Scritto per noi da Tancredi Tarantino
“I guerriglieri camminano vestiti da civili, comprano viveri e sigarette. Non
fanno nessun danno, ma ci coinvolgono così in una guerra alla quale non vogliamo
prendere parte”. A raccontarlo è il proprietario di una fattoria di Cascales,
ad ovest di Sucumbìos, in Ecuador, nella zona al confine con la Colombia. Le continue
rappresaglie da parte delle forze paramilitari, che accusano le popolazioni locali
di essere alleate della guerriglia, creano una situazione insostenibile per questa
gente e l’emergenza sale. Una denuncia in merito arriva in queste ore dalla comunità
ecuadoriana di Manduro, dove 22 famiglie sono state costrette ad abbandonare le
loro case in seguito alle minacce di morte da parte dei paras.
Nelle ultime ore, si sono anche intensificati i combattimenti al confine tra
l’esercito colombiano ed i guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia
(FARC), tanto che i contadini ecuadoriani sono stati costretti a rifugiarsi all’interno
della foresta amazzonica. Altre comunità di frontiera, come La Salina, Betano
e La Berjela, nella provincia di Sucumbìos, stanno per essere evacuate. La minaccia
di un possibile massacro sta creando panico tra le centinaia di famiglie che vivono
in questo settore.
Dalla Colombia intanto giungono notizie delle prime vittime di questi scontri.
Si tratterebbe di decine di contadini dei villaggi colombiani di El Ajì e Limoncito. Tutto sembra indicare che i guerriglieri, arroccati nella foresta amazzonica,
siano obbligati ad oltrepassare il confine attraverso il fiume San Miguel e a cercare
rifugio in territorio ecuadoriano, nascondendosi tra la popolazione civile.
Di fronte ad una situazione che si fa ogni giorno più grave, alcune scuole elementari
e medie hanno sospeso le normali attività ed i maestri sembrano intenzionati ad
abbandonare i villaggi e allontanarsi dalle zone di confine.
La forza pubblica ecuadoriana, pur continuando a non pronunciarsi su quanto sta
accadendo, ha dichiarato che non si conosce il numero esatto delle famiglie costrette
ad abbandonare le proprie case, riconoscendo dunque la grave crisi che si sta
vivendo in questa area tra Ecuador e Colombia.

Gli appelli dall’Ecuador si moltiplicano. Da quando il Paese ha accettato di concedere l’uso della base militare di Manta agli Usa - partner della Colombia nella lotta alla droga, alla guerriglia e non solo - gli ecuadoriani che si sono trovati coinvolti nella
guerra civile della nazione confinante salgono di mese in mese.
Dalle associazioni in difesa dei Diritti Umani, in particolare, si fanno sempre
più accorate le richieste al Congresso di annullare quanto prima l’accordo con il
comando Sud degli Stati Uniti specialmente adesso che il Plan Colombia - nato col pretesto di distruggere le coltivazioni di coca e dare un colpo decisivo
al traffico di droga - è stato trasformato nell’ancora più agguerrito Plan Patriota
– mirato ad annientare la guerriglia.
L’ultima proposta, dopo quella dell’ Associazione latinoamericana per i diritti
umani (Aldhu), viene dal generale René Vargas Pazzos e dal difensore dei diritti
umani, Alexis
Ponce, che in rappresentanza del Gruppo di monitoraggio degli impatti del Plan
Colombia, propongono appunto che il Congresso ecuadoriano annulli quanto prima
l'accordo della Base di Manta al fine di evitare il coinvolgimento ecuadoriano
e l'allargamento del conflitto.