In Guinea, dopo quasi cinquant'anni, le radio private si liberano del monopolio statale
scritto per noi da
Angela Zanella
Nel
1958 la Guinea diventava indipendente dalla Francia, nel 2006 le radio private
diventano libere dal monopolio statale, più o meno. In entrambi i casi non si
può parlare di un passaggio immediato e repentino ma, per i guineani, sono
entrambi momenti storici, ognuno a modo suo.
Il
14 agosto il ministro delle Telecomunicazioni Jean Claude Jacques Sultan ha
consegnato i documenti delle assegnazioni delle frequenze a due stazioni radio,
Nostalgie Guinee e Libertè FM. La cerimonia si è svolta nella sede del Consiglio
Nazionale della Comunicazione (Cnc) di Conakry, la capitale, ed è stata un
momento importante per il paese, perchè dopo quasi 50 anni due radio private
potranno trasmettere liberamente. Il generale Lansana Conte, presidente della
Repubblica di Guinea dal 1984, ha firmato l'anno scorso una legge in cui
venivano stabiliti i parametri da rispettare per la liberalizzazione delle
radio e finalmente il progetto si è concretizzato. Il musicista Abdoulaye
Kouyatè, rappresentate di Libertè Fm, e Djibril Sakho, presidente del gruppo
Canal Sagui, che detiene Nostalgie Guinee, si sono detti soddisfatti di poter
offrire il loro servizio di comunicazione secondo le regole della libera
concorrenza, e così pure Sultan, anche perchè la concessione delle frequenze porterà
allo stato 24 milioni di franchi guineani (4.390 dollari circa).
L'autorizzazione a trasmettere era stata concessa già il 17 luglio, ma sembrava
destinata a restare sulla carta e gli addetti ai lavori non avevano nascosto la
loro preoccupazione. Secondo Boubacar Yacine Diallo, presidente del Cnc, il
tempo trascorso tra le due date è stato breve e necessario, per consentire al
ministro delle Telecomunicazioni di valutare i dossier tecnici delle radio
candidate. Per i guineani le radio private libereranno la gente dalle bugie e
quindi si sono subito recati in massa ad ascoltare le nuove frequenze,
inebriati dalla possibilità di scegliere. Fino ad ora, infatti, radio e
televisione erano in mano alla statale Radiodiffusion Television Guineenne
(Rtg), che trasmette in francese, inglese e nelle parlate locali, e segue i
dettami del presidente Conte e del suo governo, così come la stampa, del resto.
Tutto bene quel che finisce bene? Non esattamente.
I
guineani si aspettano soprattutto notiziari più credibili e imparziali dalle
nuove stazioni radio, ma manca ancora in entrambe una vera redazione. Sakho si
è giustificato dicendo che le licenze sono state appena concesse e devono avere
il tempo di organizzare lo staff nel modo opportuno, ma non intendono rinunciare
a dare informazioni e notizie, anzi. Radio Nostalgie, infatti, fa parte di un
network che trasmette in diversi paesi francofoni dell'Africa occidentale e si
è distinta anche per le sue indagini, che hanno spesso infastidito i governi
della regione. Fino ad oggi i guineiani si sono affidati a emittenti straniere
per avere notizie diverse da quelle governative; le stazioni più seguite sono
Radio France International e la Bbc, ma gli ascoltatori devono usare apparecchi
spesso costosi e ad onda corta per saziare il loro desiderio di notizie. Per
ora National Guinee trasmette musica 24 ore su 24, soprattutto musica
straniera, e qui sta il problema. Il ministro dell'Informazione Aboubacar Sylla
ha tenuto in questi giorni la sua prima riunione con i responsabili del sistema
radio-televisivo guineiano, in cui sono stati trattati vari argomenti, ma
soprattutto si è parlato di musica. Il ministro ha enfatizzato il ruolo di chi
lavora nel settore, definendoli operatori culturali, con un compito ben
preciso: promuovere l'orgoglio guineano, anche attraverso la musica. Sylla ha
affermato che la musica del proprio paese è diffusa e apprezzata in tutto il
continente e, quindi, non può non essere valorizzata all'interno della Guinea,
dove la gente conosce più gli artisti stranieri che quelli locali. All'estero
pare siano già una quindicina gli artisti guineani ad aver riscosso un certo
successo, ma potrebbero essere molti di più se ricevessero l'appoggio delle
loro radio. Il presidente del Cnc, da parte sua, ha raccomandato alle nuove
emittenti di dimostrare maturità e competenza e di seguire le regole stabilite,
fatte per tutelare chi si muove in questo ambiente, nuovo per la Guinea. Nuovo
perchè dal 1958 ad oggi la radio, e gli altri mezzi di comunicazione, sono
stati controllati dal governo, che ora non gode di buona salute, a partire dal
presidente. Conte, infatti, ha 72 anni, soffre di diabete da tempo e a giorni
volerà in Svizzera per un chek-up medico. In Guinea si pensa alla sua
successione e c'è chi teme un periodo di potere vacante, perchè manca una
figura forte, capace di sostituirlo. Nel giugno scorso il paese è stato scosso
da una serie di scioperi e proteste, la gente lamenta la povertà persistente,
il continuo aumento dei prezzi, il regime autoritario.
E'
ora di cambiare musica, almeno nelle radio.