Fuga verso il sogno americano - Il monito è stato lanciato dall’economista
honduregna Armida Lopez de Mazier. In Honduras la popolazione di giovane età,
senza distinzioni di sesso, abbandona la sua terra per inseguire il sogno americano,
disgregando le famiglie e contribuendo all’impoverimento dello sviluppo del paese.
"La perdita di capitale umano è una fuga di capacità" ha affermato l’economista
che ha aggiunto "purtroppo non si sono ancora creati incentivi per contenere questo
tipo di emigrazione che causa danni economici e sociali elevatissimi".
Il costo sociale dell’emigrazione dei giovani honduregni verso gli Sati Uniti
è molto alto. E’ vero che entrano cospicue rimesse di dollari destinate ai parenti degli emigranti,
ma al costo di una disgregazione famigliare che comprende anche l’abbandono dei
bambini come degli anziani, fanno sapere dall’Unah, l’Università nazionale autonoma
dell’Honduras, che da tempo si occupa di queste ricerche. Il rischio, aggiungono è quello che le generazioni nate e cresciute all’estero
non abbiano più nessuna relazione con quelli che furono i loro avi.
Precarietà e mancanza di lavoro - Secondo la ricerca condotta dall’università, uno dei motivi fondamentali che
inducono i giovani ad abbandonare l’Honduras è la mancanza di lavoro e la precarietà
della vita. La popolazione rurale, che costituisce circa il cinquanta per cento della popolazione
attiva, è quella maggiormente colpita dalla povertà e cerca di sopperire alle
difficoltà andandosene a cercare fortuna all’estero.
Dunque le rimesse dei parenti sono allo stesso tempo un sostegno economico alle
famiglie e un apporto fondamentale in valuta. Questo aspetto, secondo la ricerca, può essere considerato positivo a breve termine,
ma molto negativo a lungo.
"Le rimesse di denaro che entrano oggi portano aria alle casse dello Stato, ma
sono insicure a lungo termine. I soldi che entrano oggi potranno non esserci in
futuro" ha detto Armida Lopez de Mazier.
Non dipendere da nessuno, la perdita del capitale umano "Quanto perde l’Honduras? Certo perdiamo moltissimo. Anche se dall’estero entra
parecchio denaro. Ma la nostra gente vale più dei dollari. La situazione che più
preoccupa è la fuga di cervelli, il capitale umano, quello che servirebbe per
portare sviluppo alla nazione.
A compromettere le cose poi ci hanno pensato gli Usa subito dopo il passaggio
dell’uragano Mich nel 1998. In quel periodo offrirono una specie di permesso per
entrare negli Usa, il Tps (Estadus de Proteccion Temporal) da quell’anno la fuga
verso gli Usa è rimasta costante".