16/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Alfredo Stoessner ha tenuto in scacco il paese per 35 anni servendosi di torture, omicidi ed epurazioni politiche
StroessnerE’ morto Alfredo Stroessner Matiauda, il dittatore del Paraguay.
A 93 anni si è spento in un ospedale di Brasilia, città dove risiedeva dall’89 in qualità di rifugiato politico. Generale dell’esercito, ha retto per 35 anni quella che è stata una delle dittature più longeve dell’America Latina (1954 al 1989). Nato da un emigrato tedesco, si arruolò molto presto, coltivando grandi ambizioni castrensi. Approfittando del colpo di stato del “Movimento del 4 maggio 1954”, che rovesciò l’allora presidente Federico Chavez in favore di Tomás Romero Pereira, Stroessner prese il potere il 15 agosto dello stesso anno. Il suo primo provvedimento fu quello di abolire la costituzione.
 
La dittatura. Fu candidato unico alla presidenza in tutte le elezioni che susseguirono e, servendosi di torture, omicidi, epurazioni politiche e frodi elettorali rimase al potere per 35 anni. Fondamentale anche il supporto degli Stati Uniti, che lo considerò uno dei baluardi contro il comunismo. Con il declino dell’Unione Sovietica, però, finì anche l’appoggio incondizionato di Washington e quindi la sua fortuna. Il Partito Colorado, al quale Stroessner apparteneva, iniziò a remargli contro. Nel 1989 fu deposto per mano del generale Andrés Rodríguez. Da allora il Paraguay ha elezioni democratiche, sempre vinte comunque da esponenti del Partito Colorado. Appena deposto è esiliato in Brasile e a Brasilia è morto. Nel 1997 ha subito il processo del Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità ed è stato condannato in contumacia 

Stella Spinelli

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