09/12/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli Stati Uniti appoggiano Haiti, ma all'arrivo di Powell si scatena la violenza
Il racconto - "Qui si sentono colpi di arma da fuoco in I caschi blu dell'Onu a Port au Prince (foto di A. Grandi) continuazione. I caschi blu dell’Onu ogni tanto fanno incursione in questi quartieri ad alto rischio e arrestano qualche guerrigliero. Trovano armi e munizioni. Sperano di riuscire a trovare informazioni utili su chi fornisce gli armamenti, e soprattutto su chi invia i soldi che servono per finanziare la lotta armata. Per lo più si tratta di uomini appartenenti ai fedelissimi di Aristide. Per il resto i soldati dell’Onu non si vedono". La testimonianza arriva dalla scuola salesiana di Port au Prince. Si trova sull’ipotetica linea di confine che separa le baraccopoli di Cité Militaire e Cité Soleil.
 
Due quartieri dove spari e omicidi sono ormai la norma. I seguaci dell’ex presidente Jean Bertrande Aristide si fanno sentire ogni giorno di più. Si sono fatti sentire anche nel giorno in cui ad Haiti si è presentato Colin Powell, il segretario di Stato statunitense. Durante il colloquio con il premier haitiano Gerard Latourtue e con il presidente Boniface Alexandre, avvenuto nel palazzo del governo, gli uomini della guardia nazionale hanno ingaggiato un violentissimo scontro a fuoco, durato circa mezz’ora, con uomini armati appartenenti ai gruppi fedeli all’ex dittatore, poi rifugiatisi nella baraccopoli di Bel Air.
 
La quotidianità - "A Bel Air è praticamente impossibile entrare. Rischi di morire per un Gourdes, la moneta haitiana", racconta Jon, un autista di taxi della capitale. "Se posso io non ci vado. Li si nascondono i fedelissimi di Aristide, ogni giorno si spara e ci sono sempre guai".
Caschi blu pattugliano le strade a Port au Prince (foto di A.Grandi)Nell’aria l’odore del piombo, per le strade tensione e paura. Profumi e sensazioni che sono entrati a far parte della quotidianità di questa parte dell’isola di Hispaniola da febbraio del 2004, mese cruciale della rivolta haitiana.
Quella di Haiti è stata molto probabilmente l’ultima missione haitiana per Powell, vista la sua condizione di dimissionario. Gli Stati Uniti hanno ribadito la volontà di intensificare gli impegni per poter accelerare il processo di democratizzazione del paese caraibico. Durante i colloqui, Powell e i rappresentanti haitiani hanno anche discusso eventuali investimenti da parte Usa per riparare alle enormi devastazioni dovute al passaggio dell’uragano Jeanne.
 
Haiti bivio per l’America Latina - Intanto la Minustah, la forza di pace delle Nazioni Unite presente ad Haiti, si arricchisce di un nuovo contingente formato da circa duecentocinquanta soldati brasiliani. Questa operazione rientra nelle decisioni prese sul rafforzamento della missione per poter traghettare in pace la nazione verso le elezioni del 2005. Oltre ai veicoli blindati necessari alle operazioni militari, i soldati brasiliani porteranno con loro anche generi alimentari, acqua e medicinali. Ma la missione di pace presente sull’isola apre anche un altro capitolo. Il Brasile, appoggiato da Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Perù, Venezuela e Messico ha respinto la proposta degli Stati Uniti di formare un esercito unico del continente americano per la sola lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il ministro della difesa brasiliano ha fatto sapere in merito che si oppone a "una forza Caschi blu dell'Onu nella capitale haitiana (foto di A.Grandi)multilaterale unica, che abbia come scopo principale missioni di polizia contro il terrorismo e criminalità organizzata, che finirebbe per essere comandata dagli Stati Uniti. Crediamo invece che i nostri eserciti si debbano attenere alla difesa del territorio e alla protezione della popolazione".
 
Rinnovato il mandato alla Minustah solo per sei mesi - Tutto questo avviene dopo che non è stata accolta la richiesta di Kofi Annan, il presidente delle Nazioni Unite, di prolungare di diciotto mesi la missione di pace a Haiti. Il voto dei membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite infatti ha stabilito che la Minustah resti nell’isola ancora sei mesi.

Alessandro Grandi

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