21/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ballottaggio tra Kabila e Bemba, mentre a Kinshasa infuria la battaglia tra le fazioni dei due candidati
scritto per noi da
Angela Zanella
 
I Caschi blu della missione Onu nella Repubblica Democratica del Congo hanno liberato nella notte alcuni diplomatici occidentali rimasti intrappolati nella residenza del candidato alle presidenziali Jean-Pierre Bemba, attaccata da miliziani della fazione rivale del presidente Kabila. Gli ambasciatori stavano incontrando il leader dell'opposizione, quando è esploso uno scontro a fuoco. Il gruppo includeva l'inviato diplomatico britannico e il capo della missione delle Nazioni Unite. Per il terzo giorno, nella capitale Kinshasa sono in corso pesanti scontri tra i sostenitori dei due candidati. Truppe del governo hanno occupato l'aeroporto di Kinshasa, dove l'ambasciatore sudafricano è riuscito a salire su un aereo per Johannesburg solo poco prima dell'arrivo dei soldati.
 
macchine della polizia scortano gli osservatori elettorali
Ci sono volute tre settimane per la conta dei voti. Ieri, finalmente, sono stati resi noti gli attesi risultati delle storiche elezioni presidenziali svoltesi nella Repubblica Democratica del Congo il 30 luglio: il presidente in carica Joseph Kabila è stato il più votato con il 44,81 percento delle preferenze, seguito dal vice presidente Jean-Pierre Bemba, leader del Movimento per la Liberazione del Congo (Mlc), fazione ribelle convertita in partito politico, che ha ottenuto il 20,03 percento dei voti. L'annuncio è stato dato in serata da Apollinaire Malu Malu, presidente dalla Commissione Elettorale Indipendente (Cei), con alcune ore di ritardo rispetto a quanto annunciato. Motivo del ritardo è stato uno scontro a fuoco tra i sostenitori dei due candidati al ballottaggio, previsto per il 29 ottobre, quando 25 milioni di congolesi verranno richiamati alle urne. Per diventare il nuovo presidente del Congo, occorre almeno il 50 percento più uno delle preferenze.

un uomo con le schede elettorali Gli scontri sono avvenuti nel centro di Kinshasa e hanno coivolto da un lato le guardie presidenziali di Kabila e dall'altro i militanti di Bemba. Il quadro della situazione non è ancora del tutto chiaro. Il portavoce governativo Henri Mova Sakanyi accusa gli uomini del vice-presidente di aver attaccato per primi, ferendo tre poliziotti, forse per evitare che venissero esposti i risultati delle elezioni. Da parte sua, il partito di Bemba accusa le guardie di Kabila di aver attaccato la propria sede, uccidendo un uomo e ferendo tre membri del Mlc. Gli scontri si concentrano davanti agli uffici della Cei e, che abbia cominciato una fazione o l'altra, Kinshasa è tutta un'eco di spari ed esplosioni, tanto che Malu Malu è stato portato alla sede della televisione di stato con un'auto blindata delle Nazioni Unite, e altri 13 veicoli dello stesso tipo lo scortano, assieme a pick-up della polizia congolese. Tre emittenti televisive, tra cui un canale statale e uno appartenente a Bemba, vengono oscurate per almeno 24 ore perchè, secondo fonti governative, trasmettono immagini che incitano alla violenza. Da un primo resoconto basato su fonti militari, della polizia congolese e dell'Onu, negli scontri sarebbero morte tre persone, tra cui un giapponese, mentre la Bbc stamane parla di almeno cinque vittime e un ospedale di Kinshasa ha affermato di aver ricoverato due pachistani con ferite da arma da fuoco. L'unica vittima certa, per il momento, è un soldato congolese.

Si temono ora nuovi disordini, soprattutto a Kinshasa, dove Bemba ha ricevuto molti più voti di Kabila, risultato vittorioso, invece, nell'est del paese. Anche la città di Mbuji-Mayi, nel centro del paese, è una sorvegliata speciale perchè roccaforte del leader dell'opposizione Etienne Tshisekedi il cui partito, Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale (Udps), ha boicottato le elezioni creando disordini nei seggi elettorali lo scorso 30 luglio. Episodi come quello di Mbuji-Mayi, tuttavia, non hanno compromesso le votazioni, che si sono svolte in un clima pacifico, a differenza della campagna elettorale, in cui ci sono state diverse contestazioni contro presunti brogli elettorali ad opera di Kabila. Le proteste si sono fatte sentire anche in questi giorni e Bemba è tra i candidati che hanno chiesto una revisione dei risultati, lamentando irregolarità nel conteggio delle schede. Irregolarità che devono essere valutate dalla Corte Suprema, a cui spetta anche il compito di convalidare i risultati elettorali.

Il segretario generale delle Nazioni Uniti, Kofi Annan, ieri sera è intervenuto ricordando che le elezioni sono state una pietra miliare nel processo di pace del Congo, in cui dopo 46 anni i cittadini hanno potuto votare liberamente il proprio presidente, e ha invitato i partiti politici e i rispettivi candidati ad accettare i risultati finali, che si avranno dopo il ballottaggio. L'Onu in Congo ha schierato oltre 17.000 caschi blu, la più cospicua missione di pace attiva al momento, e ha investito 450 milioni di dollari per queste elezioni. Annan ha raccomandato uno spirito di pace, perchè la riconciliazione non sia solo un'illusione. 
 

Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Rep. Dem. Congo