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“Si capisce il diritto dei cittadini a manifestare, ma non quello di danneggiare
gli altri”. È con queste parole che il segretario all’Economia del governo federale,
Sergio Garcia de Alba, ha commentato l’emergenza che da due settimane sta vivendo
il centro storico della capitale messicana. Dal 31 luglio scorso, migliaia di
simpatizzanti della coalizione “Por el Bien de Todos”, sostenitori del candidato
della sinistra alle presidenziali del 2 luglio, Andrés Manuel Lopez Obrador (Partido
de la Revolucion Democratica), hanno invaso con tende e sacchi a pelo l’intera
zona conosciuta come corredor Reforma-Centro storico, area vastissima dove si concentrano buona parte degli
hotel e delle attività destinate al turismo. La loro è una protesta pacifica ma
tenace, che mira a ottenere dal Tribunale elettorale un nuovo conteggio dei voti.
Il motivo è una presunta “frode” ai danni appunto di Obrador, che loro sostengono
essere il reale vincitore delle elezioni al posto del conservatore Felipe Calderon,
ufficialmente decretato successore di Vicente Fox. Per adesso hanno ottenuto solo
un parziale riconteggio dei voti, ma non è bastato. E fino al 6 settembre, giorno
in cui verrà dichiarato definitivamente il nuovo presidente e quindi l’ultimo
utile per dimostrare la veridicità delle loro accuse, sono pronti a tutto.
Caos. I blocchi delle strade, gli accampamenti, le manifestazioni stanno paralizzando
la vita di migliaia di abitanti e scoraggiando i turisti ad addentrarsi nella
zona, fra le più affascinanti della capitale. I manifestanti stanno addirittura
occupando il caratteristico Zocalo, cuore storico e culturale della città, meta
ogni anno di milioni di visitatori. I piccoli negozi, gli alimentari, i venditori
ambulanti, le pensioni, gli hotel, i ristoranti e i bar stanno arrancando. Si
tratta di circa 32mila esercizi commerciali, ognuno dei quali lamenta gravi perdite.
Risultato: 809 persone sono state licenziate e le perdite in termini economici
sono state calcolate intorno ai 301 milioni di dollari.
perlopiù i piccoli commercianti, che già faticano in tempi
normali ad arrivare a fine mese. Stella Spinelli