Ci sono volute tre settimane per la conta dei voti. Ieri, finalmente, sono stati
resi noti gli attesi risultati delle storiche elezioni presidenziali svoltesi
nella Repubblica Democratica del Congo il 30 luglio: il presidente in carica Joseph
Kabila è stato il più votato con il 44,81 percento delle preferenze, seguito dal
vice presidente Jean-Pierre Bemba, leader del Movimento per la Liberazione del
Congo (Mlc), fazione ribelle convertita in partito politico, che ha ottenuto il
20,03 percento dei voti. L'annuncio è stato dato in serata da Apollinaire Malu
Malu, presidente dalla Commissione Elettorale Indipendente (Cei), con alcune ore
di ritardo rispetto a quanto annunciato. Motivo del ritardo è stato uno scontro
a fuoco tra i sostenitori dei due candidati al ballottaggio, previsto per il 29
ottobre, quando 25 milioni di congolesi verranno richiamati alle urne. Per diventare
il nuovo presidente del Congo, occorre almeno il 50 percento più uno delle preferenze.

Gli scontri sono avvenuti nel centro di Kinshasa e hanno coivolto da un lato
le guardie presidenziali di Kabila e dall'altro i militanti di Bemba. Il quadro
della situazione non è ancora del tutto chiaro. Il portavoce governativo Henri
Mova Sakanyi accusa gli uomini del vice-presidente di aver attaccato per primi,
ferendo tre poliziotti, forse per evitare che venissero esposti i risultati delle
elezioni. Da parte sua, il partito di Bemba accusa le guardie di Kabila di aver
attaccato la propria sede, uccidendo un uomo e ferendo tre membri del Mlc. Gli
scontri si concentrano davanti agli uffici della Cei e, che abbia cominciato una
fazione o l'altra, Kinshasa è tutta un'eco di spari ed esplosioni, tanto che Malu
Malu è stato portato alla sede della televisione di stato con un'auto blindata
delle Nazioni Unite, e altri 13 veicoli dello stesso tipo lo scortano, assieme
a pick-up della polizia congolese. Tre emittenti televisive, tra cui un canale
statale e uno appartenente a Bemba, vengono oscurate per almeno 24 ore perchè,
secondo fonti governative, trasmettono immagini che incitano alla violenza. Da
un primo resoconto basato su fonti militari, della polizia congolese e dell'Onu,
negli scontri sarebbero morte tre persone, tra cui un giapponese, mentre la Bbc
stamane parla di almeno cinque vittime e un ospedale di Kinshasa ha affermato
di aver ricoverato due pachistani con ferite da arma da fuoco. L'unica vittima
certa, per il momento, è un soldato congolese.
Si temono ora nuovi disordini, soprattutto a Kinshasa, dove Bemba ha ricevuto
molti più voti di Kabila, risultato vittorioso, invece, nell'est del paese. Anche
la città di Mbuji-Mayi, nel centro del paese, è una sorvegliata speciale perchè
roccaforte del leader dell'opposizione Etienne Tshisekedi il cui partito, Unione
per la Democrazia e il Progresso Sociale (Udps), ha boicottato le elezioni creando
disordini nei seggi elettorali lo scorso 30 luglio. Episodi come quello di Mbuji-Mayi,
tuttavia, non hanno compromesso le votazioni, che si sono svolte in un clima pacifico,
a differenza della campagna elettorale, in cui ci sono state diverse contestazioni
contro presunti brogli elettorali ad opera di Kabila. Le proteste si sono fatte
sentire anche in questi giorni e Bemba è tra i candidati che hanno chiesto una
revisione dei risultati, lamentando irregolarità nel conteggio delle schede. Irregolarità
che devono essere valutate dalla Corte Suprema, a cui spetta anche il compito
di convalidare i risultati elettorali.
Il segretario generale delle Nazioni Uniti, Kofi Annan, ieri sera è intervenuto
ricordando che le elezioni sono state una pietra miliare nel processo di pace
del Congo, in cui dopo 46 anni i cittadini hanno potuto votare liberamente il
proprio presidente, e ha invitato i partiti politici e i rispettivi candidati
ad accettare i risultati finali, che si avranno dopo il ballottaggio. L'Onu in
Congo ha schierato oltre 17.000 caschi blu, la più cospicua missione di pace attiva
al momento, e ha investito 450 milioni di dollari per queste elezioni. Annan ha
raccomandato uno spirito di pace, perchè la riconciliazione non sia solo un'illusione.