
In questo paese non esistono regioni che valgano più di
altre. Se c’è del dolore in una qualsiasi parte del paese, è un mio problema.
Una ferita aperta là, fa soffrire anche me. Siamo tutti nella stessa barca:
donne, uomini, turchi, curdi, aleviti, migranti, disoccupati, i giovani che
hanno paura del futuro, quelli che cercano di farsi una vita dignitosa nelle
periferie delle grandi città, le minoranze, le vittime della violenza e quelli
che, senza saperlo, la violenza la alimentano. Siamo tutti viaggiatori dello
stesso viaggio, compagni di strada, che lo sappiamo o no. Non vogliamo una
Turchia divisa in schieramenti: kemalisti-religiosi, turchi-curdi. Rifiutiamo
di prendere parte a un discorso fondato sugli schieramenti. Noi siamo dalla
parte di ogni colore, anche di quelli sfumati.
Fin da piccoli abbiamo imparato che “Anche se non ci andrò mai anche quel
villaggio è il mio villaggio”. E invece senza andarci, senza comprendere le
persone, senza ascoltarle, senza aprire il cuore all’altro, non funziona.
Di fronte a quanto sta accadendo nel Medio Oriente e nel mondo, acquisteranno
forza quei paesi che assicureranno pace e giustizia sociale e che sapranno
ampliare gli spazi di democrazia e di libertà.
In questo contesto ecco le richieste che consideriamo prioritarie:
1) Constatiamo che la questione curda ha una dimensione politica, giuridica,
economica, culturale ed internazionale. Tenendo conto di tutto questo chiediamo
che sia tenuta in primo piano la dimensione umana...
2) Vogliamo che, per evitare che si ricrei un clima di violenza e di terrore
nel nostro paese, si comprenda che non è possibile fare politica con le armi e
che non è possibile mettere a tacere la rivendicazione di un diritto con le
minacce e la violenza.
3) Vogliamo che si vada al di là dell’approccio nazionalista che vede come
nemico potenziale chiunque pensi in maniera critica e vogliamo che si esca
dalla logica fedeltà-tradimento.
4) Per poter diventare una “società” è necessario condividere le lacrime e
rispettare il dolore dell’altro.
5) Vogliamo che si facciamo sforzi per comprendere che una soluzione duratura
non deve essere cercata al di fuori della Turchia, che non sarà una soluzione
militare ma civile, che verrà dall’interno della nostra società, da noi stessi.
6) Che si comprenda che se la questione curda non ha una sola dimensione, anche
la sua soluzione dovrà coinvolgere diversi attori.
7) Che si comprenda che, anche se limitati, tutti i tentativi per migliorare la
condizione delle persone non devono essere sminuiti. Dobbiamo comprendere
quanto è importante qualunque passo mosso dall’interno della società civile.
8) Che si comprenda l’importanza di un movimento delle donne indipendente
9) Che si comprenda la necessità di dedicare un’attenzione speciale alle
famiglie curde, e in particolare ai bambini, che sono state costrette ad
emigrare nelle grandi città dell’ovest. Che si dia inizio urgentemente a
progetti e politiche che permettano alle vittime della emigrazione di poter
rifarsi una nuova vita.
10) Che si dia il via ad una campagna di sensibilizzazione su grande scala
rispetto al problema dei delitti donore
11) Che si comprenda e si faccia comprendere l’importanza che ha per le persone
della regione il poter usare a scuola la loro lingua madre. Il bilinguismo deve
essere considerato un diritto del multiculturalismo
12) Che i villaggi del Sud-Est a cui stato cambiato il nome possano riprendere
quello originario. Le persone debbono potere scegliere liberamente i nomi per
i
propri figli.
13) Che si comprenda la necessità di creare un nuovo linguaggio che consenta il
perdono, la comprensione, la capacità di ascoltarci reciprocamente, di fronte
al crescere dei discorsi fatti di odio e di violenza
14) Che si metta in evidenza come noi tutti abbiamo interessi e valori comuni
e
che condividiamo lo stesso spazio pubblico.
i firmatari:
Ahmet Insel, Ahmet Icduygu, Ali Bayramoglu, Ayse Gul Altinay, Ayhan Bilgen, Can
Paker, Derya Sazak, Ece Temelkuran, Elif Safak, Erol Katircioglu,Eyup Can,
Fazil Husnu Erdem, Ferhat Kentel, Fuat Keyman, Gencay Gursoy, Ibrahim Betil,
Kutbettin Arzu, Mesut Ozturk, Mesut Yegen, Mithat Sancar, Murat Belge, Muharrem
Erbey, Mustafa Kaalioglu, Nebahat Akkoc, Necdet Ipekyuz, Osman Kavala, Oya
Baydar, Omer Laciner, Rojbin Tugan, Sabih Atac, Salim Uslu, Sedat Yurtdas, Sezgin
Tanrikulu, Sahismail Bedirhanoglu, Tahir Dadak, Tarhan Erdem, Yusuf Alatas,
Zozan Gokce.