziani
talebani, secondo quanto dichiarato da fonti locali, avrebbero
attaccato la base militare britannica - che a luglio era rimasta sotto
assedio dei talebani per due settimane. In risposta, gli aerei di Isaf
avrebbero compiuto un raid sul villaggio di Choghak, uccidendo un
civile e ferendone gravemente un altro. Dall'inizio del mese
l'aviazione Isaf ha compiuto
diversi bombardamenti,
sul fronte meridionale, in seguito agli attacchi dei talebani contro le
truppe straniere. Tra le decine di presunti talebani dichiarati morti
dalle parti in conflitto, nessuno tiene il conto dei civili.
Nemmeno dal fronte della lotta alla droga
arrivano notizie confortanti. Proprio nel sud del Paese si coltiva la
metà dell'oppio prodotto ogni anno in Afghanistan, il 25 percento solo
nella provincia di Helmand. E nonostante il ministro dell'Interno del
governo afgano abbia annunciato la distruzione di 40.000 ettari di
coltivazioni di
papavero da oppio
dall'inizio del nuovo anno afgano, cioè negli ultimi cinque mesi, gli
operatori dell'anti-narcotraffico dipingono un quadro pessimo. Le stime
ufficiali del prossimo raccolto saranno note a settembre, ma un
dirigente del programma, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha
dichiarato nei giorni scorsi ad un'agenzia di stampa che quest'anno le
terre messe a coltura di papavero potrebbero raggiungere i 150mila
ettari, con un incremento del 40 percento rispetto all'anno precedente.
Un raccolto da record nella storia afgana.
Cecilia Strada