09/08/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo 34 anni gli Stati Uniti annunciano di voler lasciare la base navale nell'isola sarda
scritto per noi da
Angela Zanella 
 
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato che entro il primo semestre del 2008 lascerà definitivamente la base militare di Santo Stefano a La Maddalena, in Sardegna, dopo trentaquattro anni.
 
La base navale della MaddalenaLa base di supporto per sottomarini a propulsione e armamento nucleare, infatti, è operativa in Italia dal 1972, in seguito ad un accordo bilaterale segreto stipulato tra il governo degli Stati Uniti di Richard Nixon e quello italiano, guidato all'epoca da Giulio Andreotti, in cui si è deciso di istituire questa base, che rientra nel sistema di difesa della Nato. Dell'accordo non si sa molto di più, perchè i dettagli non sono mai stati resi noti, nemmeno al Parlamento. Sette anni dopo, nel 1979, viene studiato un piano di emergenza per evitare l'inquinamento radioattivo nel caso in cui si fossero verificati incidenti alla base militare. Del piano, però, non si sapeva praticamente nulla fino all'estate scorsa, quando è stato rivelato all'amministrazione comunale di Santo Stefano per cercare di calmare le polemiche mosse più volte dagli ambientalisti e non solo. La decisione, però, si è rivelata motivo di una nuova protesta: il piano, infatti, prevedeva l'evacuzione di 15 mila persone in un'ora in caso di incidente alla base militare.
 
la Maddalena al tramontoDi incidenti, in effetti, se ne sono verificati, anche di recente. L'ultimo è del 25 ottobre 2003, quando il sottomarino a propulsione nucleare Uss Hartford ha urtato il fondale vicino a Caprera. Incidente senza grosse conseguenze sul piano ambientale per il comando dell'Us Navy, secondo il quale i danni riportati dal sottomarino sono di lieve entità e non c'è alcun rischio di contaminazione. A rimetterci sono stati il comandante, capitano di vascello Gerg Parker, e il commodoro Christopher R. Van Metre, entrambi destituiti dai rispettivi ruoli. Agli inizi del 2004, però, viene lanciato l'allarme: un istituto di ricerca francese, il Criirad, afferma che analizzando le alghe tra La Maddalena e San Bonifacio ha rilevato un tasso di radioattività 400 volte superiore alla norma. La Regione Sardegna reagisce:  prima firma a Roma, il 14 gennaio, un protocollo d'intesa con il governo italiano in cui viene formalizzato l'impegno a tutelare l'ambiente circostante la base Usa, per la quale viene prevista una ristrutturazione. Due settimane dopo, però, il 28 gennaio, decide di delegare a istituti di ricerca indipendenti l'analisi del livello di radioattività dell'area. Chiede, inoltre, che la base di Santo Stefano venga chiusa.
 
La Maddalena, cala SpalmatoreL'amministrazione sarda ha atteso quasi due anni ma, finalmente, il novembre scorso, il Dipartimento di Difesa statunitense si è dichiarato a favore dello smantellamento della base, affermando che ormai la postazione non è più necessaria, soprattutto considerando che ora il corpo militare statunitense è impegnato soprattutto nella lotta al terrorismo, che interessa scenari diversi da quelli di trent'anni fa. La base sarà dunque spostata in un altro paese europeo, informano gli Stati Uniti.
La decisione definitiva è stata comunicata oggi dal ministero della Difesa italiano alll'amministrazione regionale sarda nell'ambito di un incontro a Roma, programmato per discutere del problema delle servitù militari in Sardegna, problema per cui il presidente della regione, Renato Soru, si è battuto già durante la campagna elettorale del 2004. Soru ha dunque apprezzato la notizia e pensa a come riconvertire a uso turistico l'area della Maddalena su cui sorge la base Usa. Pare che ci siano, già dallo scorso anno, importanti imprese pronte ad investire nel progetto, tra cui l'Aga Khan Development Network (Akdn), gruppo con sede in Svizzera e di proprietà del principe arabo Aga Khan, guida dei musulmani ismailiti sciiti, che si occupa di sviluppo economico, sociale e culturale, soprattutto in Asia e Africa. Sarebbero interessati a La Maddalena anche il finanziere americano Tom Barrack, considerato uno degli investitori più astuti del mondo, e un gruppo francese.
Categoria: Armi
Luogo: Italia