21/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dietro la tragedia di Lampedusa un utilizzo sempre più frequente dei pattugliatori militari
I loro nomi fanno tutti riferimento al mito, ma è nella cronaca che risplende la loro fama. Si chiamano Sibilla, Cassiopea, Minerva: sono le tre navi da guerra italiane che negli ultimi dieci anni sono state coinvolte in incidenti contro barche cariche di migranti.
 
La lunga conta. Dieci morti e quaranta dispersi nell'episodio (ancora da chiarire) che domenica scorsa ha visto la corvetta Minerva affiancare e rovesciare nel Canale di Sicilia un barcone di migranti proveniente dalla Libia. Dodici vittime, e un numero imprecisato di dispersi (cinquanta o più), nel rovesciamento di un natante che la nave Cassiopea stava trainando il 7 marzo 2002 . Oltre cento morti recuperati dal relitto della 'Kater I Rades', battello albanese speronato dalla Sibilla nel Canale di Otranto, il 28 marzo 1997.
 
AvvistamentoStrategie militari. L'ennesima tragedia del mare, avvenuta nella notte tra sabato e domenica, ha riaperto con forza il dibattito sulla prevenzione (e la repressione) dell'immigrazione clandestina. Blindate Ceuta e Melilla, le località spagnole dove arrivavano migliaia di migranti, sono le coste siciliane a dover fronteggiare l'impatto dell'onda di disperati che ormai quotidianamente si riversa sulle nostre coste: 12 mila migranti nei primi 7 mesi del 2006, il 20 percento in più rispetto al 2005.
Quali saranno le contromisure di un governo che l'altroieri - per voce del suo Primo ministro - annunciava la candidatura dell'Italia a "ponte per l'Europa"? A rispondere sono i fatti.
Si fa grande affidamento, in questi giorni, sul programma della nuova agenzia europea per il controllo delle frontiere (Frontex) voluta da Frattini. A settembre partiranno nuovi controlli e pattugliamenti sulle coste del Mediterraneo.
Per fare ciò c'è bisogno di mezzi. Per questo si è dato grande impulso alla produzione navalmeccanica. Alcune settimane fa è partita la missione internazionale Hera II, che per due mesi vedrà mezzi navali aerei finlandesi, portoghesi e spagnoli affiancare in mare gli italiani, che partecipano con una nuova unità, il pattugliatore Diciotti della Guardia Costiera.
Dove si svolgeranno le operazioni? Nell'Oceano Atlantico, di fronte al Senegal. Il Diciotti è una delle navi da guerra che Fincantieri ha costruito per ammodernare la flotta della Guardia Costiera. L'azienda italiana sta anche partecipando ad un progetto internazionale denominato Fremm (fregate multimissione), che prevede la realizzazione, tra le altre, di dieci fregate, da qui al 2010. Due pattugliatori con nomi celesti, il Sirio e l'Orione, sono stati consegnati alla Marina Militare Italiana nel marzo dello scorso anno. Uno è stato costruito per Malta e altri quattro, per una commessa da 80 milioni di euro, partiranno alla volta dell'Iraq.
 
Il pattugliatore 'Diciotti'Navi contro uomini. E' la legge Bossi-Fini che affida alla Marina compiti di pattugliamento, anche al di fuori delle acque italiane e anche nei confronti di navi non italiane. L'attività di polizia marittima affidata a navi militari, oltre a stravolgere lo stesso concetto di frontiera, equiparerebbe il migrante intercettato in alto mare ad un nemico di guerra, impossibilitato, ad esempio, a chiedere asilo politico al comandante di una nave che non opera in acque territoriali italiane. Ma - come prescrive il Nuovo Modello di Difesa, adottato nel 1991 - le Forze Armate sono abilitate a mantenere la presenza avanzata e la sorveglianza al di fuori dei confini nazionali.
Così, nelle Pagine di Difesa, si legge che ...Alla Marina Militare è devoluto il compito di fronteggiare l'emergenza in alto mare, cioè esternamente al mare territoriale... La Marina è poi l'unica forza armata in grado di monitorare dal lato mare i terminali di lancio delle ondate migratorie e prevenire all'origine il sorgere di fenomeni di dimensioni incontrollabili. Con tali contromisure, chi potrà mai attraversare quel ponte per l'Europa che il nostro Paese si candida a diventare?

Luca Galassi

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