stampa
invia
La Apple, colosso informatico americano accusato due mesi fa di sfruttamento della manodopera, ha ammesso venerdì scorso che i suoi dipendenti cinesi sono sottoposti a orari di lavoro più lunghi della norma, e che in alcuni casi il codice di condotta aziendale è stato violato.
Un lavoro 'straordinario'. A seguito di un'inchiesta interna effettuata su un campione di cento persone,
sugli oltre 30 mila dipendenti dello stabilimento cinese di Longuha, è emerso
che, nel 30 per cento dei casi, gli addetti alla produzione dell'iPod (il lettore
mp3 più venduto del mondo) fanno straordinari non retribuiti (più di 60 ore settimanali)
e che il 25 per cento di loro affronta turni di più di sei giorni consecutivi.
La Apple era stata accusata dal quotidiano britannico 'Mail and Guardian' di costringere
i propri dipendenti - in prevalenza di sesso femminile - a lavorare senza sosta,
dormire in stanze sovraffollate, subire dure punizioni da parte dei superiori,
ricevere stipendi molto inferiori alla media. L'articolo in questione riferiva
che i lavoratori ricevevano 27 sterline al mese (40 euro) e facevano turni di
15 ore, per poi 'riposarsi' in dormitori da 100 letti ciascuno. Accuse immediatamente
respinte dalla Apple, che avviava un'indagine interna. I risultati, pubblicati
venerdì scorso, dipingono una situazione che i dirigenti definiscono 'tutt'altro
che eccezionale'.
Rapporto inattendibile. "Non abbiamo trovato casi di lavoro straordinario obbligato - si legge in una
dichiarazione dell'azienda -, gli operai hanno confermato nelle interviste che
erano liberi di rifiutare le richieste di straordinario senza incorrere in sanzioni".
Il rapporto parla solo di 'eccezioni agli orari in circostanze inusuali', senza
specificare quali siano però tali circostanze, mentre critica tre siti adibiti
a dormitorio, dove le condizioni di vita dei dipendenti sono state giudicate non
conformi agli standard. Completamente insoddisfacente è il rapporto della Apple
secondo Janek Kuczkiewicz, direttore della sezione diritti umani e sindacali alla
Confederazione internazionale dei sindacati indipendenti: "Non è stato verificato
da un organismo indipendente - spiega Kuczkiewicz -, prende in considerazione
un campione del tutto trascurabile e non si conoscono le condizioni nelle quali
le interviste sono state fatte. Nutriamo forti riserve sui risultati del rapporto".
Tutti i lavoratori, secondo la Apple, guadagnano 'la paga minima' (senza che venga
chiarito quale sia il tetto salariale minimo) e almeno la metà degli intervistati
(50, su 30 mila dipendenti) ha dichiarato di guadagnare uno stipendio che supera
tale soglia. In due casi, sempre secondo il rapporto, due lavoratori sono stati
fatti stare in piedi sull'attenti come forma di sanzione disciplinare, un atto
che ha di fatto violato il Codice di condotta dell'azienda. La Apple ha venduto
negli ultimi tre mesi 8 milioni di iPod. I profitti degli ultimi 4 mesi sono stati
di 5 miliardi di dollari.
Luca Galassi