08/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Un prigioniero di guerra marocchino, dopo 24 anni, ritrova la libertà e l'amore

donna nel deserto del saharaIeri, 7 gennaio 2003, i marocchini Abderrahim e Bahia si sono sposati. 
Non ci sarebbe niente di eccezionale, ma la loro non è una storia comune visto che sono stati fidanzati ben ventiquattro anni. Forse un record mondiale.
Non è stata una scelta eccentrica, ma una storia di guerra che, come sempre, ha segnato la loro vita.

Abderrahim è un ragazzo marocchino come tanti. Nel 1979 si presenta ufficialmente alla famiglia della sua fidanzata, la bella Bahia. I parenti sono d’accordo e tutto sembra pronto per il matrimonio. Non andrà così.

Il colonialismo è morto e la Spagna ha abbandonato il Sahara Occidentale. Il Marocco, nel 1975, ne prende possesso, rivendicando un antico diritto al controllo di quelle terre. Le popolazioni che abitano il Sahara Occidentale, i Saharawi, non ci stanno a perdere la tanto attesa autonomia e si organizzano in una milizia armata di opposizione nota come Fronte Polisario. La guerra è durissima, con migliaia di morti e prigionieri.

Abderrahim viene chiamato nel 1979 a fare il suo dovere per il regno marocchino. La sua vita può attendere. Il matrimonio con Bahia viene rimandato e il giovane parte per il fronte. Pochi mesi e le milizie del Polisario lo catturano. Riesce a far sapere a casa che è ancora vivo solo sei anni dopo essere stato imprigionato, quando gli osservatori della Croce Rossa Internazionale riescono a visitare i prigionieri di guerra marocchini che i Saharawi detengono a Tindouf, in Algeria, dove si sono rifugiati per sfuggire alla guerra creando un’immensa tendopoli.

Gli osservatori internazionali recapitano la lettera a Bahia che aspetta da anni notizie dell’uomo che voleva sposare. Vorrebbe rispondere subito, ma non sa né leggere né scrivere. Impara a farlo solo per amore di Abderrahim. La loro corrispondenza durerà per tutta la prigionia del suo fidanzato.

Alla fine di ottobre del 2003, grazie alla mediazione del leader libico Gheddafi, il Fronte Polisario rilascia trecento detenuti marocchini. Tra loro c’è anche Abderrahim. “Sono sempre stato convinto che Bahia mi avrebbe aspettato, ho creduto ciecamente in lei dalla prima volta che l’ho vista”, racconta l’uomo alla televisione marocchina 2M che ha raccontato la loro storia. “Per me era come se fosse partito per un lungo viaggio e sapevo che un giorno sarebbe tornato”, dice Bahia.

Sono ancora tanti i prigionieri di guerra del conflitto tra Marocco e popolo Saharawi, alcuni detenuti da ventotto anni. Aspettano che i governi si mettano d’accordo su un piano di pace che non si riesce a raggiungere dal cessate il fuoco del 1991, nonostante la mediazione internazionale. Tanti Abderrahim e tante Bahia continuano a sperarci.

Christian Elia

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