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Le polemiche. Le associazioni per la difesa dei diritti degli immigrati sono sul piede di
guerra. La Réseau Education sans Frontières, un gruppo-ombrello di 120 sindacati e movimenti per la promozione del diritto
allo studio, ha parlato di “caccia al bambino” da parte del governo francese.
France Terre d’Asile accusa Sarkozy di aver introdotto il dibattito sull’immigrazione
“nel peggior modo possibile alla vigilia delle elezioni”. La battaglia si è spostata
anche sul piano politico, con l’opposizione a chiedere una spiegazione da Sarkozy
in Parlamento, accusando il ministro di mentire. “Si sapeva dall’inizio che avrebbero
accettato solo 6.000 famiglie, qualunque fosse stato il numero di domande presentate”,
ha detto Gaetan Gorce, segretario del Partito socialista. Dal canto suo, Sarkozy
ha accusato le associazioni pro-immigrati di “irresponsabilità” e “demagogia”,
indicano il governo Jospin (in carica dal 1997 al 2002) di aver peggiorato la
situazione dell’immigrazione offrendo una sanatoria per 80.000 clandestini.
La nuova legge. Il giro di vite di Sarkozy, introdotto con una legge approvata a giugno dal
Parlamento, ha reso più difficile l’immigrazione verso la Francia per i lavoratori
non qualificati, prevedendo una serie di espulsioni per gli irregolari presenti
nel Paese. Le proteste dell’opposizione e delle associazioni per gli immigrati
hanno convinto il governo a procrastinare le espulsioni delle famiglie con bambini
che frequentano le scuole francesi. Una prima moratoria scadeva a giugno, poi
il tutto è stato spostato al 14 agosto. Per la legge francese, gli immigrati minorenni
non possono comunque essere espulsi. Ma i loro genitori sì, e di fatto un rimpatrio
degli adulti costringe i figli a seguire i genitori. Come una sorta di buonuscita,
il governo rimborsa le famiglie espulse. Un gruppo di quattro persone, tra genitori
e figli, riceve in media circa 6.000 euro. Se vengono regolarizzati gli adulti,
diventano de facto regolari anche i minori della famiglia.Alessandro Ursic